Alpe Balma

Rifugio Balma (1986 m)

In qualsiasi guida sulle escursioni in provincia di Torino viene indicato giustamente il Musinè come la cima più vicina a Torino e, complici le leggende che hanno contribuito ad accrescerne la fama, forse è un po’ la mascotte della serie dei primi rilievi che si incontrano partendo dalla pianura. Mi è sempre piaciuto molto il Musinè tuttavia l’ho sempre considerato come una “collina un po’ più alta del solito”, dal momento che la quota modesta e le estese boscaglie sulle sue pendici soprattutto orientali e settentrionali ne addolciscono forse un po’ le sue caratteristiche rendendolo di fatto più simile ad un rilievo collinare che non ad uno alpino.

La montagna “vera” più vicina a Torino, a mio giudizio, inizia in Val Sangone, una valle che proprio per questo motivo mi ha sempre affascinato. Ricordo infatti che in una passeggiata di fine aprile di una dozzina di anni fa al Colle La Roussa, rimasi colpito dal vedere camosci, marmotte, aquile e gracchi alpini a due passi (veramente due passi) dalla pianura. Di solito si pensa infatti a questi animali come abitanti di mondi remoti e irraggiungibili mentre invece li puoi trovare facendo 30 km di auto da Torino e con una breve passeggiata. Mica male! Inoltre come diceva Massimo Mila in Scritti di Montagna: “…la Val Sangone è un singolare microcosmo alpino. Salvo i ghiacci, ha tutto quello che ci vuole per costruire un ambiente di montagna autonomo e completo…”.

Ecco che allora in questa valle inizio a vedere pietraie, qua e là dei piccoli boschi di larice e pareti rocciose più o meno estese. Il tutto con i loro abitanti animali e vegetali di frequentazione montana. Una sorta di ouverture che anticipa panorami più estesi che puoi trovare se ti addentri maggiormente nelle nostre valli.

Alcuni giorni fa, in una giornata libera da impegni di lavoro, ho pertanto deciso di effettuare una escursione nel vallone della Balma fino all’omonimo rifugio. Non c’ero mai stato ma avevo letto numerose informazioni provenienti da diverse pubblicazioni in merito a questa zona e, come sempre mi succede, mi ero già immaginato determinati luoghi nella mia mente (a proposito, guardando le foto di chi è già stato in un luogo, nella mia testa inevitabilmente cerco di ricostruirlo e di immaginarlo poi, recandomi in loco, mi rendo magari conto che magari è piuttosto diverso….).

I colori delle praterie sono già autunnali ma la temperatura è ancora tardo estiva. Nessuno lungo il sentiero a parte me e due ragazzi che mi raggiungono e mi superano. Bellissimo assaporare il completo silenzio percepito lungo il percorso. In qualità di ornitologo mi fermo qua e là alla ricerca di un verso o di uno svolazzo di qualche specie di uccello ma la giornata, da questo punto di vista, non è delle migliori dal momento che riesco a contattare poche specie.

Uno scorcio della conca dove si trova il rifugio

La Rocca di Banti vista dalla parte alta del sentiero. Sullo sfondo la pianura torinese

Le rocce della Rocca di Banti viste dal sentiero

Un po’ di fatica lungo il sentiero visto che sono fuori allenamento e in seguito raggiungo il Rifugio della Balma. Purtroppo dal fondovalle sta salendo la nebbia, cosa che non mi permette di apprezzare pienamente il disegno dei versanti e dei salti di roccia. Ci sono ancora delle vacche al pascolo attorno al rifugio e per il resto è un susseguirsi di praterie e rocce. Il tutto, come detto a due passi dalla pianura che, tra una nebbia e l’altra vedo laggiù con tutta la sua solita frenesia.

La prima costruzione che ho incontrato lungo il percorso è proprio il rifugio che tra l’altro si presenta davvero bello esteticamente pur nella sua semplicità che credo sia il miglior inserimento nel paesaggio circostante, altro che rifugi a forma di botte o di lattine di aranciata rovesciate! Purtroppo è chiuso (ma lo sapevo) dal momento che ormai siamo in autunno.

So che è un’escursione molto conosciuta e so che è un percorso molto frequentato tuttavia trovo che sia molto bello effettuarla rendendosi conto di essere, appunto, sulle prime montagne di una certa altezza a ridosso della pianura. Senza bisogno di scomodare nomi di montagne e di valli ben più celebri e ben più decantate.

Il rifugio si raggiunge in circa  2 ore e mezza con un dislivello di circa 900 m. Si può partire da Molè o dal sentiero che parte dalla curva situata subito sopra la partenza del sentiero per il Colle La Roussa. Il sentiero è largo è ottimamente segnalato quindi non ci sono problemi di orientamento anche in caso di nebbia (ahimè di casa in zona) tuttavia consiglio una giornata con cielo limpido per poter godere pienamente del panorama sulla pianura e sulle montagne circostanti.

Per ulteriori informazioni e per i riferimenti dei gestori, si può consultare il seguente sito: www.rifugiinpiemonte.it/scheda.php?settore=Cozie&rifugio=8&ln=it

Info martellot
Appassionato di montagna, di fauna e di ambiente. Un frequentatore della montagna "di un tempo"

10 Responses to Alpe Balma

  1. ventefioca says:

    Bei luoghi. La Val Sangone offre delle passeggiate ed escursioni davvero particolari, a pochi passi da Torino. Con sci e racchette è sorprendente salire al Colle della Roussa, voltarsi e scoprire su un cocuzzolo i ruderi di un forte a pianta stellare. Il Vallone della Balma è lunghissimo e suggestivo.

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  2. serpillo1 says:

    Avere a pochi passi dalla città la montagna e’ un grande dono.

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  3. Anonimo says:

    Sfondi una porta già spalancata Martellot. Queste valli dimenticate, questa montagna “minore” mi affascinano da sempre. Ne parlavo quest’estate con Beppeley, e bisognerà proprio che ci andiamo una volta insieme. Io ci ho scoperto angoli bellissimi, di montagna “vera”, che non hanno nulla da invidiare a valli ben più famose e frequentate

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  4. Riccardo says:

    Hai espresso delle belle sensazioni Martellot, quelle sensazioni che provo anche io quando ho qualche ora libero di pomeriggio che riesco a prendermi dal lavoro salendo al Musinè, anche se vedendo le foto e come sottolineavi sono paesaggi molto diversi, nettamente più alpino e più irto il paesaggio salendo all’Alpe Balma. Aggiungo che con molta fortuna sono riuscito a trovare dei camosci sul Musinè, sul Moncuni e attorno alla Sacra di San Michele.

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  5. Beppeley says:

    Segnalo, per chi volesse fare un’escursione in zona, 2 carte ben fatte:

    – Carta del Parco Naturale Orsiera Rocciavré e riserve degli orridi di Chianocco e Foresto (scala 1:25.000)

    – Bassa Val Susa, Val Sangone, carta n. 4 edita dalla Fraternali scala 1:25.000

    Normalmente si trovano alla Libreria La Montagna: http://www.librerialamontagna.it/ ; quelle della Fraternali si possono anche ordinare via web: http://www.fraternalieditore.it/

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  6. Beppeley says:

    Avete parlato del Musinè… cercate di non strapazzarlo troppo…

    Il 10 marzo 2013 ci sarà il raduno del CAI Uget Torino per festeggiare i 100 anni di questa Sezione.

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