Ai piedi dei monti

Torino città delle Alpi. Mai definizione poteva essere più vicina alla realtà. La visione delle cerchia alpina nelle belle giornate luminose ci ricorda quanto siamo vicini alla montagna. Con questo post però non vorrei soffermarmi sugli aspetti ambientali, culturali o etnografici delle nostre montagne ma unicamente sul loro fascino anche se viste da relativamente lontano, da Torino.

Nel suo bel post “Le Alpi e Torino” Beppeley ha scritto: “E’ a dir poco impressionante notare come sia così vicina la pianura quando la si guarda dall’alto, da punti di osservazione tra le montagne particolarmente privilegiati. Allo stesso modo è a dir poco impressionante notare come dalla pianura, con le città da lei ospitate, siano così distanti le montagne”. Senza entrare nel merito di tutti i significati che può avere questa espressione efficace e che ha affrontato Beppe nel post citato, mi soffermo unicamente sul fatto che, oggettivamente, “le Alpi sono vicine a noi”. E lo sono davvero tanto.

Per come sono fatto e sono cresciuto penso che soffrirei anche solo a pensare di andare a vivere in un luogo di pianura dove non vedo le montagne. Dopo una vacanza in luoghi privi di montagne (il mare) provo sempre una certa emozione nel tornare nelle nostre lande e vederle lì, sullo sfondo e dietro le case, cosa che mi fa convincere sempre più del fatto che non poteva esserci nome più azzeccato per la nostra Regione: Piemonte, ovvero ai piedi dei monti.

Ecco che allora in una giornata estiva di foehn, pertanto particolarmente limpida e luminosa, sono andato a scattare alcune foto dal Colle della Maddalena, sulla collina torinese. Ho notato che, in queste occasioni, c’è sempre un manipolo di persone che con la loro macchina fotografica immortalano Torino dall’alto e la cerchia alpina a fare da sfondo. C’è chi cerca di individuare la propria casa vista dall’alto, chi ricostruisce l’ubicazione delle vie e dei corsi e c’è anche qualcuno malato che guarda le diverse cime scattando foto a più non posso ricostruendo la geografia delle valli consultata centinaia di volte sulle cartine escursionistiche. Inutile aggiungere che quel malato sono io…

Pochissime sono allora le foto da me scattate e che ritraggono la città mentre numerose e con diversi ingrandimenti sono quelle che ritraggono le montagne. In particolare le “mie” montagne ovvero quelle delle Valli di Lanzo e del Canavese. Trovo particolarmente curioso osservare le vette riprese con ingrandimenti elevati e tali da poter farmi riconoscere un nevaio, un pendio dove magari pochi giorni prima ero proprio lì a passeggiare. È un modo forse un po’ strano, me ne rendo conto, di sentirle vicine, di tenere sempre presente che loro sono lì ad aspettarmi anche nei periodi quando, per svariati motivi, non riesco a raggiungerle.

Penso quindi al libro prevalentemente fotografico di Giorgio Faraggiana “In fondo alle vie di Torino. La città e le Alpi” (edito dalla Editris) dove, tra le altre cose, viene indicato come alcune vie e alcuni corsi della città puntano verso precise vette, quasi a suggerire che alcune strade potrebbero essere state realizzate con una orientazione che tiene conto dello sfondo, quasi a voler condurre in linea retta verso una certa direzione, un po’ come Corso Francia punta verso le porte di accesso della Francia.

Ecco che ho inserito allora un po’ di queste immagini che ritraggono alcune di queste montagne a me care. Magari qualche alpinista riconoscerà alcune vie percorse magari proprio l’estate appena trascorsa oppure vedrà un ghiacciaio o una vetta a lui cara e che ben conosce.

Il profilo elegante dell’Albaron in territorio francese con i suoi ghiacciai residui

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La Ciamarella con in evidenza la cresta Est

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Le cime quasi “gemelle” della Croce Rossa e della Punta d’Arnas. In primo piano il Civrari

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La Levanna Orientale con la sua forma di enorme trapezio

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La catena Mulinet-Martellot

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La Punta Sulè e il Monte Lera con, in basso a sinistra, la Punta Sbaron con la strada per il colle del Colombardo

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Il Gran Paradiso tra la Becca di Moncorvè e la Punta di Ceresole. Oltre si nota il Piccolo Paradiso

Credo che queste cose non accadano ad altre città con dimensioni paragonabili a quelle di Torino. Credo anche che queste considerazioni possano in un certo modo farci sentire più vicini alle Alpi.

Info martellot
Appassionato di montagna, di fauna e di ambiente. Un frequentatore della montagna "di un tempo"

18 Responses to Ai piedi dei monti

  1. popof1955 says:

    Ed è quel che accade anche ad altri malati di montagna. Qui vicino c’è il Linzone, prima propaggine con fattezze di montagna, dove ogni tanto torno, quando ho poco tempo, per rimirar la valle punteggiata di case e capannoni, mentre dietro le Orobie cullano soddisfatte il cielo.
    Meglio non guarire mai da questa adorata malattia 🙂

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  2. paologiac says:

    Bravo Martellot, anche a me piace moltissimo osservare la cerchia delle Alpi dalla collina torinese. C’è un punto che a me piace moltissimo: quel grande prato all’ingresso del parco di San Vito

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    • martellot says:

      Sì, in effetti anche da Milano si vede un panorama grandioso… E’ vero che lì le montagne sono più lontane rispetto alla situazione di Torino ma il tutto è ripagato dal fatto che si vede davvero una larga fetta dell’intera catena alpina. Bellissimo vedere da Milano la Est del Monte Rosa e, addirittura, le montagne dell’Ossola e dell’Oberland Bernese!!

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  3. Beppeley says:

    Ci voleva un post come questo sui camosci.

    Malato? Si chiama empatia con il territorio. E’ una bella cosa martellot. Significa che percepisci il territorio come una parte di te, ti identifichi con esso, l’apprezzi, lo ami. Significa cha hai un rapporto sano con l’ambiente, non malato.

    Significa che il tuo “orizzonte di senso” va al di là di quello metropolitano.

    E forse vuoi anche difenderlo il territorio alpino da chi invece vede tutto questo esclusivamente come un pezzo del nostro Pianeta buono giusto per farci gallerie, autostrade, grattacieli, buchi, dighe, impianti da sci, impianti da Olimpiade…

    Insomma, una montagna luna park così come la ruota che vogliono fare al Valentino.

    Basta che produca soldi e PIL. Anche se ciò significa degradare il paesaggio.

    http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/

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    • martellot says:

      Credo proprio che si tratti di empatia con il territorio, hai ragione….
      Credo anche che sia importante vedere le Alpi come quello che sono senza vedere necessariamente un fine economico nella loro frequentazione o utilizzo.
      Penso che sia comunque importante una conoscenza del territorio in cui vivi e che ti sta attorno. Sono dell’idea che da questo riesci ad ottenere le conoscenze che ti servono. Penso che la geografia (intesa anche come “fattezze” della montagna ovvero forma del rilievo, climi, ambiente, ecc.) rappresenti la base per comprendere molte azioni, pensieri e usanze delle popolazioni. Forse il vedere la montagna come un “qualcosa” da sfruttare per soli fini economici senza capirne i significati ci ha portato a trascurarla, a farcela vedere come un mondo estremamente lontano…
      Molto efficace Beppe il tuo esempio della ruota del Valentino!! 🙂

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  4. serpillo1 says:

    Come punto di osservazione io ho il Monte dei Cappuccini.

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  5. Riccardo says:

    Belle foto Martellot, complimenti! Non so voi ma rivedere in foto o anche dal vivo in lontananza foto delle nostre montagne dove sono già stato mi fa sempre pensare: “Sembra impossibile salire eppure ce l’ho fatta!”.
    Colgo l’occasione di questo post per chiedervi, senza monopolizzare l’area commenti, quali sono i punti di osservazione migliori per catturare foto di Torino con sfondo le montagne o la collina (perciò sia da est che da ovest) non possedendo un ottimo zoom.

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    • martellot says:

      Grazie per i complimenti! Non saprei dirti quali siano i punti migliori…. Generalmente tutta la zona della collina è un ottimo balcone su Torino e sulle Alpi. Molto conosciuto è il panorama che si vede dal Monte dei Cappuccini, citato da serpillo1 da dove, tra l’altro, Renato Chabod disegnò uno splendido panorama con tutte le cime segnalate. Un poster bellissimo! Posso dirti che panorami bellissimi (anche se ormai sei un po’ lontano) si vedono anche dalle Langhe, dove riesci ad osservare vette che solitamente non riesci a vedere da Torino perchè nascoste (sopra le montagne di Garessio, in un’occasione di visibilità mostruosa sono riuscito a “beccare” il Bianco con, davanti, la Grande Rousse della Val di Rhemes! Oppure da Carmagnola vedi i grandi ghiacciai della Vanoise!)
      Ti suggerisco questo bellissimo sito dove puoi ottenere un panorama fedelissimo delle montagne che vedi in un determinato posto:
      http://www.udeuschle.de/Panoramen.html
      C’è anche la sezione in italiano.

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  6. Beppeley says:

    Dimenticavo… grazie mille della citazione!

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  7. Beppeley says:

    E’ un post che stimola molte importanti riflessioni…mi piacerebbe fare un post per ciascuna di esse…

    Per esempio, adesso sto pensando agli amici che sono laggiù in mezzo a quelle pareti bigie.

    Suggerimento: guardare la foto di apertura (quella piccola con Torino)… osservare le montagne e poi leggere questo post scritto da Savi-Lopez:

    “Da Torino guardai sempre con ammirazione in certi sfondi sublimi delle larghe vie, o lontano, oltre gli alberi allineati sui viali, un gruppo delle Alpi, o una parte estesa dell’azzurra catena, e mi parve che le montagne abbiano qualche cosa di affascinante e misterioso che può allettare l’anima di chi non ancora le vide da vicino, e ne va immaginando gli aspetti diversi; ma ora che ho vissuto fra le Alpi giorni indimenticabili, ammirandole senza posa, mi è forza dire che non può esservi mente di poeta o d’artista che sappia, senz’averle mai vedute, idearne le bellezze incantevoli o selvaggie, che non saranno mai descritte fedelmente dalla penna, nè ritratte nel loro meraviglioso assieme dal pennello.”

    https://camoscibianchi.wordpress.com/2012/04/10/in-alto-sempre/

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  8. Anonimo says:

    gran bel link martellot!! complimenti!

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  9. italo losero says:

    Belle immagini, anch’io ho provato le stesse sensazioni guardando le Alpi da Torino; e mi sono perso in riflessioni su quanto l’ambiente può forgiare i caratteri degli abitanti.
    Non si nasce invano, non si vive invano in un ‘posto’.
    non si nasce invano

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    • Anonimo says:

      Forgiare il carattere degli abitanti a tal punto che Torino è la città più inquinata d’Italia.

      Se i cittadini torinesi amassero davvero le loro montagne, a seguito di sana frequentazione e conoscenza, molto probabilmente vivrebbero in una metropoli più sana e più rispettosa dell’ambiente.

      L’ “ambiente” che forgia i cittadini, nella nostra epoca, non è certo quello naturale bensì quello culturale e personalmente devo ammettere che di cultura della montagna in Italia se ne vede ben poca (per non parlare di altri tipi di cultura…)

      m.z.

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      • serpillo1 says:

        Piemonte significa “ai piedi del monte” ma la montagna non sempre viene ricordata e valorizzata. Purtroppo.

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      • martellot says:

        Sì, mi sa che hai ragione. Ormai completamente scollegati dalla natura, i cittadini vengono “forgiati” da altre cose che sono meno “matrigne” rispetto alla natura ma che forse isolano le città e fanno credere ai suoi abitanti di vivere in una bolla. Fino a quando però la bolla scoppia….

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