Ripensare l’idroelettrico

Pubblico volentieri questa notizia che mi ha girato l’avvocato Fabio Balocco (che, se volete, potete seguire sulle pagine de “Il Fatto Quotidiano.it“).

***

Pro Natura Piemonte e Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, in collaborazione con CIPRA Italia, intende promuovere un momento di riflessione sulle crescenti richieste di autorizzazioni per la realizzazione di impianti idroelettrici, organizzando il convegno “Ripensare l’idroelettrico”, che si terrà martedì 11 dicembre 2012, a partire dalle ore 9, presso la sala del Gruppo Abele, corso Trapani 95, Torino.

La partecipazione al convegno è gratuita.

L’energia idroelettrica ha indubbiamente il grande merito di costituire una frazione importante della produzione di energia rinnovabile. Tuttavia, lo sfruttamento dei corsi d’acqua a scopo energetico provoca impatti significativi ormai molto diffusi sul reticolo idrografico alpino. In un quadro generale di promozione delle energie rinnovabili, occorre quindi valutare con attenzione quali sono i margini per un ulteriore sviluppo della produzione idroelettrica mediante nuovi impianti, tenendo conto della necessità di salvaguardare gli ultimi torrenti naturalisticamente integri del nostro territorio.

Al convegno saranno invitati a partecipare e a fornire un quadro della situazione i dirigenti del settore competente al rilascio di concessioni idroelettriche delle province piemontesi interessate e della Regione Valle d’Aosta, nonché i responsabili dei relativi settori della Regione Piemonte.

Il tema verrà poi approfondito con relazioni di esperti di varie discipline (naturalisti, meteorologi, economisti).

È previsto anche un contributo dell’ARPA Piemonte sulla disponibilità di acqua a fini energetici a fronte dei cambiamenti climatici in atto. Si allega il programma delle relazioni.

Programma del convegno in allegato (pdf 402 KB).

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

7 Responses to Ripensare l’idroelettrico

  1. serpillo1 says:

    Sono d’accordo nel (ri)pensare all’idroelettrico avendo a disposizione persone competenti. E’ necessario fare chiarezza.
    Se si fa un giro nella Provincia di Torino http://www.provincia.torino.it/ambiente/sportelloambiente/via/ ci si rende conto di quanti progetti hanno invaso le acque delle valli Piemontesi (e non sono tutti elencati perche’ dopo x giorni dalla pubblicazione vengono cancellati on-line).

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  2. martellot says:

    Mi sembra che quando si fanno progetti del genere vengano presi in considerazione solo gli impatti che può creare quella singola centrale e che non si tenga conto degli impatti che potrebbero causare diverse centrali se disposte “in serie”. E’ un po’ come costruire edifici in pianura a danno di terreno naturale o agricolo: la costruzione di una singola casa di per sè non dà grossi impatti ma una qui, una là, l’altra laggiù, ecco che alla fine ci ritroviamo con la pianura che risulta essere intesamente urbanizzata per di più non seguendo una logica ma unicamente con una diffusione disordinata di edifici. Mi chiedo poi una cosa da profano: ma tutti questi impianti servono unicamente ai paesi e alle frazioni limitrofe per garantire loro una “sopravvivenza energetica”? Non è che poi buona parte dell’energia ottenuta viene convogliata in pianura ad alimentare i fabbisogni della/delle città?

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  3. martellot says:

    Grazie Beppe, ora ho un quadro più chiaro (e più triste) della vicenda…

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  4. Qui in trentino, che di bacini idroelettrici ne abbiamo parecchi e sarebbe difficile ipotizzarne di nuovi, c’é un proliferare delle cosiddette centraline… Non sono un esperto ma dubito molto che il loro impatto sia cosí soft come vogliono farci credere…

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    • serpillo1 says:

      Sicuramente qualcosa non va, ma è difficile trovare interlocutori che spiegano chiaramente la situazione. Ben vengano iniziative come questo convegno.

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  5. Pingback: Energia idroelettrica | I camosci bianchi

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