6 gradi

Luca Mercalli ogni mercoledì, sull’ultima pagina del quotidiano “La Stampa”, scrive cosa succede nel mondo dal punto di vista meteorologico aggiornando i suoi lettori sulle ultime analisi e ricerche relative ai cambiamenti climatici provenienti dai più importanti centri di ricerca del Pianeta. 

Chi fa escursionismo o alpinismo si rende conto con i propri occhi dei drammatici cambiamenti di paesaggio che stanno avvenendo sulle montagne, soprattutto ad alta quota, causati dal riscaldamento globale.

Qualche tempo fa avevo sentito parlare di un libro inquietante (“Sei gradi: la sconvolgente verità sul riscaldamento globale” di Mark Lynas) che spiega cosa potrebbe succedere al nostro Pianeta per ogni grado di innalzamento della temperatura media globale, fino a + 6°.

Ho pensato a quel libro dopo aver letto quanto vi riporto qui di seguito, scritto proprio da Mercalli mercoledì scorso:

” […] le preoccupazioni globali sono sempre più rivolte verso il caldo: secondo il rapporto Low Carbon Economy Index 2012 diramato dal network internazionale di servizi legali PwC, le emissioni mondiali di gas serra da consumi energetici sono cresciute del 3% tra il 2010 e il 2011, e mantenendo l’attuale tendenza siamo destinati molto probabilmente a superare i 6 gradi di aumento termico entro il 2100, un clima del tutto inedito per l’umanità, a cui sarebbe difficile adattarsi.”

 

.Articolo sul sito “Rinnovabili.it”:  Il secolo potrebbe chiudersi con un surriscaldamento globale di 6° C.

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

10 Responses to 6 gradi

  1. Rebecca Antolini Pif says:

    Scusa la mia scarsa presenza, ma in questi giorni non sono molto presente qui in WP, abbi un bello fine settimana e una serena domenica di San Martino con amicizia Pif 😉

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  2. serpillo1 says:

    Qui, su La Stampa, il grido di allarme lanciato dal Ministro dell’Ambiente Clini:

    http://www.lastampa.it/2012/11/26/scienza/clima-l-italia-si-prepari-al-peggio-rSNDxG1S058CZTvUiQgpIL/pagina.html

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  3. martellot says:

    La situazione prevista è davvero pesante eppure anzichè metterci a ragionare attorno ad un tavolo su cosa fare (cosa che i più forse giudicano un’azione snob e da intellettualoidi) è molto meglio metterci al volante di suv con una cilindrata stellare o tenere aperte le porte dei negozi del centro di Torino in pieno inverno (questo sì che ci fa sentire “fighi”). Sono tutte azioni che contribuiscono al consumo insensato di combustibili fossili dai quali dipendiamo in tutto e per tutto e che immettono una gran quantità di anidride carbonica nell’atmosfera.
    Penso che il problema dell’affrontare le problematiche relative al clima abbiano la stessa dinamica dei problemi economici che attanagliano ora l’Europa: dobbiamo pensarci per tempo alle cose, non possiamo pensarci quando è troppo tardi!! Potremmo permetterci un consumo smodato delle risorse solo e unicamente in un pianeta con risorse illimitate ma il nostro pianeta non è così.
    Per il clima (e forse anche per l’economia) è davvero troppo tardi. Ci sono infatti numerosi meccanismi di feedback che una volta avviati sono molto difficili da bloccare o quanto meno da contenere. Credo però che faccia proprio parte della natura dell’uomo: finchè c’è da mangiare mangio a più non posso senza curarmi delle conseguenze. E quando me ne accorgo ormai è troppo tardi….

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  4. martellot says:

    E pensare che anche per questo autunno la gente si lamentava sempre per il freddo.
    Ormai ci siamo forse abituati a temperature più alte rispetto a quelle del passato e anche una normale giornata fresca viene percepita come una giornata glaciale.
    Forse i cambiamenti climatici cambiano (e cambieranno) anche le persone e la percezione delle dinamiche meteorologiche.

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    • serpillo1 says:

      Peccato che per farlo capire bisogna agire sul portafoglio delle persone…

      Sulla bozza delle linee strategiche per l’adattamento ai cambiamenti climatici che e’ stata inviata al CIPE dal ministro Clini, si parla di un’assicurazione obbligatoria per coprire i rischi connessi ad eventi climatici estremi su beni e strutture sia dello Stato sia dei privati.

      E’ da piu’ di trent’anni che si parla di questi cambiamenti, causati in gran parte dall’uomo, dall’incuria del territorio, dal cemento ed alla fine del territorio non se ne e’ mai occupato, anzi.. ed ora che tirano fuori?

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