Valle dell’Orco

Chi ama frequentare la Valle dell’Orco sicuramente si sarà chiesto come mai ha un nome così curioso. E chissà quante volte il fiume Orco, soprattutto durante le alluvioni distruttive, sarà stato additato come un mostro.

Anacleto Verrecchia, nelle pagine del bellissimo libro “Diario del Gran Paradiso” (collana “La Torre d’Avorio – Fògola Editore), di cui ho già parlato in altre occasioni, riesce anche a spiegarci il perché di quel toponimo.

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Valle dell’Orco: questo nome non è assolutamente connesso, come si potrebbe pensare a prima vista, con quello del Dio degli Inferi. No, l’Erebo non c’entra per niente, anche perché qui c’è semmai il regno della luce e non quello della tenebra piú profonda. Si chiama Valle dell’Orco perché il suo fiume trasportava sabbie aurifere. Nel dialetto del posto il nome del fiume Orco è Eva (= acqua) d’or. Cosi il luccicante oro si è trasformato, per la strana corruzione cui vanno incontro le parole nella bocca della gente, nel piú tenebroso degli Dei. Leggi il resto dell’articolo

Storia e Preistoria a Cantoira

Avevo individuato questo itinerario la scorsa estate durante una passeggiata postprandiale al belvedere di Cantoira. L’interesse, un po’ attutito da caldo e digestione, si era risvegliato dopo aver visto il Dolmen ed il maceratoio per la canapa. Visto poi che il sentiero, solo tratteggiato sulla carta, proseguiva invece evidente oltre il belvedere in direzione di Santa Cristina, mi ero ripromesso di esplorarlo in autunno, con temperature più fresche.

Ecco così che in una soleggiata giornata autunnale proviamo a seguire questo sentiero, alternativo ai due classici che salgono da Cantoira e da Ceres, per Santa Cristina, passando per la vecchia borgata di Senale.

La partenza è sempre da Cantoira, ma nei pressi della piscina estiva. Si passa il bel ponte in legno sulla Stura e si inizia a salire in direzione del belvedere lungo un sentiero “storico” sistemato dal comune con cartelli e numerose bacheche, ma che purtroppo risente degli anni passati e della mancanza di manutenzione. Leggi il resto dell’articolo

Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi

Archivio foto Anette

“Il Parlamento Italiano ha approvato il protocollo attuativo sui Trasporti. Era l’ultimo, che mancava all’appello, dei documenti che definiscono gli aspetti particolari della Convenzione per la protezione delle Alpi. Ora è giuridicamente vincolante sul territorio Italiano.

Dopo il Senato, la Camera ha ratificato oggi (17 ottobre 2012) a larga maggioranza il Protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi, uno strumento che impegna a sviluppare una politica sostenibile dei trasporti, limitando per esempio la realizzazione di nuovi assi stradali di grande comunicazioni attraverso l’arco alpino, e promuove il trasporto delle merci su rotaia anziché su gomma”.

Qui la notizia dal sito del C.A.I. Club Alpino Italiano e qui dalla CIPRA.