Storia e Preistoria a Cantoira

Avevo individuato questo itinerario la scorsa estate durante una passeggiata postprandiale al belvedere di Cantoira. L’interesse, un po’ attutito da caldo e digestione, si era risvegliato dopo aver visto il Dolmen ed il maceratoio per la canapa. Visto poi che il sentiero, solo tratteggiato sulla carta, proseguiva invece evidente oltre il belvedere in direzione di Santa Cristina, mi ero ripromesso di esplorarlo in autunno, con temperature più fresche.

Ecco così che in una soleggiata giornata autunnale proviamo a seguire questo sentiero, alternativo ai due classici che salgono da Cantoira e da Ceres, per Santa Cristina, passando per la vecchia borgata di Senale.

La partenza è sempre da Cantoira, ma nei pressi della piscina estiva. Si passa il bel ponte in legno sulla Stura e si inizia a salire in direzione del belvedere lungo un sentiero “storico” sistemato dal comune con cartelli e numerose bacheche, ma che purtroppo risente degli anni passati e della mancanza di manutenzione.

Il Dolmen di Rio Combin

Dopo pochi minuti si arriva al primo punto interessante, purtroppo senza bacheca descrittiva: il Dolmen di Cantoira. Indubbiamente si tratta di un manufatto e non di una struttura naturale, il dubbio era che non si trattasse di una struttura megalitica antica, ma di qualcosa di più recente. Su segnalazione di Beppeley, scopro che il sito internet  “Nuove prospettive per le Valli di Lanzo” parla di un progetto finanziato dalla Compagnia di San Paolo per lo studio dei siti megalitici preistorici in Val di Lanzo (oltre ad altre iniziative per lo sviluppo del turismo nelle Valli); in questo progetto è incluso anche il Dolmen di Cantoira,  il che depone sicuramente a favore della sua origine preistorica. Per un approfondimento su questo monumento rimando alla nota alla fine del post.

Il Dolmen visto dall’altro lato

A pochi passi dal Dolmen, ma nascosto dalla vegetazione invadente, un maceratoio per la canapa chiamato localmente “neiveu”, con tanto di bacheca che spiega la sua funzione.

Il “neiveu”

Lasciati il Dolmen ed il Neiveu, si sale nel bosco e, dopo una decina di minuti, lasciata a destra la deviazione per il belvedere, si prosegue lungo un bel sentiero nel bosco che presto diventa una faggeta sfolgorante nei suoi colori autunnali.

Le stagioni non sono più quelle di una volta!

Interessanti in questo tratto, sono due piloni votivi: uno che ha come base un blocco di pietra solo appoggiato su di un masso più grande, senza cemento per ancorare questa “fondamenta”; l’altro addirittura appoggiato su di un masso inclinato. Evidentemente, visto che sono ancora al loro posto, i costruttori avevano visto giusto e fatto bene a fidarsi di peso e forza di gravità per la stabilità statica di questi piloni.

Il pilone “appoggiato”

Il pilone pendente

A circa metà percorso si incontra il borgo di Senale, completamente abbandonato da tantissimi anni ed ormai completamente diroccato. Nonostante lo stato di degrado, Senale è un piccolo gioiello dove ammirare le opere di controllo delle acque, le fontane e l’architettura delle baite. Alcune soluzioni architettoniche non esclusivamente funzionali e resti di decorazioni naif, fanno pensare all’amore per la casa ed il loro ambiente che questi nostri antenati esprimevano nonostante le dure condizioni di vita che non lasciavano certo molto spazio al “superfluo”.

Arte naif su di una facciata

Una curiosa opera in pietra attira lo sguardo…forse una protezione per la sorgente che alimenta la fontana…

Scrigno o sarcofago?

…ecco cosa nasconde: un tributo alla modernità ed all’inciviltà!

sorpresa!!!

Il sentiero che dopo Senale pensavo poco praticabile se non addirittura scomparso, risulta invece in ottime condizioni. Bellissimo il traverso finale a mezzacosta che va ad incrociare il sentiero ufficiale per Santa Cristina. Poco dopo inizia la lunga scalinata che porta al santuario simbolo delle Valli di Lanzo.

La scalinata per Santa Cristina

Giunti in cima, ammiriamo lo splendore dei colori dei boschi ed il panorama guastato solo in parte da foschia e nuvolaglia verso il fondovalle.

Per chi volesse fare questa breve ma gratificante passeggiata, riporto il link all’estratto della carta Fraternali che il gentilissimo editore ci trasmesso e permesso di pubblicare. Il sentiero descritto è quello indicato con il numero 301A, purtroppo non è ancora segnalato sul terreno (ma lo sarà presto! )

NOTA: Il Dolmen di Rio Combin.

Per chi non sapesse che cos’è un dolmen riporto la definizione di Wikipedia :

Il dolmen è un tipo di tomba megalitica preistorica a camera singola.

I Dolmen sono costituiti da due o più piedritti verticali che sorreggono uno o più lastroni orizzontali (piatta banda o architrave). La costruzione era in origine ricoperta, protetta e sostenuta da un tumulo.

Il dolmen di Cantoira è alto 2,40 m, largo 4 m e profondo 2,50 m. Per il dettaglio rimando alla descrizione dell’archeologo F. Rubat Borel responsabile del progetto citato.

Le attività previste nel progetto risulterebbero in teoria già terminate l’autunno scorso.

Personalmente non ho visto traccia di alcun tipo di attività di studio, restauro e valorizzazione, per non parlare dell’allestimento dei percorsi escursionistici archeologici e geologici. In merito ho anche inviato una e-mail all’archeologo Rubat Borel, per il momento senza risposta.

Info paologiac
Amo la montagna, i boschi, gli alberi ed il...legno. Mi piace anche la montagna"minore", quella oggi meno frequentata ma che reca i segni della storia e delle genti che ci hanno vissuto.

14 Responses to Storia e Preistoria a Cantoira

  1. Rebecca Antolini Pif says:

    Come sempre un bel post per godersi anche attraveso l’internet la natura 😀 … guando ero bambina mi immaginavo che nei boschi come qui su queste foto vivano i foletti o gnomi del bosco.. sotti i funghi o sotto le rocce… e vollevo sempre vedere uno, mio padre mi disse: loro sono i guadani del bosco, e si fanno solo vedere a cui ama veramente la natura.. una volta ho visto un gnomo 😀 ovviamente lo ha nscosto mio padre sotto le rocce.. e mi diceva non ravvicinarti tropo … ero felice di aver visto uno… ancora oggi penso ai gnomi se commino nei boschi.. ma oggi si vede sempre di più l’immondizio che porta l’uomo incosciente… forse per questo non vedo più i gnomi 😉 (non sono pazza 😀 .. ma una sognatrice) Pif

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  2. Beppeley says:

    Visto che ritengo che i lettori di questo post possano essere interessati a fare un’escursione in questa zona, lascio un estratto della carta Fraternali editore che il gentilissimo sig. Fraternali mi ha trasmesso via mail:

    @Paologiac: se vuoi, inseriscila nel post (o come link o come immagine): ci aiuta a comprendere meglio, a “visualizzare”, di cosa stai parlando.

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  3. Beppeley says:

    Bravo che hai soffiato sulla “polvere” dell’indifferenza su di un percorso escursionistico che merita di essere conosciuto per gli aspetti di cui hai parlato.

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  4. ventefioca says:

    buona idea per una passeggiata in questo periodo.. chissà che nei prossimi giorni non ci faccia un giro!

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  5. Riccardo says:

    Interessante! Pagina salvata nella cartella ‘Trekking’ 🙂

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  6. popof1955 says:

    Peccato che siate così distanti, una camminata nelle Valli di Lanzo varrebbe proprio la pena farla. 🙂

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  7. Pingback: Il dolmen del Colombin | I camosci bianchi

  8. Beppeley says:

    Il secondo dolmen più grande d’Europa ad Antequera (Spagna). Video rintracciato grazie a @arkeomount:

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