Valle dell’Orco

Chi ama frequentare la Valle dell’Orco sicuramente si sarà chiesto come mai ha un nome così curioso. E chissà quante volte il fiume Orco, soprattutto durante le alluvioni distruttive, sarà stato additato come un mostro.

Anacleto Verrecchia, nelle pagine del bellissimo libro “Diario del Gran Paradiso” (collana “La Torre d’Avorio – Fògola Editore), di cui ho già parlato in altre occasioni, riesce anche a spiegarci il perché di quel toponimo.

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Valle dell’Orco: questo nome non è assolutamente connesso, come si potrebbe pensare a prima vista, con quello del Dio degli Inferi. No, l’Erebo non c’entra per niente, anche perché qui c’è semmai il regno della luce e non quello della tenebra piú profonda. Si chiama Valle dell’Orco perché il suo fiume trasportava sabbie aurifere. Nel dialetto del posto il nome del fiume Orco è Eva (= acqua) d’or. Cosi il luccicante oro si è trasformato, per la strana corruzione cui vanno incontro le parole nella bocca della gente, nel piú tenebroso degli Dei. I romani conoscevano quell’oro, tanto è vero che a Ceresole Reale sono state trovate molte tracce della loro presenza. Si tratta di iscrizioni rinvenute presso le cave dell’Uja di Bellagarda, piú o meno all’altezza della diga. Però non si trattava di cave d’oro, bensi d’argento. Una tradizione, che persiste tuttora, vuole che in quelle cave fossero costretti a lavorare i cristiani. Sicuramente si tratta di una leggenda (i cristiani ne hanno inventate tante), perché non è pensabile che a Ceresole, all’epoca dei romani, ci fossero dei cristiani. Parliamo piuttosto dei romani, che si seppero rendere utili al mondo molto piú dei cristiani. Se erano a Ceresole, è facile pensare che attraversassero anche i valichi. Sicuramente avranno attraversato quello del Nivolet per scendere nella Valsavara, anche se in quella valle non mi pare che siano stati trovati resti romani, come invece se ne trovano nella valle di Cogne. Le miniere di Ceresole (oro, argento e rame) furono sfruttate anche in seguito. Nel secolo XI, Ceresole fu donata da Ottone III alla chiesa di Vercelli; e non c’è bisogno di dire che la chiesa ha sempre avuto uno stomaco capace di digerire non solo l’oro, ma anche altri metalli preziosi. Lo si legge anche nel Faust di Goethe, dove quel furbacchione di Mefistofele mette in bocca al prete che si è fregato i gioielli regalati a Margherita queste parole: «La chiesa ha uno stomaco buono (Die Kirche hat einen guten Magen). S’è divorata paesi interi, eppure non ha mai fatto indigestione». Comunque, che a Ceresole sia passata la storia lo si avverte in qualche modo, specialmente sulla sponda destra del lago, dove c’è qualche cosa di sacro. Ma questo è dovuto soprattutto alla bellezza del luogo.

Anacleto Verrecchia

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Per trovare queste foto della Valle dell’Orco sono dovuto tornare indietro nel 2007, precisamente a fine dicembre, durante una bellissima “due giorni” trascorsa in compagnia di persone davvero stupende (tra cui un paio di camosci bianchi) immersi negli scenari da fine del mondo che si possono ammirare dalle parti del rifugio Noaschetta e dintorni.

Amo le montagne perché mi hanno permesso di conoscere amici meravigliosi con cui poi le ho frequentate, amici che ho conosciuto solcando faticosamente sentieri, vallate, amici incontrati raggiungendo rifugi per poi partire insieme, amici incrociati casualmente lungo mulattiere con cui poi ho apprezzato altre montagne, altre valli, altri mondi.

Amici abbracciati per la gioia di aver condiviso la conquista di una vetta.

Da qualche parte, un po’ di anni fa, avevo letto una frase che mi è rimasta molto impressa. Diceva qualcosa del genere:

Ci sono persone che vanno in montagna per collezionare salite. A me piace andarci per collezionare amici“.

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

8 Responses to Valle dell’Orco

  1. Rebecca Antolini Pif says:

    Se penso che usiamo termine per i bambini come “viene l’orco” e poi nella natura e tutto unìaltra cosa.. 😉 Beh, si dice una volta sulla terra erano gigianti percio forse vivevano in questa valle.. non si sa nulla sula mitolgia della valle dell’orco? Comunque credo il nostro Creatore e un maestro di gran arte.. ci ha regalto bellissimo posti in cui l’anima trova serenità… Pif

    • Beppeley says:

      …mitologia della Valle Orco…interessante… chissà, se riesco faccio qualche ricerca… Grazie dello spunto!

      E’ come dici tu…l’anima in questi luoghi trova pace e serenità.

      Buona giornata Pif.

  2. popof1955 says:

    Eh si, si va in montagna anche per stare insieme 🙂

  3. icittadiniprimaditutto says:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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