L’Ecomuseo delle Guide Alpine di Balme

Balme (1432 m), ultimo comune della Val d’Ala e più alto Comune delle Valli di Lanzo (TO) , si prepara a festeggiare il compleanno del suo Ecomuseo.

Nato il 30 novembre 2002, l’“l’Ecomuseo delle Guide Alpine A.Castagneri” è più vitale che mai.

D’altronde l’Ecomuseo – diverso dal semplice museo – è inserito all’interno di una comunità ed esponendo foto, oggetti, documentazione si occupa non solo della vita quotidiana del luogo ma anche delle tradizioni orali, del paesaggio e dell’architettura tutelando così il proprio territorio. Inoltre vengono trattate e promosse attività didattiche e di ricerca che coinvolgono non solo la collettività locale ma anche le istituzioni locali.

Ho scoperto questa definizione che trovo perfetta per identificare un ecomuseo: un patto con il quale la comunità si prende cura di un territorio (Maurizio Maggi, Ecomusei: guida europea, Allemandi editore, Torino, 2002, p.9).

Sia  il testo qui sotto proposto che le foto (cliccare sulle foto per vederle ingrandite) sono di Gianni Castagneri Presidente dell’associazione “Barmes – Amici del museo di Balme“:

Sono ormai trascorsi dieci anni da quando, il 30 novembre 2002, veniva inaugurato su impulso del comune di Balme l’“Ecomuseo delle Guide Alpine A.Castagneri”. L’iniziativa, nasceva grazie alle documentate ricerche dello storico Giorgio Inaudi ed alle testimonianze e ai numerosi oggetti  raccolti tra gli abitanti del paese. Fin da subito è stata l’associazione “Barmes – Amici del museo di Balme” ad occuparsi della gestione della struttura. Dopo l’iniziale prudenza ci si rese ben presto conto di quanto l’esposizione museale fosse invece importante per trasmettere all’esterno un’immagine del villaggio che non fosse banale né scontata. E soprattutto come diventasse invece un modo per ricomporre e svecchiare le proprie convinzioni identitarie, attraverso la rivalutazione di un passato dignitoso che diventava linfa essenziale per ogni percorso di sviluppo futuro. L’attuazione del progetto era poi facilitata dal fatto che nasceva senza gravare in alcun modo sulle casse del comune.

La parte espositiva è situata all’interno dell’antica sede municipale, nel corpo di fabbrica della parrocchiale. Qui è documentata l’esperienza degli abitanti di Balme che si dedicarono alla professione di guida alpina per accompagnare i pionieri dell’alpinismo torinese ed italiano alla scoperta delle più alte vette delle Alpi Occidentali. Sono esposte numerose foto d’epoca, attrezzature alpinistiche ed abbigliamenti originali. Una parte introduttiva del Museo è dedicata alla storia della fondazione da parte di pastori provenienti probabilmente dalla Savoia, l’immigrazione nel medioevo di minatori bergamaschi e valsesiani, il ricorso su larga scala alla risorsa del contrabbando dopo l’esaurimento delle attività minerarie, la rapida conversione dei contrabbandieri in guide alpine nel XIX secolo, fino all’attuale equilibrio tra attività tradizionali, turistiche, artigianali fino allo sfruttamento delle risorse idriche. Alcune specifiche sezioni sono rivolte ad illustrare le caratteristiche dell’ambiente naturale e gli aspetti della vita quotidiana e della cultura locale. Dal 2007 un ulteriore ampliamento ha permesso di documentare la partecipazione dei montanari alle guerre e al periodo della Resistenza nelle Valli.

Il museo è inoltre una realtà diffusa sul territorio che si completa con alcuni percorsi all’interno del paese, in cui sono installati dei pannelli esplicativi che descrivono le particolarità storiche e architettoniche dei diversi luoghi. Da qualche anno poi anche una vecchia e caratteristica abitazione privata alla frazione Frè, aperta d’estate, ne costituisce un’ulteriore sede .

Il bilancio di questi anni è positivo sia per quanto riguarda l’afflusso di visitatori, sia per essere diventati punto di riferimento per studiosi e laureandi. L’esistenza del museo avvicina quanti sono interessati alla storia ed alla cultura delle valli, diventando a sua volta un elemento propulsore per ulteriori studi.  E’ insomma una realtà viva che si alimenta continuamente. In questi anni sono stati pubblicati una decina di libri sul paese, girati almeno tre film documentari, curate numerose tesi di laurea ed è proseguita la pubblicazione del giornalino culturale “Barmes News”, che dal 1993 divulga le ricerche storiche sull’alta valle. E poi si continua a raccogliere  materiale da esporre, vecchi documenti, fotografie e testimonianze orali o scritte. La storia passata insomma, è più interessante e vitale che mai.

Gianni Castagneri

(Presidente dell’associazione “Barmes – Amici del museo di Balme”).

Sito web:  www.ecomuseobalme.it

Informazioni al n. 338-1250466   –   e-mail: gianni.castagneri@libero.it

Info serpillo1
Frequento praticamente da sempre le Valli di Lanzo, mi piace "rallentare", nel mio tempo liberato, facendo escursionismo tutto l'anno. Sono accompagnatrice nel C.A.I.

12 Responses to L’Ecomuseo delle Guide Alpine di Balme

  1. Rebecca says:

    Vi auguro un sereno fine settimana e un buon 1 avvento… con amicizia Pif♥

    …bellissimo post 😉 …

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  2. Beppeley says:

    Complimenti a Gianni per l’impegno e la sfida che porta avanti per vivere con la sua famiglia nella sua Valle (ad oltre 1400 metri di quota…) e per farla apprezzare a noi cittadini, nei suoi molteplici aspetti culturali, storici e naturalistiici.

    La sfida è enorme ma so che il “popolo delle rocce” è plasmato a dovere per sopportare le difficoltà di ambienti molto severi che noi cittadini fatichiamo non poco a comprendere (sebbene delle montagne e delle sue risorse non possiamo fare a meno…).

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  3. Riccardo says:

    Ammetto a malincuore di non esserci mai andato 😦

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    • Beppeley says:

      Ti apprezzo per la sincerità perché, così facendo, mi confermi che per alcune cose che per noi sembrano ovvie parlarne, in verità non lo sono per niente (io ci sono stato più volte: con amici, poi per accompagnare i soci del CAI durante il Corso Base di Escursionismo con Lanzo e sia nel corso per operatori TAM).

      Se ti fa piacere ci vengo di nuovo volentieri, così abbiamo una buona scusa per conoscerci.

      Ho notizie simpatiche per quanto riguarda le foto che mi hai inviato. Il Presidente della Pro Loco di Mezzenile si è interessato e mi ha gia scritto una mail con ottime indicazioni. Però vuole fare ancora un tentativo per riuscire a darci la conferma del luogo esatto.

      Ti ringrazio Riccardo per contribuire a mantenere vivo questo blog grazie alle tue escursioni ed osservazioni: mi hai dato uno spunto per fare un post che è da tempo che voglio fare.

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      • Riccardo says:

        Grazie Beppe, mi dispiace però non parteciparci molto assiduamente perché è un periodo un po’ strano per me. Leggo ogni nuovo post, lo giuro, però non riesco a lasciare un commento in ognuno e me ne rammarico. Ti contatto in questi giorni perché ho da chiederti delle informazioni 🙂
        Ciao

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        • Beppeley says:

          Non preoccuparti, fai quello che puoi. Sovente nella vita conta più la qualità che la quantità.

          Ho appena letto la mail del sig. Pocchiola, Presidente della Pro Loco, di Mezzenile…

          Mi ha detto con certezza di quale borgata si tratta!

          Ci sentiamo via mail!

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  4. serpillo1 says:

    Dell’anniversario del “piccolo” Ecomuseo ne parla anche oggi (31-5-2013) La Stampa sulla sezione Montagne grazie ad un bell’articolo di Valter Giuliano.

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  5. Pingback: Antonio Castagneri detto Toni dìi Touni | I camosci bianchi

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