Ambiente alpino a rischio in Valle d’Aosta

Foto di Ruggero Franceschini

Eaux Blanches – Foto di Ruggero Franceschini
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Costruzione di una centrale elettrica e di una nuova strada sull’Alpe di By

“Sul lato orientale dell’Alpe di By, al centro delle Alpi Pennine in Valle d’Aosta, alla testata della valle di Ollomont, esisteva un’area non ancora attraversata da strade percorribili da mezzi meccanici, quindi un territorio particolarmente amato da escursionisti e frequentatori della montagna. E’ l’area detta delle Acque Bianche (Eaux Blanches) per il colore che in estate hanno i torrenti che scendono dal Mont Gelè, trasportando il limo glaciale. I suoi alpeggi esposti a vedute spettacolari sulla catena del Mont Velan e Grand Combin contengono ancora gioielli di architettura rurale, ricchi di testimonianza, di silenzio e di pace. L’area è circondata da un bosco di larici che giunge fino ai massimi livelli della vegetazione arborea ed è visitata oltre che dagli escursionisti anche da altri ospiti molto discreti. Le acque che scendono dal ghiacciaio del Mont Gelè, sono uno spettacolo nello spettacolo, formando pozze cascatelle, scorrendo sul fondo di un vallone che incide l’Alpe. L’incontaminata bellezza del luogo continuerà a vivere solo nel ricordo di quei fortunati che l’hanno conosciuta e non sarà mai più disponibile a chi visiterà in futuro questi luoghi, perché è in fase di avanzata realizzazione un progetto di sfruttamento delle acque e di una rete stradale per il transito di mezzi pesanti. La costruzione di una centrale elettrica sta erodendo il bosco di larici con sbancamenti che compromettono la stabilità del terreno in un’area già colpita in passato da alluvioni e frane, preludendo a successivi interventi invasivi. Prioritario è ora il transito di autocarri, mezzi pesanti e l’intubamento delle acque, mentre i vecchi alpeggi sono adibiti a rotatorie per il traffico degli autocarri. Fra trent’anni, quando la concessione di sfruttamento sarà scaduta ed il ghiacciaio del Mont Gelè scomparso, questi ammassi di cemento e acciaio resteranno completamente inutilizzati ed in rovina ad imperitura testimonianza della imprevidenza degli amministratori del bene pubblico della nostra epoca.” Leggi il resto dell’articolo