Wolfram e Sabine sui Sentieri Partigiani in Piemonte

Forse oggi non tutti si sono accorti che Wolfram Mikuteit, autore insieme a Sabine Bade del libro “Partisanenpfade im Piemont: Wege und Orte des Widerstands zwischen Gran Paradiso und Monviso. Ein Wanderlesebuch“, ha lasciato un commento molto gradito sul post “Già Natale?” (scritto da serpillo) segnalandoci che quel testo è stato presentato (in italiano) nell’Ecomuseo della Resistenza “Carlo Mastri” del Colle del Lys (situato tra le Valli di Lanzo e Val di Susa) il 30 giugno di quest’anno.

Visto che quel suo commento è “sparito”, rimanendo affogato da quelli più recenti, mi sembra carino riproporre in questo post la sua presentazione che ha postato su facebook (per chi conosce il tedesco, segnalo che c’è anche una sezione “download” con la possibilità di scaricare le tracce dei sentieri e i waypoint in formato gpx per l’utilizzo con i dispositivi GPS).

Gentili Signore e Signori, cari amici,

con «Sentieri Partigiani in Piemonte – Luoghi della Resistenza dal Gran Paradiso al Monviso» abbiamo scritto la guida che noi stessi, più di vent’ anni, fa avremmo voluto avere con noi per le nostre prime escursioni piemontesi.

Ci trovammo a due mila metri di altezza su un altopiano romantico e selvatico e non riuscimmo a capire quale fosse il significato dell’epigrafe che trovammo incisa su una croce di ferro: «Vittime innocenti della violenza nazista uccise in questo luogo». Che diamine ci facevano qui, su questo prato, i Nazisti? Leggi il resto dell’articolo

Viva lo sci!

Acqua per l’innevamento articiale presa dal Lago di Lusignetto, stupendo specchio d’acqua posto a 2174 metri di quota

Da queste parti si è gia avuto modo di citare Enrico Camanni. Chi ama la letteratura di montagna lo conosce sicuramente molto bene per la sua straordinaria conoscenza del mondo alpino (quello vero…)

L’altro giorno faccio un salto sul sito dell’Associazione “Dislivelli” (di cui Camanni è Vicepresidente) e incrocio un suo scritto che ha come tema lo sci, con tutti i suoi problemi di costi, di sostenibilità e di impatto sull’ambiente alpino, soprattutto in un’epoca in cui le mutazioni climatiche non garantiranno più la neve a bassa quota (il tema di dicembre di Dislivelli attiene proprio a questo sport).

Questo scritto mi è così piaciuto che ho subito pensato di riportarlo qui, su questo diario virtuale. Sarebbe bastato un link per suggerirvi di leggerlo. Ma poterlo postare qui, dopo la gentile autorizzazione di Camanni – che ringrazio di cuore – , è un po’ come avere un ospite speciale. E, soprattutto, è un modo per sentirsi sostenuto nelle proprie idee, visto che proprio ad agosto avevo parlato dell’innevamento artificiale, che dalle parti di  Ala di Stura (Val d’Ala) per produrlo si servono addirittura delle acque cristalline di un gioiello di lago alpino, quello del Lusignetto (qui il post). Leggi il resto dell’articolo