Un sentiero umano da Torino a Susa

bannerino-susaValle di Susa
50.000 persone si terranno per mano da Piazza Castello a Torino fino a Susa, collegando la città alla valle

«Per vie ad alta velocità stiamo portando il mondo alla rovina ambientale, climatica, energetica e sociale. Un sentiero più umano ci può far cambiare direzione, evitando l’abisso e scoprendo nuovi territori della conoscenza, per un avvenire più sostenibile e più gratificante».

Questo il messaggio del climatologo Luca Mercalli che parteciperà al Sentiero Umano di Solidarietà Artistica e Ambientale, una catena di mani lunga 50 km per unire Torino a Susa. Il 21 dicembre 2012 alle ore 12, nella giornata del Re Birth Day, 50.000 persone si terranno per mano da Piazza Castello a Torino fino a Susa, collegando la città alla valle. Per unire Torino, prima Capitale d’Italia, alla Valle di Susa, luogo di incontro di paesi, popoli, culture, e per sostenere l’impegno a favore della Terra e del Paesaggio valorizzando una terra ricca di tradizione, di storia, di arte, di bellezze naturali, di cui l’Italia è l’emblema nel mondo. […]

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www.sentieroumano.it

“Siamo donne, uomini, bambini, convinti che l’Arte salverà la Natura e il Mondo per le generazioni che verranno. Siamo alunni e studenti delle scuole, siamo insegnanti e genitori, siamo operatori della salute e dell’ambiente, siamo artisti, siamo volontari, siamo associazioni, siamo cittadini indipendenti, legati ai valori della solidarietà, della salvaguardia dell’ambiente, della custodia e del rispetto per la Terra e per tutti gli esseri viventi che la popolano. Siamo le istituzioni, gli amministratori locali, fieri del loro territorio che intendono fare conoscere ed amare, preservandone la naturale bellezza e integrità”.

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Un “montanaro” a Torino

Un esemplare di picchio muraiolo

E’ vero che hanno le ali ma è anche vero che non necessariamente compiono spostamenti stratosferici! Mi riferisco ovviamente agli uccelli. Ci sono in effetti alcune specie che compiono viaggi intercontinentali come la rondine, tanto per citare un uccello conosciuto ai più e che forse rappresenta la “mascotte” delle specie migratrici, ma ci sono anche dei pennuti che in barba all’alternarsi delle stagioni non si spostano per niente e altri che effettuano spostamenti di piccola entità giusto per abbandonare luoghi che altrimenti potrebbero rivelarsi sfavorevoli in determinati periodi. Tra queste specie ci sono ad esempio in Piemonte alcuni uccelli che in inverno abbandonano progressivamente le alte quote svernando nel fondovalle con alcuni individui che però raggiungono anche la pianura pedemontana. Anche se non glorificato e mitizzato come l’aquila reale o la pernice bianca, il picchio muraiolo è forse uno dei rappresentanti più emblematici della fauna alpina.

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