Un “montanaro” a Torino

Un esemplare di picchio muraiolo

E’ vero che hanno le ali ma è anche vero che non necessariamente compiono spostamenti stratosferici! Mi riferisco ovviamente agli uccelli. Ci sono in effetti alcune specie che compiono viaggi intercontinentali come la rondine, tanto per citare un uccello conosciuto ai più e che forse rappresenta la “mascotte” delle specie migratrici, ma ci sono anche dei pennuti che in barba all’alternarsi delle stagioni non si spostano per niente e altri che effettuano spostamenti di piccola entità giusto per abbandonare luoghi che altrimenti potrebbero rivelarsi sfavorevoli in determinati periodi. Tra queste specie ci sono ad esempio in Piemonte alcuni uccelli che in inverno abbandonano progressivamente le alte quote svernando nel fondovalle con alcuni individui che però raggiungono anche la pianura pedemontana. Anche se non glorificato e mitizzato come l’aquila reale o la pernice bianca, il picchio muraiolo è forse uno dei rappresentanti più emblematici della fauna alpina.

Innanzitutto occorre precisare che, a dispetto del nome, non si tratta di un picchio ma di un passeriforme, un passeriforme che però è oggettivamente un po’ strano. Si arrampica infatti verticalmente sulle pareti rocciose e sui muri, ha un becco sottile con il quale ricerca il cibo nelle fessure rocciose e presenta una colorazione delle penne e delle piume del corpo che lo fa assomigliare ad una grossa farfalla più che ad un uccello. Completa il quadro il suo rapido e caratteristico movimento delle ali che apre per una frazione di secondo con cadenza continuativa e in maniera compulsiva e che contribuisce sempre di più a farcelo immaginare come un insetto anziché come un pennuto.

È senza dubbio un animale interessante che nidifica unicamente a quote medio-alte e per il quale ci sono segnalazioni anche a oltre 4500 m di quota nelle stagioni “buone”. Perché allora questo post?

Questo uccello apre di continuo le ali in maniera nervosa.

Perché proprio in questi giorni è stato avvistato e fotografato un esemplare all’interno dell’antico palazzo che ospita, a Torino, il Museo Regionale di Scienze Naturali. Vi posso assicurare che è stato un bell’avvistamento! Tralascio l’aspetto faunistico in quanto personale e soggettivo ma se ci pensiamo, abbiamo nel centro di Torino un animale simbolo della montagna, un vero e proprio scalatore che costruisce il nido anche a quote di 3000 m!

Con il lungo e sottile becco cerca insetti negli anfratti delle rocce.

https://i1.wp.com/i1308.photobucket.com/albums/s618/steu76/IMG_0048_zps9fbb0655.jpg

Ecco che si arrampica in verticale ai lati delle finestre.

Due riflessioni. La prima continua a farmi pensare sempre di più che Torino sia una città veramente alpina, soprattutto per ciò che concerne la relativa vicinanza dalla catena delle Alpi. La seconda ci fa capire come molti ambienti artificiali possano comunque essere utilizzati dagli animali che li considerano probabilmente come surrogati dei loro ambienti di elezione. Le pareti dei cortili del museo saranno anche diversi dalle pareti rocciose delle montagne ma è anche vero che qui ci sono forse meno predatori e di sicuro non c’è tutta la neve e il ghiaccio che ora coprono gli anfratti dove si annidano gli insetti di cui si nutre.

Una riflessione scherzosa: per fortuna che è indaffarato a cercare da mangiare piuttosto che a guardare dentro le sale del museo. Infatti se il nostro sapesse che all’interno del palazzo ci sono tantissimi animali (tra i quali magari qualche suo avo) non più vivi ma debitamente tassidermizzati, forse deciderebbe in maniera cautelativa di tornarsene in montagna piuttosto che rischiare di fare la fine degli altri!

Info martellot
Appassionato di montagna, di fauna e di ambiente. Un frequentatore della montagna "di un tempo"

12 Responses to Un “montanaro” a Torino

  1. serpillo1 says:

    Bisogna dedurre che anche il picchio muraiolo preferisce le comodità? 😉

    Un pettirosso, tempo fa in inverno, aveva “adottato” mia mamma. La chiamava per avere briciole di pane e per avere la porta della serra aperta. La terra era piu’ morbida che all’esterno e riusciva a cibarsi mentre mia mamma raccoglieva l’insalata…

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  2. flaco says:

    Straordinario, molto interessante. Mi ricorda dal punto di vista acrobatico certe evoluzioni di cinciallegre/cinciarelle.

    Comunque ho sentito che anche altri uccelli di bosco stanno colonizzando la città, più comoda e agevole della vita grama di montagna. Le comodità dell’uomo stanno corrompendo la vita animale. Lascio agli esperti considerazioni culturali e evoluzionistiche.
    Occorre sviluppare incentivi e aiuti
    acciocchè non abbandonino i monti anche i pennuti.

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  3. Rebecca says:

    A me dispiace sempre per gli uccellini quando vivano in città… poi arriva ora l’ultimo del anno con questi botti inutile.. chi sa quanti devano morire (di paura) per la nostra incoscienza.. Pif

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    • martellot says:

      Devo però dire che, almeno a mio parere, i botti sono decisamente diminuiti rispetto al passato. Speriamo che la mia non sia sono una sensazione ma che questo corrisponda a realtà.

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    • Beppeley says:

      Anche io penso sempre agli animali, soprattutto quando i botti vengono fatti nelle vallate alpine, in centri abitati che sono praticamente appiccicati agli ambienti naturali.

      Chissà che colpo si prendono!

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  4. Beppeley says:

    Ti ringrazio tanto martellot per averci fatto conoscere questo abitante delle montagne che, sinceramente, non conoscevo.

    Mi hai fatto sorgere così tanta curiosità verso questo scalatore delle Alpi che ho provato a fare qualche ricerca su Google.

    Lasciando qualche link con questo commento, spero di completare un pochino il tuo bellissimo post.

    Intanto ho trovato delle foto che lo ritraggono proprio nel suo ambiente, ovvero le pareti di roccia (foto bellissime):

    http://www.birds.it/species/picchio+muraiolo

    Poi il suo canto:

    [audio src="http://www.scricciolo.com/eurosongs/Tichodroma.muraria.wav" /]

    Qui invece un filmato di youtube che lo ritrae in azione sulle rocce grazie al quale possiamo visualizzare quei comportamenti peculiari che ci hai spiegato (sembra proprio un climber!):

    Grazie!

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    • martellot says:

      Grazie Beppe del materiale aggiuntivo che hai postato. Il filmato in particolare ci fa vedere questo animale nel suo ambiente di elezione, cosa che forse ci permette di apprezzare a pieno la sua specializzazione nel vivere in determinate condizioni

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  5. Riccardo says:

    Cambierei volentieri il mio posto qui in città con il suo lassù in montagna se proprio ci tiene! 🙂

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