Patrimonio escursionistico

AVCDall’ultima newsletter n.10 “Tele di Ragno” della Rete Escursionistica Regione Piemonte leggo volentieri dei lavori di recupero e di sistemazione di due sentieri all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Si tratta dell’Alta Via Canavesana e del Sentiero di Caccia.

Questi interventi sono stati concretizzati dalla Comunità Montana Valli Orco e Soana grazie ai finanziamenti ottenuti dal Programma di Sviluppo Rurale (P.S.R. 2007-2013, Misura 313, azione 1) che è “il principale strumento strategico di pianificazione e intervento per tutti i settori e le attività produttive del mondo rurale piemontese”.

Il mio pensiero vola alle tanto amate ma – ahimé –  trascurate Valli di Lanzo e mentalmente percorro i sentieri che personalmente ritengo varrebbe la pena recuperare e manutenere affinché siano praticabili a livello escursionistico (vista anche la loro notevole importanza dal punto di vista culturale e turistico).

Proprio sul settimanale “Il Risveglio” del 13 dicembre 2012 compare un articoletto che parla dei progetti del GAL (Gruppo di azione locale delle Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone) nel 2013.  Verrà presentato alla Regione un bando pubblico che permetterà l’assegnazione di un contributo a fondo perduto del 100% ai Comuni che realizzeranno, in aree boscate,  itinerari e percorsi turistici. La somma disponibile per i progetti è pari a 900 mila euro.

Le Valli di Lanzo hanno una rete sentieristica che nulla ha da invidiare a quella del Parco Nazionale del Gran Paradiso e non c’è niente da inventare. I montanari, con il loro ingegno e la loro straordinaria conoscenza del territorio, sono stati capaci di creare i fondamentali collegamenti tra gli alpeggi, i colli, le borgate e il fondovalle.

Esiste un’importante rete sentieristica, sebbene in diverse aree versi in stato di totale abbandono, che dal fondovalle ti permette di raggiungere le vette, di attraversare vallate o semplicemente di sostare in un villaggio alpino da utilizzare come base di partenza per poi gironzolare per più giorni, oppure anche solo per raccogliersi in una piccola cappella di montagna.

valli di lanzo

Luoghi incantati di rara bellezza, con diverse difficoltà di percorso, che possono offrire agli escursionisti ed alpinisti ampia scelta in una straordinaria varietà di ambienti ricchi di aspetti naturalistici e culturali.

Purtroppo devo riscontrare che non è sempre così facile rintracciare l’inizio del percorso e mantenere poi la giusta direzione perchè spesso i sentieri non sono ben segnalati e in certi casi presentano tratti invasi dalla vegetazione. Tutto questo rende l’escursionismo molto difficoltoso e non piacevole.

Questo stato di abbandono non è solo fastidioso e fonte di allontanamento per gli escursionisti (con conseguente perdita di quel turismo lento che oggi è molto ricercato): l’incuria del territorio crea potenziali pericoli che alimentano frane, alluvioni e, aspetto delicato e drammatico, la svendita dei luoghi e del paesaggio (bene comune tutelato dalla nostra Costituzione), permettendo, magari, la costruzione di centraline idroelettiche e piste agro-silvo-pastorali dalla dubbia utilità a fronte di investimenti ingenti e miopi.  Ricordiamoci che la natura ed il paesaggio, una volta modificato e cementato, non è più recuperabile…

Info serpillo1
Frequento praticamente da sempre le Valli di Lanzo, mi piace "rallentare", nel mio tempo liberato, facendo escursionismo tutto l'anno. Sono accompagnatrice nel C.A.I.

32 Responses to Patrimonio escursionistico

  1. MS says:

    Come primo passo per recuperare una rete sentieristica credo occorra recensire quello che c’è e oggi abbiamo i mezzi per farlo, basta un gps, un notes, una macchina fotografica uso appunti. Poi si potrà pensare a come intervenire. Se i sentieri vengono percorsi da escursionisti, pastori, ecc. se ne limita l’abbandono, internet è un mezzo potentissimo per trasmettere queste conoscenze. Molte persone saranno incuriosirte di scoprire i luoghi che hanno visto nel web. Io opero in altre zone ma nel mio piccolo penso di avere segnalato anche percorsi poco conosciuti, sempre invitando al fondamentale e basilare rispetto per la montagna, oltre alla sicurezza dell’escursionista stesso. Mi piacerebbe inserire anche dei percorsi nelle Valli di Lanzo, pelomeno qualcuno, oltre quelli della Valle d’Aosta.

    Per la cartografia, a parte quella tradizionale che può risentire anche del tempo (magari basata su carte tecniche o su carte ormai non più aggiornate) possiamo costruire la “nostra” senza grande dispendio di mezzi, rilevata sul territorio (molto importante) con il progetto Open Street Map che, per le Valli di Lanzo, purtroppo è ancora agli inizi. Molto si fa da foto aeree ma per i sentieri occorono tracciati gps e annotazioni rilevati sul terreno, oltre ad una certa conoscenza dei luoghi. Inserire in mappe subito disponibili online e su gps (gratis) percorsi che stanno scopmparendo o comunque poco conosciuti serve a non perderne la memoria e a portare in zona quegli appassionati che percorrendoli li faranno rivivere, oltre a costituire una base di partenza anche per interventi di ripristino mirati (i dati OSM sono utilizzabili da tutti senza problemi, istituzioni comprese, anche per realizzare mappe cartacee nel rispetto delle condizioni di licenza OSM, senza spendere nulla 🙂 ). Basta solo un po’ di voglia di fare… 🙂

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    • serpillo1 says:

      Grazie per il tuo commento e suggerimenti.
      Anche noi nel nostro piccolo cerchiamo di fotografare e ricordare questi luoghi dimenticati…bisogna rimboccarsi le maniche (come scrivi tu).
      Beppeley ha lanciato l’idea di un’escursione in Valle d’Aosta (mi sembra) ma nulla toglie che ci si possa incontrare anche nelle Valli di Lanzo!

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    • Beppeley says:

      La Regione Piemonte nel 2010 si è dotata di una normativa proprio per recuperare e tutelare il patrimonio escursionistico (L.R. n. 12/2010) che prevede, tra l’altro, l’istituzione del Catasto regionale con rilevamento dei sentieri tramite tracciatura gps (lavoro a cui anche io ho partecipato in qualità di volontario CAI, a seguito di corso specifico).

      Finalmente, dopo più di 2 anni, nel novembre dello scorso anno, è arrivato il tanto atteso Regolamento attuativo (la Legge prevedeva, con l’art.18, 180 giorni come tempo entro cui approvare il Regolamento).

      Se vuoi avere qualche informazione maggiore puoi dare un’occhiata a questo post:

      https://camoscibianchi.wordpress.com/2012/03/09/il-cai-e-la-regione-piemonte-insieme-per-lescursionismo/

      oppure puoi andare direttamente sul sito della Rete del Patrimonio Escursionistico della Regione Piemonte:

      http://www.regione.piemonte.it/retescursionistica/cms/

      dove trovi anche il link al Web Gis (che personalmento non trovo facilmente navigabile).

      Ovviamente il lavoro da fare è enorme e le risorse economiche minime. In questo progetto non potranno finire accatastati tutti i sentieri e sicuramente c’è il rischio, soprattutto in questa fase iniziale, che tanti percorsi validi rimangano fuori dalla “protezione” normativa (leggi: “nessuna manutenzione”, come se non esistessero).

      Avrei l’intenzione di fare un post apposito proprio a seguito dell’approvazione del Regolamento della Legge Regionale n. 12/2010 che mette anche l’accento (evviva!) sull’importanza della cultura nella pratica dell’escursionismo.

      Spero di trovare il tempo.

      Comunque i tuoi suggerimenti li trovo validissimi, anche perché sono soprattutto le persone come te (che conoscono molto bene il territorio) che sanno far emergere le bellezze della montagna e i suoi lati più nascosti ma altrettanto meravigliosi ed interessanti.

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      • MS says:

        Li guarderò, non so bene come funziona il catasto dei sentieri, c’è anche in Valle d’Aosta, si possono vedere i percosi su webgis, un po’ come in OSM (ma non so se si possono scaricare per uso personale e non). Open Street Map è utile, è un mezzo potentissimo),coivolge molte persone e non richiede grandi mezzi, salvo il gps (per i sentieri, in città è diverso ovviamente). La cosa bella nell’usarlo è che i dati sono immediatamente disponibili in forma grezza e di mappe online o per gps senza problemi di copyright ed in modo gratuito, come wikipedia (il concetto è lo stesso), e si possono usare non solo in modo diciamo privato (io, te, ecc.) ma anche per finalità pubbliche come proprio costruire una mappa online dedicata all’escursionismo od altro, ed anche per applicazioni non gratuite, la licenza lo consente. Significa ad esempio che ditte che operano sul territorio e devono gestire i loro spostamenti (pensiamo solo alla distribuzione di volantini di supermercati o altro) hanno realizzato i loro applicativi specialistici su base OSM risparmiando da un lato ma anche contribuendo ad integrare la mappa dei dati che mancavano dall’altro, perchè hanno completato zone della mappa. In questo modo ne ha beneficiato la stessa mappa e tutti i sui utilizzatori. Penso quindi che, se i CAI che in certe zone contribuiscono al rilievo dei sentieri ed alla loro manutenzione, sfruttassero OSM avremmo da un lato una grande cartografia realizzata sul posto (e non magari prendendo per base mappe vecchie) disponibile per tutti mentre gli stessi CAi avrebbero a disposizione un potente strumento gratuito per gestire la cartografia stessa e i tracciati gps (che per inciso non entrano direttamente in mappa ma servono come base per disegnarla). Significa anche tornare sul terreno a sistemare i sentieri con mappe comlete sul gps e non solo una traccia ricaricata

        Per esempio, se guardiamo Challand S.A. in Valle d’Ayas, che ho mappato quasi tutto io (quasi perchè non c’ero solo io e perchè manca ancora qualche sentiero), nella mappa OSM vi sono anche dei sentieri che nelle mappe ufficiali cartacee non esistono, con i loro numeri, ecc. ma anche tante altre informazioni (fontane, cappelle, parcheggi, negozi, ecc.), una ricchezza di dati che può essere subito usata sul gps. Degli amici mi raccontavano che quando hanno comperato la lavatrice il corriere ha perso una mattina per trovarli perchè non esisteva la loro baita sulle mappe del navigatore (alpeggio fuori dal paese, raggiungibile via strada asfaltata). Se avessero usato mappe OSM li avrebbero trovati subito. Allo stesso modo leggevo che in certi comuni della Valsesia occorreva un navigatore automobilistico per il medico condotto che non sempre era del luogo, ma se le mappe non sono complete delle frazioni minori, il navigatore risulterebbe inutile. OSM serve anche a questo, ovviamente, non solo per i sentieri. Consideriamo inoltre che le Trekmap Garmin (parlo della versione 2, non conosco la 3) riportano i sentieri, ma non gli alpeggi ad esempio (e in montagna potrebbero servire).

        Beninteso occorrerebbe vedere se i tracciati gps dei CAi sono disponibili (il CAI VDA non li ha messi a disposizione di OSM, scelte loro, ma allora il prgetto era meno conosciuto). CAI a parte, è possibile utilizzare tracciati di “privati cittadini”, ovvero quelli, fatti bene, di chiunque voglia metterli a disposizione e ne detenga i diritti. Nel caso di dati di proprietà di enti, istituzioni, ecc. la comunità OSM molto spesso ha ottenuto i diritti per l’uso.

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        • MS says:

          Ovviamante la mappa OSM può essere inserita in qualsiasi sito internet solo citandone la paternità dei dati in base alle regole OSM, se si mette in finestra all’interno di una pagina web non serve neppure. Un esempio è sul mio sito http://www.msmountain.it/varie/mappa_osm/mappa_osm.html (il copyrigh è nella finestra in basso a destra). Questo significa che se un sito web di escursioni (ma la cosa vale anche per siti commerciali che devono localizzare un’azienda e le vie di accesso, ecc.) necessita di una mappa della zona che descrive, basta aggiornare la mappa ed incorporare in una pagina la finestra che si apre sulla zona interessata. Chi usa il gps si troverà la mappa anche sul gps (installandoci una mapa di derivazione OSM, ad esempio le Open MTB Map che si aggiornano in tempi brevi). OSM in realtà è un database carografico da cui si ricavano le mappe. E qua chiudo alctrimenti diventa un blog su OSM. 🙂

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        • Beppeley says:

          Sul Web Gis della Regione Piemonte si possono scaricare le tracce in gpx.

          Ogni tracciato, prima di essere disponibile pubblicamente, viene validato da degli esperti, come se avesse una sorta di marchio di qualità.

          Tieni conto che attualmente ci sono pochi sentieri.

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    • Beppeley says:

      Mi fa molto piacere che ci hai raggiunto su questo blog: sei una persona costruttiva e ricca di idee molto positive.

      Grazie.

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  2. MS says:

    beh, possiamo fare entrambe le cose, io e i miei colleghi (Around Ayas Forum) vi portiamo a vedere qualche zona interessante della VDA e voi lo stesso a Lanzo, dove non conosciamo nulla. L’ideale sarebbe combinare per un w-e, magari arrivando al sabato in zona, pernottare senza spendere troppo e la domenica fare tranquili l’escursione, senza sobbarcarci troppa strada in auto al mattino. Tempo per pensarci ne abbiamo 🙂

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  3. popof1955 says:

    Qui in Lombardia ogni sezione CAI si prende cura di un sentiero, della sua manutenzione e tracciato. Scrivo al presente perchè i sentieri son ben tracciati, anche se devo constatare che un certo abbandono nelle alte vie si avverte.

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  4. italo losero says:

    Se serve una mano ‘tecnica’… potrei organizzare un sito che accoglie e visualizza la rete sentieristica consentendo agli utenti di caricare/modificare tracce GPS e info sui sentieri e visualizzarle su Gearth/Gmap o altro viewer.

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  5. MS says:

    Beh, Italo, Open Street Map esiste già, si possono fare siti di rendering come ne esistono già ma più specifici per l’escursionismo, i dati inseriti lì sono utilizzabili anche su gps, non solo online. Intendo dire che i mezzi ci sono senza crearne di nuovi. Il bello è che non si visualizzano solo come nel geonavigatore della regione (che è lentissimo) ma che si ha una mappa completa (se ben fatta) e non solo le tracce sul navigatore. Ad esembio c’è questa http://francetopo.fr/ che è una nuova mappa escursionistica online, basata sui dati OSM, al momento mi pare ancoca beta version. Su base OSm si possono creare tutte le mappe che si vogliono perchè usano sempre i dati di Open Street Map, ossia se aggiorno la mappa OSM (che come dicevo in realtà è un database di dati) troverò i miei aggiornamenti in tutte le mappe online e per gps che usano i dati OSM. Non serve in realtà creare altri sistemi di web gis, a meno che non vogliano essere “proprietari” come quelli delle regioni che al di sotto hanno sempre le CTR (e magari non sono recenti), al limite potrebbe essere utile una render basato su OSM che sia più adeguato alle esigenze del settore escursionistico. IL rendere di http://www.openstreetmap.org infatti è un render un po’ generico, non ha isoipse, non distingue le tratte di sentiero in baase a difficoltà, visibilità non riporta i numeri dei sentieri, ecc. ma è molto veloce da visualizzare e si aggiorna subito.

    qua ci sono un po’ di informazioni su OSM http://www.msmountain.it/varie/attrezzatura/gps6-cartografia.html, ma molto altro si trova in rete.

    Quanto alla Google map che molti usano anche per visualizzarci sopra le tracce, a parte la visualizzazione foto aerea, è una mappa stradale, non ci sono cioè i sentieri, i ruscelli, le fontane, ed i dettagli del territorio. Anzi ti linko questo che mostra le differenze fra OSm e Google map:/ altre mappe http://www.geotribu.net/applications/baselayers/index.php?zoom=13&lon=7.7553640777386&lat=45.720136928918&l1=mapnik&l2=bingnormal&l3=googlenormal&l4=yahoonormal. Ho messo il link su Challand Saint Anselme perchè è ben mappata come sentieri in OSm. Come si vede le altre mappe mostrano solo le strade, se poi ti sposti ed ingrandisci vedi che in OSm ci sono anche i fabbricati, presi dalle foto aeree e non da vecchie mappe. Ovviamente qua è dettagliata perchè qualcuno ci ha lavorato.

    Quello che voglio dire è che visualizzare le tracce su google lo fanno tutti, mentre costruire la mappa OSM è più complesso. Innanzitutto in mappa si riportano i sentieri, non le tracce che potrebbero essere anche fuori sentiero (a meno di percorsi dove il sentiero proprio non c’è) e ad esse si assegnano anche valori di difficoltà, visibilità, numero sentiero ecc. che possono influenzare la rappresentazione. Posso cioè avere in mappa un sentiero rappresentato da una linea continua se E, tratteggiata se EE, puntinata se F, più spessa se ben tracciato, più sottile se mal tracciato, ecc. Tutte cose che da una sola traccia gps non possiamo sapere. Inoltre il disegno del sentiero in mappa si effettua anche con l’ausilio delle foto aeree per quanto possibile,cosa che riduce l’errore del gps. Ripeto, alla fine avremo una mappa completa e non solo un database di tracce, come le trekmap garmin, anzi meglio se si lavora bene e tracciando i sentieri DIRETTAMENTE sul terreno.

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    • italo losero says:

      Grazie per la spiegazione esauriente e chiara. Sì, quello che intendevo è un rendering ‘ad hoc’ per la specifica esigenza che raccolga in un punto solo tutti gli interessi/dati di una zona specifica. Ma se esistono sistemi che già lo fanno bene… utilizziamoli!

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    • Beppeley says:

      Se mi fai un corso accelerato sull’uso di OSM, posso riversare qualche traccia in gps…

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      • MS says:

        Corso accelerato ? C’è una intera sezione sul mio sito, come ti ho detto, dove si spiega come usare i tag. Per i resto occorre capire un po’ come funziona JOSM, cioè il principale editor di OSM, che per inciso NON carica le tracce gps direttamente ma consente di disegnare la mappa, basandosi su essa (si carica la traccia nell’editor, non su OSM). Sul mio sito ci sono un po’ di link dedicati ad OSM e anche alla documentazione in rete, manualetto di JOSM compreso. Beninteso in realtà si possono caricare i tracciati gps su OSM ma serve solo perchè possano accederci altri utenti, per realizzare la mappa come ti dicevo si ricalcano.

        Comincia a studiarti questa: http://www.msmountain.it/varie/attrezzatura/gps6-cartografia.html e poi ti puoi dedicare a questa http://www.msmountain.it/varie/mappa_osm/consigli.html, ma in rete c’è parecchia documentazione (i link sono nella prima pag che ho segnalato)

        In alternativa me li puoi mandare e i sentieri li disegno io, ma è sempre meglio che lo faccia chi ha visto queli luoghi e può valutare meglio le caratteristiche delle tratte di sentiero che non chi lo fa basnadosi sulle foto aeree. Io posso cioè valutare una difficoltà E dalle foto pcn mentre in realtà sarebbe EE, ma dalle foto non si capisce. Non è il massimo ma la mappa si crea ugualmente. Considera che quando ho usato tracciati non miei, erano comunque di persone che hanno un sito dove hanno descritto l’escursione (e me li hanno lasciati usare) ovvero http://www.ayastrekking.it e http://www.climbandtrek.it/ che saluto e ringrazio. Ovviamente occorre poter disporre dei tracciati, non saprei se quelli scaricati dal geonavigatore della regione si possono legalmente utilizzare per cartografia OSM, occorre vedere le condizioni di utilizzo (uso solo personale o no), la questione dei diritti dei dati su OSM è molto sentita.

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  6. MS says:

    Ok, scusa se mi sono permesso di puntualizzare, sul mio sito vi sono molte spiegazioni ma non tutti hanno voglia di andare a guardare. Pensavo intendessi un lavoro simile a quello di siti come Gulliver o altro che permettono di scaricare tracce e di vederle svrapposte alla mappa Google. Ma non hai la mappa sul gps.

    In effetti sistemi che fanno render escursionistici ce ne sono, sia online che off line. Le mappe offline (per gps) più utili sono le Opne MTB specifiche per Mountain Bike ed escursionismo ( http://openmtbmap.org/it/ ) hanno un render un po’ grezzo tanto che molti se le compilano da soli partendo dai tati OSM. Mi piacerebbe ma non so come si fa, il problema inoltre è che il prodotto finale è sempre solo un file da copiare nella scheda micro SD del gps, il mio non ce l’ha, e non si riesce ad installarle sotto Mapsource. Insomma è roba da programmatori.

    La mappa online francese che ho linkato, che si può scorrere anche sul territorio italiano, invece è molt bella perchè richiama nella grafica le mappe escursionistiche cartacee, ma ha ancora qualche pecca: ad esempio, se non hanno cambiato, non visualizza i bivacchi ! Ovviamente nelle zone non mappate o scarsamente coperte, non visulaizza nulla 🙂 :ma non occorre preoccuparsi dei render esistenti, perchè inserendo i dati in open Street Map, divengono poi disponibili in tutte lemappe che li utilizzano, quindi sia sui siti, sia sulle mappe online, sia in quelle da mettere sul gps.

    Sul render nulla da dire, è un problema complesso e bisogna rompersi molto la capoccia. Ma sul costruire il database di OSM, per poter avere la mappa coi render attuali off line ed online, basta solo un po’ di pazienza, prenderci la mano, nadare in zona a rilevare, lavorare da foto aeree ecc. Lo possiamo fare tutti, ma non serve essere in tanti per coprire una determinata zona, in VDA a mappare parecchio siamo credo 4 gatti, eppure in 1 anno e mezzo sono stati inseriti molti sentieri e molti dettagli, poi ovviamente ci sono anche le zone abitate. Io ho mappato da foto aeree S. Vincent, Verres, Pont S. Martin, parecchi castelli valdostani, oltre al territorio di vallate varie.. Chairamente mancano molt dettagli rilevabili solo a terra, come mancano molti punti di interesse (bar, ristoranti, negozi, fabbricati oubblici, ecc.) ma la base è fatta, per chi vorrà lavorarci. Pensiamo solo che inserire un sentiero da gsp, se la valle è già abbastanza disegnata, è una cosa di pochi minuti. Certo se manca tutto il territorio, come nelle Valli di Lanzo, le cose si allungano. Ma non ci vuole poi molto.

    qua ci sono i miei consigli per lavorare su OSM, all’inizio sembra complicato, un po’ lo è ma basta prenderci la mano: http://www.msmountain.it/varie/mappa_osm/consigli.html

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  7. MS says:

    Dimenticavo, ci sono anche dei video su Youtube che spiegano come si usa Josm, molti non in italiano. Ma i pochi sono abbastanza comprensibili, certo sapere maneggiare un CAD aiuta un po’.

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  8. paologiac says:

    molto, moltoooo interessante…!!

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  9. MS says:

    Beh, per riassumere e non trasformare l’articolo in una analisi di Open Street Map, il mio intervento era essenzialmente per dire che è un sistema potente da sfruttare per casi come ripristino di sentieri e simili: se rileviamo i percorsi, o se abbiamo già dei tracciati di percorsi rilevati (vecchi sentieri che scompaiono o nuovi appena tracciati, non ancora nelle mappe cartacee) e li inseriamo in OSM, abbiamo subito una cartografia vettoriale online e su gps che possiamo usare per pianificare il ripristino dei sentieri, per tornare sul posto e tracciarli bene, per esplorarli come escursionisti (il cui passaggio serve anche a non fare scomparire il sentiero) a costo praticamente nullo, contribuendo ad una mappa gratuite fatta da tutti per tutti e senza problemi di copyright. Poi ovviamente siti, enti preposti alla manutenzione o altro possono anche non utilizzare OSM, magari hanno dei webgis propri, come la Regione Piemonte, e la cosa resta interna a loro, non diviene sempre patrimonio pubblico (dal webgis della regione scarico una traccia, con OSM ho mappe complete). Ma il singolo appassionato associazione che vuole mostrare mappe sul sito, o semplicemente rilevare dei sentieri poco noti che non compaiono nelle solite mappe (già dalle foto aeree ad esempio spesso se ne vedono) ha a disposizione un sistema pronto e soprattutto gratuito. Inoltre OSM si basa sul principio di molti sistemi diffusi su internet (pensiamo al p2p) che è quello che il contributo anche piccolo di molte persone realizza un qualcosa vasto ed ampio. Poi, come dicevo, in una determinata area non serve essere neppure in molti (anzi, pochi ma buoni, si lavora meglio). 🙂

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    • MS says:

      Posso raccontarvi un annedoto: la scorsa estate nel paese dove vado io in VDA c’erano i dipendenti del comune che metteveno i cartelli dei sentieri (in VDA la sentieristica è curata da tanti enti: regione, con un ufficio apposito, comuni e corpo forestale con a volte conflitti di numerazioni e competenze). Io stavo tracciando un sentierino col gps e gli ho fatto vedere la mappa sullo schermo, fatta da me (Open Street Map), con tutto quel che c’era. Uno di quelli ha detto “e noi stiamo a fare gli appalti per le cartine…”. Il comune o Ufficio del Turismo, potrebbe utilizzarla anche per realizzare le carte turistiche (ovviamente dove mancano i dettagli vanno prima inseriti).

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  10. Anonimo says:

    Vorrei tornare On Topic per un attimo e soprattutto alle problematiche relative alle Valli di Lanzo, che non sono di certo di ordine cartografico- catastale quanto di ordine “morale”. Inutile anche fare un raffronto con la Valle d’Aosta, dove, pur con tutti i limiti, la situazione è di certo più rosea (e ve lo dice chi campa facendo cartografia escursionistica della Valle d’Aosta pur abitando nelle Valli di Lanzo). Il problema prioritario non è a mio avviso l’accatastare ogni piccola traccia – sentiero presente sul nostro territorio, quanto fare i conti con una sottocultura della montagna e delle risorse paesistiche che alberga nella maggior parte di coloro che amministrano le nostre Valli. Se non c’è cultura della “risorsa territorio”, non ci sarà mai una politica attuativa di valorizzazione, che deve essere perseguita a partire dai singoli comuni e, soprattutto, mantenuta nel tempo. La verità è che chi ci crede sono soltanto quei pochi volontari del CAI e pochi privati cittadini appassionati. Sai bene Beppe, che dopo un qualsiasi intervento di ripristino e segnalazione seguono spesso anni di abbandono, perchè non è ovviamente possibile pretendere che tutto debba sempre ricadere sui volontari. Dunque, più che accatastare un milione di tracce ormai inesistenti e impossibili da valorizzare con efficacia, bisognerebbe invece concentrarsi su poche aree comunali di particolare interesse naturalistico, storico ed etno-antropologico e far sì che un’eventuale opera d’intervento sia mantenuta stagionalmente.
    Se ogni comune garantisse anche solo per tre sentieri (manutenzione, segnaletica, materiale informativo) avremmo già fatto un notevole passo avanti. Trovami però qualche amministratore, in Val Grande per esempio, che al centro del suo programma abbia messo una piccola appendice (rendendola poi operativa) sulla “risorsa – sentiero”. E quando parlo di materiale informativo non parlo solo di voci dedicate a questa “risorsa” almeno sui siti istituzionali, ma soprattutto di materiale informativo che sia realmente “spendibile” dalla maggioranza della possibile utenza. Se poi vogliamo attirare gli “stranieri” come spesso sento dire, occorre sì far sapere che questi luoghi esistono ma soprattutto garantire che esistano anche pochi ma ben segnalati sentieri. Non dei numeri sulla carta che non hanno spesso alcun riscontro sul territorio. Tutti gli altri discorsi, sono belli e interessanti per noi geografi, cartografi o qualsivoglia tecnici, ma lasciano il tempo che trovano di fronte alla realtà. E la “nostra” realtà impone che si debbe iniziare a pensare in modo diverso. Tutto il resto, di fronte all’emergenza che viviamo, è un pò aria fritta.

    M.B.

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    • Beppeley says:

      Ti ringrazio molto del tuo commento che offre importanti spunti di riflessione. Hai certamente focalizzato i problemi prioritari di quelle vallate che non hanno vissuto di sci:

      1. manca la cultura della montagna (a fronte della monocultura nazionale dello sci);
      2. mancanza di lungimiranza nelle scelte politiche (problema non solo alpino, ma italiano nel suo complesso);
      3. mancanza della cultura dell’escursionismo;
      4. mancanza di fondi adeguati per sviluppare il patrimonio escursionistico.

      Rimarco però il fatto che oggi in Piemonte abbiamo una buona Legge sull’escursionismo (L.R: n. 12/2010) che “disciplina promuove il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio escursionistico regionale” e, finalmente, dal novembre dello scorso anno c’è anche il Regolamento attuativo.

      Appena posso ne parlo su questo blog, pur essendo perfettamente cosciente che, sebbene non siano necessari investimenti mostruosi (in termini monetari), anche in questo ambito c’è bisogno di finanziamenti adeguati.

      Credo, come primo passo fondamentale, che sia importante fare nostra questa normativa, pensarla come un bene comune che possiamo sempre far valere quando ci imbattiamo in quello stato di cose di cui tu hai parlato.

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