Nevi eterne

nevaioRicordo nitidamente lo straordinario stupore che mi colse quando vidi per la prima volta la neve in estate: fu come una magia. Ero piccolino, e mentre camminavo, sentivo fischiare le marmotte in mezzo alla nebbia. Seguendo un sentiero, decollato da un bosco di conifere, ci eravamo lasciati alle spalle quel briciolo di civiltà stipata dentro il rifugio per andare dove la neve non muore mai. Mio padre, con amici di famiglia, mi aveva spinto lassù, fino a grattare il cielo della Val di Susa.

Era davvero neve d’estate. Era agosto e non mi sembrava vero!

Le nevi eterne si studiavano a scuola, durante le lezioni di scienza e geografia. Magari le vedevi in qualche foto e poi ti chiedevi come poteva succedere che, sebbene facesse caldo, la neve non riusciva a sciogliersi completamente. Presto sarebbero arrivati i primi fiocchi a rifornire nuovamente il manto nevoso. Così da sempre, anno dopo anno.

E poi i “ghiacciai perenni”.

Quando penso a questa parola, perenne, che ultimamente la vedo sbiadire come una foto antica, mi sembra di fare un grosso balzo all’indietro, per tornare alla fine degli Anni Settanta. Leggi il resto dell’articolo