Nevi eterne

nevaioRicordo nitidamente lo straordinario stupore che mi colse quando vidi per la prima volta la neve in estate: fu come una magia. Ero piccolino, e mentre camminavo, sentivo fischiare le marmotte in mezzo alla nebbia. Seguendo un sentiero, decollato da un bosco di conifere, ci eravamo lasciati alle spalle quel briciolo di civiltà stipata dentro il rifugio per andare dove la neve non muore mai. Mio padre, con amici di famiglia, mi aveva spinto lassù, fino a grattare il cielo della Val di Susa.

Era davvero neve d’estate. Era agosto e non mi sembrava vero!

Le nevi eterne si studiavano a scuola, durante le lezioni di scienza e geografia. Magari le vedevi in qualche foto e poi ti chiedevi come poteva succedere che, sebbene facesse caldo, la neve non riusciva a sciogliersi completamente. Presto sarebbero arrivati i primi fiocchi a rifornire nuovamente il manto nevoso. Così da sempre, anno dopo anno.

E poi i “ghiacciai perenni”.

Quando penso a questa parola, perenne, che ultimamente la vedo sbiadire come una foto antica, mi sembra di fare un grosso balzo all’indietro, per tornare alla fine degli Anni Settanta.

Erano anni in cui, al di là di tutto, crescevi maturando la convinzione che nel tuo mondo esistevano alcune poche certezze e pensavi che nessuno avrebbe mai potuto portartele via.

Quell’aggettivo “perenne” non lo incontravi spesso, anzi, solo in rarissime occasioni. Una di quelle si manifestava proprio quando la maestra ti parlava delle Alpi: solo allora incontravi qualcosa che davvero era eterno e che immaginavi di poterlo vedere, toccare, e addirittura di camminarci sopra. Tutto scorreva via nella vita, ma loro erano lì, a custodire quella sostanza indispensabile che noi ci portiamo addosso fino alla morte.

Che sensazione meravigliosa mi sapeva trasmettere la natura. Esisteva qualcosa che durava da sempre e che per sempre sarebbe rimasta aggrappata al mio immaginario.

Quella parola, “eterno”,  sapeva evocare una natura potente, maestosa, più forte di qualsiasi cosa. Ma anche rassicurante.

Quei nevai sarebbero stati lì per l’eternità.

Mai avrei potuto pensare che un giorno avrebbero deciso di scomparire da sopra la mia testa.

Meno che mai per causa nostra.

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Notizia di ieri (dal quotidiano La Stampa con un commento di Luca Mercalli):

Si scioglie il ghiacciaio di Ötzi. Sulle piste stop allo sci estivo di Maurizio di Giangiacomo.

Alpi come piazzali asfaltati. Alla fine del secolo un paesaggio da incubo di Luca Mercalli.

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

11 Responses to Nevi eterne

  1. Rebecca says:

    Buongiorno 😉 con il nostro modo di essere distruggiamo tutto pian piano, e pure sappiamo da anni che siamo proprio NOI la causa di tutti questi problemi del riscaldamenti.. e nonostante siamo i solidi menefreghisti.. peccato che l’uomo e di natura un ignorante, e piange quando e troppo tardi.. io credo che siamo ancora in tempo per trovare il giusto equilibrio .. ti abbraccio Pif

    • Beppeley says:

      Anche io credo che siamo ancora in tempo.

      Auspico vivamente una presa di posizione forte e decisa soprattutto da parte dei grandi leader della Terra come Barack Obama.

  2. serpillo1 says:

    Il clima sta cambiando: basta osservare.
    Uscendo dalla galleria di Lanzo (525 m) e proseguendo per le vallate si vede un panorama quasi autunnale: montagne, alberi e prati sono su tonalità del marrone e del grigio.
    Intorno ai 1000 m, dietro casa, è da novembre che continuano a fiorire le primule..
    Con queste temperature nè le piante, nè gli animali e nemmeno l’uomo stanno bene; sono avanti nel loro ciclo.

  3. martellot says:

    Ricordo anche io che da bambino rimasi colpito dalla presenza della neve in estate, non potevo credere che potesse resistere al caldo. Era un modo per pensare di essere in una situazione “simil polo nord” e la cosa aveva colpito la mia immaginazione.
    Chissà in futuro quanto resterà del ghiaccio e della neve in continua diminuzione…

    • Beppeley says:

      Nevai che non scomparivano mai… ora ti accorgi che già agli inizi di luglio a quote relativamente elevate non ci sono più…

      Era davvero magico sapere che qualcosa riusciva a non morire ma si rigenerava di stagione in stagione.

      Senza parlare della bellezza nel progredire con i ramponi su un bella lingua di neve dura…

      Senza parlare di quell’aria pungente, rassicurante anch’essa, perché sai che ti garantisce una montagna più stabile e più sicura.

      Aria frizzante che non ti fa sudare, anzi, che ti sprona a muoverti…

      Quanto incideranno i profondi cambiamenti di paesaggio sulla nostra psiche?

  4. Riccardo says:

    Qualcuno un giorno mi disse che è più facile capire la natura che una donna 🙂
    E allora…cosa ci sta dicendo la natura? E’ chiarissimo!

  5. Paolo says:

    Ho appena aperto la posta, la gita sulla neve di domenica è rinviata al 27, il weeken sulla neve del 26 è cancellato … quando nevica ai primi di dicembre è un guaio, Si è vero, sino a vent’anni fa i nevai li trovavi anche a 2000 mt, :mrgreen:

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