Luoghi persi, tra memoria e futuro

Spaesati“Ritorno al paese che non c’è”, così si intitola l’estratto del libro Spaesati, che ha scritto Antonella Tarpino, e che Einaudi Editore mette online (qui l’estratto).

«Futuro e rovine sembrano termini incongrui. Eppure il racconto dell’Italia caduta ai margini e spaesata (dalle baite alpine del nord-ovest un tempo teatro della guerra partigiana, alle cascine della Bassa ora riabitate da Indiani fino ai borghi irpini, abruzzesi del post terremoto e alla Calabria dei tanti paesi abbandonati) suggerisce un vocabolario inatteso che ci attrezza al futuro impervio dei  nostri giorni: la tenacia del fragile, la speranza nella memoria, il senso (così concreto in montagna) del limite troppo spesso varcato».

Antonella Tarpino è stata invitata da Corrado Augias nella trasmissione “Le Storie” per presentare questo libro dal cui estratto traspare tutta la bravura di questa storica nel farci posare l’anima nei luoghi persi dell’Italia (qui la puntata). E in quei luoghi si riconoscono le montagne dietro casa, quelle dove non nevica firmato, i villaggi che navigano senza tempo nelle vallate non triturate dalla globalizzazione e dall’omologazione.

Un viaggio che parte da Paraloup (ne ho parlato qui e qui) per attraversare l’Italia lungo i luoghi degli spaesamenti. Spaesamenti che, per chi ha occhi attenti e sensibili, possono aiutare a vedere lontano.

Antonella Tarpino, Spaesati. Luoghi dell’Italia in abbandono tra memoria e futuro