Di là dal fiume, tra gli alberi

IMG_0251Il titolo del romanzo di Hemingway sintetizza mirabilmente il posto di cui sto per parlare. Il racconto veramente è ambientato nella laguna della foce del Po, ma il fiume è lo stesso e gli alberi… ci sono eccome!

Diversamente dalle zone collinari di Avigliana e di Rivoli, di origine morenica, la collina Torinese si è originata con il sollevamento dei fondali marini (il mare che copriva tutta l’attuale pianura padana), iniziato 5-6 milioni di anni fa, per le spinte di compressione e innalzamento che stavano modificando l’area alpina e prealpina. Oggi la collina torinese forma un unico rilievo che si allunga in direzione SO-NE per una trentina di chilometri, da Moncalieri a Chivasso. Dopo il sollevamento il rilievo è stato modificato nel corso dei millenni dall’azione dei corsi d’acqua che hanno scavato vallate e separato tra loro gli attuali rilievi. Il rilievo maggiore  è il Colle della Maddalena (715m) seguito da Superga (670m). Leggi il resto dell’articolo

L’economia del gallo forcello

logo-rdg-frLes animaux sauvages ne peuvent résister aux rigueurs de l’hiver en montagne qu’en économisant leurs réserves d’énergie. Par une meilleure connaissance de la vie sauvage, vous pouvez éviter tout dérangement inutile et saisir les secrets de la nature – par exemple, en étudiant les traces d’animaux laissées dans la neige.

Gli animali selvatici non possono resistere ai rigori dell’inverno in montagna senza economizzare le loro riserve di energia. Per una migliore conoscenza della fauna selvatica, potete evitare inutili disagi e cogliere i segreti della natura – ad esempio, studiando le tracce di animali lasciate nella neve.

Tratto da www.respecter-cest-proteger.ch/wildtiere/

Lezione di economia (reale) dagli animali selvatici che vivono in montagna. Questo è l’importante messaggio che esce sfogliando il sito internet www.respecter-cest-proteger.ch. Anzi, dovrei dire che esce proprio dalle tane nella neve della fauna selvatica. Leggi il resto dell’articolo

Al cospetto del Rosa

verso il Colle VascotchazIl Colle di Vascoccia (2559 m) in alta Val d’Ayas (siamo in Valle d’Aosta) è tra la Becca di Nana (3010  m) ed il Monte Facciabella (2628  m).

Il vento Matteo non ha permesso a me ed agli amici del Cai Uget di raggiungere la cima del Facciabella (il cui toponimo probabilmente deriva dal vocabolo celtico Bel,  “alto”, e da face, “terreno molto ripido adibito a pascolo”) ma il superbo panorama del massiccio del Monte Rosa, una volta giunti al Colle, ci ha ampiamente ripagato.

Siamo in terra Walser e proprio nella frazione di Mandriou ho notato alcune case con la loro inconfondibile architettura. Dei Walser, estremamente moderni, mi piacciono alcune loro scaltrezze per poter sopravvivere in alta quota:

  • il ritardo del matrimonio e un’autoregolamentazione delle nascite (per non depredare, in periodi di magri raccolti,  le risorse dell’ambiente);
  • una grande stufa al centro della casa che irradia calore dal centro alle zone circostanti (tornata di moda con la bioarchitettura) e la stalla sita al piano inferiore della casa. Leggi il resto dell’articolo

La Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano

Logo_Biblioteca_Nazionale_CAIOggi vorrei parlarvi di un “rifugio” straordinario che si trova a Torino al Monte dei Cappuccini. In questo “ricovero” si entra perché sogniamo qualche vetta, qualche escursione o semplicemente mossi da qualche curiosità culturale. E si esce felici perché chi è a vostra disposizione è davvero gente appassionata: come voi.

In questo “rifugio” cittadino (in verità sta sopra la città) si incontrano persone gentilissime e molto disponibili ad offrirci ogni aiuto per soddisfare la nostra sete di sapere. Veri custodi di un “bivacco” che ci attende per allontanare le nebbie della nostra ignoranza (e in merito alla montagna, penso che noi italiani ne abbiamo a iosa…).

Il patrimonio bibliografico ha una consistenza di oltre 30.000 monografie, di varie epoche e generi letterari; 1.484 testate di periodici di tutto il mondo, con circa 18.000 annate. Comprende alcune edizioni del XVI e XVII secolo e numerose del XVIII, i classici dell’alpinismo, studi scientifici, etnografici, linguistici, di storia locale sull’area alpina, guide delle montagne di tutto il mondo, manuali di alpinismo, escursionismo, arrampicata sportiva, sci e speleologia.
Si segnalano inoltre la cartografia e i fondi archivistici, con manoscritti provenienti da raccolte personali e sezionali, archivi storici come quello del CAAI, carteggi di noti alpinisti.

Voi direte che solo i torinesi, e pochi altri, possono essere così fortunati… E l’assetato di sapere che risiede a Catania? Come fa? Scrive una mail a biblioteca@cai.it richiedendo cosa interessa: non si potrà ovviamente ricevere via mail un intero libro ma parte di esso si e questo vale anche per la cartografia (le mappe che ci servono per fare escursionismo o alpinismo). Leggi il resto dell’articolo

L’intaglio del legno

piatto 01Dopo il post sulla Fiera di Sant’Orso, mi sembra opportuno spendere due parole sulla forma di artigianato che nella Fiera fa la parte del leone: l’intaglio del legno.

La lavorazione decorativa del legno ha origini antichissime. In tutto l’arco alpino, sia in Italia che all’estero, la lavorazione del legno è sempre stata una delle più importanti attività artigianali.

Il tipo più semplice, dal punto di vista delle attrezzature necessarie e della tecnica, è l’intaglio a punta di coltello.

L’uso della punta del coltello deriva proprio dall’origine pastorale di quest’arte “povera”  che era praticata da pastori e contadini con l’unico mezzo semplice, economico e praticamente in possesso di tutti: il proprio coltello. Da semplice passatempo praticato mentre si sorvegliavano gli animali al pascolo o nelle lunghe serate invernali, questa forma di intaglio si è evoluta fino a diventare una vera arte decorativa, usata per abbellire gli oggetti di uso comune ed i semplici mobili presenti in casa. Leggi il resto dell’articolo

Approccio alla montagna

2006Dopo ben trent’anni di storia la rivista Piemonte Parchi non verrà più stampata ma sarà solo più consultabile in versione on-line (c’è però l’archivio con tutti i numeri pubblicati negli anni scorsi in formato pdf).

E così, dopo il notiziario mensile del Cai “Lo Scarpone“, un’altra voce della montagna finisce smaterializzata sul Web. A me sinceramente dispiace molto perché amo ancora leggere toccando la carta e non guardando uno schermo di un pc, di un tablet o di altro apparecchio elettronico, sebbene sia un blogger. Intanto diciamo subito una cosa: su tali aggeggi elettronici ormai passa di tutto (mail, telefonate, chat, foto, video, musica, ecc.) ed è quindi molto facile distrarsi e farsi tentare da altre cose. Anche il tempo che dedichiamo ad una sana lettura finisce per essere processato dalla tecnologia. E’ un tempo “rubato”, fatto a pezzettini, frantumato e banalizzato. Ci riflettevo proprio ieri mattina mentre sfogliavo la rivista Alp che nell’ultimo numero (il 287) propone articoli davvero molto interessanti, tra cui un pezzo bellissimo di Enrico Camanni Cento fantasmi di neve (del quale vi parlerò più avanti). Leggi il resto dell’articolo

Articolo 9

Art. 9 della Costituzione Italiana

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

terra

Segnalo il documento “Elezioni nazionali 2013:  AGENDA AMBIENTALISTA per la Ri/Conversione ecologica del Belpaese” stilato da sette importanti associazioni ambientaliste Italiane (C.A.I., FAI, Federazione Nazionale Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente, T.C.I., W.W.F.)

Queste,  scandagliando  i Programmi e le Agende dei partiti e delle coalizioni in lizza per le Elezioni 2013, evidenziano gravi carenze e mancanze di obiettivi sostenibili sul presente e futuro prossimo del nostro Paese e scrivono una loro Agenda con 80 proposte su 12 filoni fondamentali per la riconversione.

Infine, queste sette Associazioni ambientaliste, che hanno chiesto incontri a tutte le parti politiche coinvolte,  le risposte ai punti salienti proposti verranno pubblicate su un “Diario elettorale”, che è consultabile sui siti web delle singole Associazioni.

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L’anima della montagna

Ho trovato molto interessante questo video dove Annibale Salsa ci spiega l’importanza della toponomastica per la conoscenza e la scoperta della montagna.

Se desiderate approfondire questo aspetto delle nostre montagne, allora vi suggerisco di leggere il post La Contessa del Lago fantasma partorito grazie ad un’escursione fatta agli inizi di dicembre dell’anno scorso insieme agli amici del blog (ma anche con Una donna bellissima… vi divertirete a sprofondare nella tana del bianconiglio…).

Quando ho iniziato ad incuriosirmi di toponomastica alpina, mi si sono davvero spalancati orizzonti senza fine grazie ai quali mi sono proiettato, come in una macchina del tempo, in un viaggio meraviglioso che mi ha spinto ad inseguire  le tracce della colonizzazione delle Alpi.

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Una notizia molto recente su quest’aspetto (evidentemente non compreso nella sua importanza), inerente il territorio della Valle d’Aosta, la trovate qui:

www.dagospia.com/rubrica-3/politica/linvasione-della-val-daosta-per-quale-motivo-nella-regione-alpina-autonoma-i-nomi-italiani-50037.htm

Montagne Biellesi

panorama

Diffondo il progetto della Carta dei Sentieri del Biellese (Fogli 1 e 2 comprendenti rispettivamente il Biellese nord-orientale e nord-occidentale)  prodotto dalla Provincia di Biella.

E’  cofinanziato dall’Unione Europea mediante il Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale PSR 2007-2013, Misura 313, Azione 1.

Ho già scaricato alcune “Carte dei Sentieri” e richiesto copia cartacea alla Provincia di Biella.

Estratto di cartina_sul muro del Rifugio della Vecchia

Sono stata nelle montagne biellesi, esattamente in Valle Cervo, e ricordo volentieri un  bel fine settimana ospitata, da amici,  in  un’incantevole abitazione di Piedicavallo (ultimo paese della Valle)  terminato con l’escursione al Lago della Vecchia (1858 m). Leggi il resto dell’articolo

La Fiera di Sant’Orso

IMG_0189Come ogni anno, negli ultimi due giorni di Gennaio, ad Aosta si svolge la consueta fiera di Sant’Orso. Più di mille artisti ed artigiani, alcuni professionisti, ma la maggior parte hobbisti, presentano i frutti del loro lavoro e della loro passione. La tradizione è oramai millenaria. In passato questi giorni freddi, nel pieno dell’inverno erano il periodo di riposo e di tempo libero per pastori e contadini, da qui la scelta del periodo, ai nostri occhi di cittadini decisamente infelice. La fiera, che esprime anche l’identità ed il forte senso di appartenenza storico-culturale al proprio territorio, è un occasione di incontro tra amici lontani per il resto dell’anno (ovviamente lontani per i mezzi e le possibilità di un tempo).

La fiera portava e porta ancora oggi ad Aosta in questi due giorni, gli artigiani del legno, del ferro battuto, della pietra ollare, della lana, lino e canapa, cioè dei prodotti del territorio montano, ad esporre e vendere i loro prodotti, principalmente attrezzi agricoli, oggetti per la cucina e l’arredo della casa, vestiario e oggetti decorativi. A parte gli artigiani che vivevano di questi lavori, molti montanari esponevano i prodotti delle lunghe serate invernali altrimenti forzatamente inattive. Oggi la maggior disponibilità economica ed il grande afflusso di persone “di fuori” ha fatto aumentare sia il numero di espositori, che la quantità di oggetti decorativi, principalmente in legno, diventati ormai preponderanti rispetto agli oggetti di utilità. Anche la presenza diffusa sul territorio regionale di scuole che insegnano ai giovani queste attività artigianali, aumenta il numero di persone che vi si dedicano e, mantiene vive tradizioni che in altre ragioni alpine sono quasi scomparse. Leggi il resto dell’articolo

Faccio il “Reblog” del bellissimo post dell’amico Paolo pubblicato sul blog “libera…mente”. Andiamo a scoprire miti e leggende della Val di Mello, nelle Alpi Retiche.

libera...mente

val di MelloTempo fa, dopo aver letto un post di Beppe, ““Sulle tracce del mito, e  a proposito di miti e leggende di montagna ho ricordato un articolo sulla Val di Mello, pubblicato nel mese di luglio del 1986 dalla rivista Airone, che non è il giornaletto che si trova oggi nelle edicole. Era ben fatto, curato e ricercato negli articoli proposti. La pubblicità era poca e senza schiaffi. La carta talmente buona che dopo 24 anni si conserva così come la ricordavo. Solo l’odore è cambiato, sa di casa mia.
Fatto questo doveroso preambolo, non resta che descrivere la Val di Mello. Ahimè non ho foto, di quello sperduto corridoio verde tra due giganti di granito. Non è una mia meta usuale e quando ci andai (Pasqua del 1987) possedevo solo una macchina fotografica da 1,5 kg (Zenit 100), mi bastavano gli occhi e le immagini che lasciano i…

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2° Corso Base di Escursionismo Cai Uget Torino

Truc Castelletto 2012
Oggi l’escursionismo è la gioia di vivere in libertà la montagna.logo CAI escursionismo
E’ un nostro impegno fare in modo che altri condividano con noi questa gioia.
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La Commissione Gite del C.A.I. UGET Torino, in collaborazione con il Gruppo Escursionistico TAM e sotto l’egida della Commissione Centrale per l’Escursionismo del C.A.I., organizza il II CORSO BASE DI ESCURSIONISMO rivolto a coloro che, avendo un minimo di preparazione fisica, intendono avvicinarsi alla montagna, oppure a coloro che già la frequelogo_uget_100ntano, ma desiderano approfondirne la conoscenza e affrontarla in sicurezza.

PRESENTAZIONE DEL CORSO: GIOVEDI 14 MARZO ORE 21.00 NEL SALONE DEL CAI UGET AL PARCO DELLA TESORIERA (Corso Francia 192 – Torino).

Tutte le informazioni si trovano qui: 2° Corso Base Escursionismo