L’economia del gallo forcello

logo-rdg-frLes animaux sauvages ne peuvent résister aux rigueurs de l’hiver en montagne qu’en économisant leurs réserves d’énergie. Par une meilleure connaissance de la vie sauvage, vous pouvez éviter tout dérangement inutile et saisir les secrets de la nature – par exemple, en étudiant les traces d’animaux laissées dans la neige.

Gli animali selvatici non possono resistere ai rigori dell’inverno in montagna senza economizzare le loro riserve di energia. Per una migliore conoscenza della fauna selvatica, potete evitare inutili disagi e cogliere i segreti della natura – ad esempio, studiando le tracce di animali lasciate nella neve.

Tratto da www.respecter-cest-proteger.ch/wildtiere/

Lezione di economia (reale) dagli animali selvatici che vivono in montagna. Questo è l’importante messaggio che esce sfogliando il sito internet www.respecter-cest-proteger.ch. Anzi, dovrei dire che esce proprio dalle tane nella neve della fauna selvatica.

neve

Rispettare per proteggere.

Il gallo forcello ci dice una cosa importante: se mi rispetti, evitando di passare con gli sci o, peggio, con la motoslitta sulla tana che faccio nella neve, ti confesso un segreto.

“Economizza le energie durante l’inverno”. A me tocca farlo perché non ho il gasdotto russo o quello algerino che mi scalda la tana.

Attuo una strategia molto semplice: economizzo. Ovvero, detto con le parole di voi esseri umani, non spreco. E magari sopravvivo per millenni, se voi me lo permettete.

Voi umani invece avete qualche problema con il vostro futuro. Fate in modo che sia solo un vostro problema, per favore. Se volete sparire dalla faccia di questo Pianeta siete liberi di farlo. A me invece piacerebbe continuare a sopravvivere ancora per qualche migliaio di anni, se non oltre, e con tutti i limiti che mi ha insegnato la natura.

Ho alcuni libri con me, specialmente di filosofia. Ma nessun testo potrebbe eguagliare il libro della natura. Un rododendro, un larice, uno scoiattolo o soltanto una cavalletta la dicono molto più lunga, sul mistero della vita, di una intera biblioteca. La troppa erudizione spesso ottunde la sensibilità e appanna la freschezza del pensare. Ritengo che sia più utile osservare lo sviluppo di una pianta o un nido di formiche che leggere le filastrocche idealistiche di un Hegel. A proposito, come poteva, Hegel, rimanere insensibile dinanzi alla bellezza delle Alpi svizzere e poi mettersi a parlare di estetica? E la filosofia non nasce forse, come dice Platone, da un sentimento di stupore di fronte ai fenomeni della natura? Ma il mondo è pieno di gente che parla di cose che non sente o che non conosce per esperienza diretta. I filosofi antichi erano cosi chiari, nelle loro esposizioni, proprio perché si basavano sull’osservazione diretta dei fenomeni. Ora abbiamo solo filosofi libreschi.

Anacleto Verrecchia

Diario del Gran Paradiso”  (Fogola Editore)

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

6 Responses to L’economia del gallo forcello

  1. martellot says:

    In effetti l’osservazione della natura come di tutto ciò che ci sta attorno penso sia un ottimo punto di partenza per fare ragionamenti filosofici (in senso lato). Come ho scritto in altri post, dall’osservazione delle “cose” riusciamo a trarre importanti informazioni. In questo caso, dal gallo forcello, come da tutta la natura degli ambienti “difficili” come quelli montani, possiamo ottenere interessanti consigli su come potrebbe/dovrebbe vivere l’uomo che si ostina invece a “crescere” sempre di più.

    • Beppeley says:

      E poi è anche così che ci si sente cittadini importanti, migliori di quanto ci fa credere la nostra quotidianità… Che sogno poter vivere in un Paese che ti suggerisce di rispettare la fuana per prottegerla anziché pensare solo al nostro egoistico divertimento. E’ un messsaggio che fa anche comprendere quanto possiamo essere importanti, nei nostri piccolo/grandi gesti quotidiani.

      Questa è civiltà: indicare ad un popolo una strada da percorrere per potersi sentire migliori. Migliorati.

      Anche rispettando un gallo forcello.

  2. Anonimo says:

    Perché hai messo una foto di uno stambecco (femmina) bianco?

    • Beppeley says:

      Quello non è altro che il logo del sito http://www.respecter-cest-proteger.ch/wildtiere/

      Chiedilo a loro.

      • Anonimo says:

        Scusa ma credo di aver fatto la domanda nella pagina e nell’argomento sbagliato, non mi riferivo allo stambecco del logo (maschio) ma a quello nell’intestazione di pagina dei “camosci bianchi” e relativo gravatar.
        Sarebbe stato più giusto e coerente un camoscio, anche non albino, per non confondere chi un camoscio non l’ha mai visto .
        Ti chiedo ancora scusa per l’errore ma è la prima volta che scrivo su un blog e sono un po’ maldestro.
        Angelo

        • Beppeley says:

          Non ho una mia foto bella di un camoscio.
          Sono molto schivi e appena sentono la presenza dell’uomo scappano di corsa.
          Fanno bene …

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