Di là dal fiume, tra gli alberi.

IMG_0251Il titolo del romanzo di Hemingway sintetizza mirabilmente il posto di cui sto per parlare. Il racconto veramente è ambientato nella laguna della foce del Po, ma il fiume è lo stesso e gli alberi… ci sono eccome!

Diversamente dalle zone collinari di Avigliana e di Rivoli, di origine morenica, la collina Torinese si è originata con il sollevamento dei fondali marini (il mare che copriva tutta l’attuale pianura padana), iniziato 5-6 milioni di anni fa, per le spinte di compressione e innalzamento che stavano modificando l’area alpina e prealpina. Oggi la collina torinese forma un unico rilievo che si allunga in direzione SO-NE per una trentina di chilometri, da Moncalieri a Chivasso. Dopo il sollevamento il rilievo è stato modificato nel corso dei millenni dall’azione dei corsi d’acqua che hanno scavato vallate e separato tra loro gli attuali rilievi. Il rilievo maggiore  è il Colle della Maddalena (715m) seguito da Superga (670m).

Data l’origine marina, il terreno è costituito da sedimenti, di due tipi diversi:

–        Le marne originate dalla sedimentazione di materiali molto fini, fanghi, in cui troviamo inglobati gli organismi marini che morendo si depositavano sul fondo.

–        Le arenarie formate da materiali più grossolani, derivati dall’erosione della catena alpina e trasportati da frane a correnti sottomarine. In questi depositi si trovano sia animali marini costieri che resti di piante terrestri.

Al di la della sua origine, la collina torinese ha rappresentato da sempre una realtà unica ed estremamente importante per la città.

IMG_0250L’interesse per la collina inizia nell’alto medioevo, quando gli ordini monastici fondano sulla collina i poderi e le aziende agricole attorno a cui si formano piccoli centri abitati. Tra il XIV ed il XVI secolo prende piede la coltivazione della vite, fino a quando le “vigne” con i loro casotto di servizio, si trasformano in ville per la villeggiatura di nobili e ricchi borghesi.

Dall’ottocento in poi, alla borghesia che li aveva le sue residenze, a frequentare la collina si aggiunge il popolo, che approfitta della bellezza e della frescura estiva della collina per passeggiate e merende in un ambiente “verde” a due passi dalla città. Apriranno tante osterie popolari, con le caratteristiche topie ed il gioco delle bocce.

La seconda parte del novecento oltre agli immancabili abusi edilizi, ha portato anche all’abbandono di moltissime aree agricole ed al ritorno di una natura quasi selvaggia.

Oggi la collina è un’incredibile oasi verde, raggiungibile in pochi minuti dalla città, che, oltre alla possibilità di immergersi nella natura e di fare lunghe escursioni, offre fantastiche vedute dell’arco alpino ogni volta che si raggiunge un punto del crinale libero da alberi. Qualche anno fa sono stati ripuliti e segnalati dagli enti locali in collaborazione con Pro Natura Torino, una serie di itinerari che consentono di percorrere la collina in lungo e in largo (esiste anche una “Grande Traversata della Collina”).

IMG_0252Niente di meglio allora, in questo inverno avaro di neve, che avventurarsi lungo qualcuno di questi itinerari, approfittando di una giornata soleggiata e delle temperature sovente piuttosto miti.

La cerchia delle Alpi

La cerchia delle Alpi

Qualche giorno fa, prima che il tempo peggiorasse, col solito amico Cristiano abbiamo seguito uno di questi percorsi, molto bello, che partendo dal lato opposto della collina, Valle Ceppi frazione di Pino Torinese, arriva su fino a Superga passando per Il Monte Cervet ed il Monte Aman per poi scendere sul versante opposto fino all’antica cascina del Beria Grande nella valle del Cartman e poi risalire nuovamente alla panoramica con un lungo giro per ridiscendere finalmente al nostro punto di partenza chiudendo un bellissimo e lungo anello. Circa sei ore di camminata immersi in una natura che si stenta a credere così vicina al caos della città.

Un ringraziamento ad un paio di biker (molto più numerosi degli escursionisti a piedi)  incontrati lungo il percorso che ci hanno aiutati a trovare il sentiero giusto in punti senza segnaletica.

Indietro nel tempo

Indietro nel tempo

Nella pagina verde pubblico del sito internet del comune di Torino c’è un elenco parziale dei percorsi collinari ed il link per scaricare una cartina d’insieme che però non è di nessuna utilità per pianificare o durante l’escursione. Ottime cartine dei sentieri sono invece disponibili presso la sede di Pro Natura http://torino.pro-natura.it/index.php?c=pubblicazioni. La guida che le accompagnava purtroppo in questo momento è esaurita.

E’ superfluo dire che gli itinerari collinari sono non solo un’occasione di belle passeggiate invernali, ma anche ottime possibilità per la primavera e l’autunno, mentre l’estate a queste quote è un po troppo calda.

lavori di sistemazione dei percorsi

lavori di sistemazione dei percorsi

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Anche questa volta non fatichiamo a trovare i segni della civiltà: chi si sarà preso la briga di portare e abbandonare in mezzo al bosco due roulotte?

Gli immancabili segni della civiltà

Gli immancabili segni della civiltà

Info paologiac
Amo la montagna, i boschi, gli alberi ed il...legno. Mi piace anche la montagna"minore", quella oggi meno frequentata ma che reca i segni della storia e delle genti che ci hanno vissuto.

7 Responses to Di là dal fiume, tra gli alberi.

  1. ventefioca says:

    Bel percorso, la collina di Torino riserva esercizi fisici e mentali sorprendenti… lo sapevate che esiste un “villaggio inglese” dalle parti di Rivalba? per scoprirlo seguire il link sotto
    https://picasaweb.google.com/gpcastellano/20121115CasalborgoneRoVerdaSGiovanni?authuser=0&feat=directlink

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    • serpillo1 says:

      Interessante questo “villaggio inglese”… peccato per i prati che non sono propriamente stile inglese.. 😉
      Che tristezza il paesaggio cosi’

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  2. serpillo1 says:

    Grazie per la storia collinare e per avermi “condotto” virtualmente in luoghi che non conosco..in attesa di percorrerli personalmente, magari tutti insieme.

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  3. martellot says:

    La collina torinese è davvero unica. Ogni volta che in auto la percorro rimango stupito del rapido cambiamento di paesaggio che avviene nell’arco di poche centinaia di metri. La notevole veduta panoramica e gli ambienti ancora gradevoli la rendono ideale per svolgere delle passeggiate.

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