Sguardi intorno a Santa Cristina

Complice un’escursione felice ed appagante per la mente ed il corpo ed una lettura precedente della nostra Maria Savi Lopez mi porta a condividere con voi uno stralcio -ancora attuale – del suo libro “Le Valli di Lanzo – Bozzetti e Leggende” a proposito del Santuario di Santa Cristina

Chi si ferma innanzi al Santuario e volge lo sguardo intorno, scorge una delle viste più belle delle Valli di Lanzo, e l’incanto del paesaggio è tale che non riuscirà mai alla penna di descriverlo fedelmente.

Val d'Ala

A sinistra si svolge il panorama imponente dei monti di Val d’Ala fino alla Bessanese, ma da quest’altezza non si distinguono più le case sparse nella valle, invece basta volgersi appena a destra per guardare Val Grande che si distende innanzi allo sguardo affascinato, mentre fa pompa delle case allegre e dei pittoreschi villaggi, non lungi dal corso della Stura fino a Chialamberto.

Dalla parte d’Ala si vedono anche i ghiacciai nello sfondo lontano, mentre verso Val Grande non si scorgono ancora quelli della Levanna, ma solo i nevati, che scendono a strisce fra le rocce brulle, non lungi dai boschi che non si estendono a grande altezza.

Val Grande

Nel girare ancora intorno a Santa Cristina, sulla rupe che serve di base al Santuario, si rasenta il forte muro che ripara una breve spianata, verso un abisso che lo sguardo misura impaurito, mentre par che una vertigine tolga ogni forza al pensiero; e per aver di  nuovo libero il respiro e’ necessario guardare subito l’altro paesaggio che si scorge da questa parte, col vasto anfiteatro di monti dalle molli curve.

Molti uomini illustri che amarono le Valli dovettero salire a Santa Cristina, attratti dal fascino potente che le bizzarre cime e le cappelle a quest’altezza hanno sull’intelletto umano.

Di certo vi salì Antonio Bricco per ammirare in nuovo aspetto la sua valle carissima d’Ala. E’ anche probabile che Luigi Cibrario, tanto appassionato per le valli di Lanzo, abbia qualche volta dimenticato vicino alla deserta cappella, per breve ora, le ardue cure del governo. Anche Bartolomeo Gastaldi mentre andava studiando con tanta passione le Alpi, chiedendo ai monti ed alle rocce i loro segreti, guardò forse da quest’altezza valli, montagne e ghiacciai; immaginando in quali paurosi sconvolgimenti eransi formate le rupi, le creste, gli avvallamenti profondi ed eran sorte le altissime cime lontane. Forse anche il Gioberti salì a Santa Cristina quando venne nelle Valli di Lanzo, piacendogli a quanto pare di fare l’alpinista; poiché nella bella lettera diretta da Viù a Voglini nell’agosto del 1832, dopo aver manifestato la sua ammirazione per Viù, parla persino di – andare a levare la polvere alle falde del Rocciamelone.

Anche Martino Antonio, e Giovanni Michele Bottino, venuti in Val Grande nella casa paterna, dovettero salire quassù vinti dall’amore per la montagna, e si prova una compiacenza profonda nel ricordare in questa solitudine tanti uomini forti per ingegno e tenaci nello studio. Par di vederli passare, seri in volto dinanzi alle bianche mura della solitaria chiesa, ammirando le valli e le montagne, incapaci di manifestare ad altri come vorrebbero l’impressione profonda che li commuove; e possiamo essere sicuri, che se essi vennero quassù, ritornarono nella valle colla memoria indimenticabile di Santa Cristina, ed una vigoria nuova nell’intelletto.

Maria Savi-Lopez

Info serpillo1
Frequento praticamente da sempre le Valli di Lanzo, mi piace "rallentare", nel mio tempo liberato, facendo escursionismo tutto l'anno. Sono accompagnatrice nel C.A.I.

6 Responses to Sguardi intorno a Santa Cristina

  1. italo says:

    Accidenti… la Lopez attira, anch’io l’avevo citata: http://www.flickr.com/photos/leoaltoriso/5595636581/
    E’ un posto che ha del magico; nella foto che propongo spicca sui pian Soletti, prospettiva insolita.

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  2. Beppeley says:

    Maria Savi Lopez è davvero straordinaria nella sua capacità di parlare di montagna.
    Dalle sue parole traspare un profondo sentimento di amore genuino ed autentico con il quale riesce a leggere nel cuore delle donne e degli uomini che hanno amato le Valli di Lanzo.

    […] “dovettero salire quassù vinti dall’amore per la montagna” […]

    Vinti dall’amore per la montagna…

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