La RPE del Piemonte nel 2012

escursionismoQuanto trovate scritto qui di seguito è opera di Paolo Caligaris che ha commentato il post “Basi economiche dei sentieri escursionistici“.

Ringrazio sentitamente Paolo Caligaris che so che sta lavorando intensamente, insieme ai suoi colleghi, affinché la nostra Rete del Patrimonio Escursionistico (RPE) possa nei prossimi anni essere curata e resa funzionante come merita essendo essa un pilastro importante dell’offerta turistica di base.

Senza opportunità sostenibili di sviluppo economico, le nostre montagne sono destinate ad un pericoloso declino che andrebbe ineluttabilmente anche a riflettersi in pianura per i problemi legati all’abbandono di un territorio molto fragile e bisognoso di attenzioni, un territorio che ha bisogno di essere custodito.

Vi invito a leggere con attenzione quanto ci spiega con estrema chiarezza Paolo Caligaris perché è un invito a riflettere con sereno rigore su una parte fondamentale del territorio piemontese, quello appunto rappresentato dalle nostre bellissime vallate alpine.

Una riflessione che non può prescindere dall’importanza dell’Unione Europea nel convogliare risorse finanziare per progetti assolutamente importanti e condivisibili proprio in un momento drammatico delle nostre finanze.

Il riferimento allo studio di cui ci parla Paolo Caligaris proprio all’inizio del suo scritto è quello che trovate in questo post.

La situazione della RPE Piemonte nel 2012

segnaleticaNon avendo a disposizione studi del genere sul contesto italiano, per l’area piemontese si può fare un ragionamento partendo dai chilometri di rete escursionistica valorizzati negli ultimi cinque anni grazie alle risorse economiche messe a disposizione dalla Comunità Europea sul Programma di Sviluppo Rurale. Il prossimo anno, alla chiusura del Programma circa il 30% della rete sarà completamente percorribile e infrastrutturato con segnaletica direzionale verticale e di continuità. Molto resta però da sistemare e mantenere. Per fare una previsione di spesa non possiamo che ragionare sulla base dei costi previsti dal preziario regionale opere pubbliche che prevedono 4.520,00 €/km per apertura o ripristino di sentiero comprese piccole opere d’arte oppure 1.270,00 €/km per solo taglio vegetazione.

Si potrebbe ipotizzare un costo medio di 2.895,00 €/km. Di conseguenza per completare i restanti 11.200 km (dedotti quelli valorizzati con il Programma di Sviluppo Rurale) servirebbero circa una trentina di milioni di euro.

Occorre precisare che la rete escursionistica piemontese comprende come quella svizzera percorsi escursionistici costituiti da sentieri ed altri tipi di infrastrutture stradali. I sentieri sono presenti per un 70% per cui in realtà, la cifra necessaria sarebbe leggermente inferiore

alpiVa comunque detto che una tal sistemazione dovrebbe essere pianificata in più anni, probabilmente una decina, contando sulla disponibilità costante di risorse circa 3 milioni di euro /anno. A questa somma dovrebbe essere inoltre aggiunta una quota di risorse da destinare alla manutenzione ordinaria (da stimarsi in circa 800-1000 km/anno) per valore di circa un milione e mezzo di euro /anno. Quindi 4,5 milioni di euro/anno per i prossimi 10 anni (completamento delle opere infrastrutturali e manutenzione ordinaria) e successivamente riduzione dei fabbisogni al 50% ipotizzando la sola manutenzione.

Ad oggi le previsioni non sono rosee. La legge 12/2010 non è finanziata e in attesa dell’avvio della prossima programmazione dei fondi strutturali 2014-2020 si può esclusivamente contare sulla manutenzione effettuata dagli operai forestali della Regione Piemonte (circa 250 km /anno) e sul prezioso supporto dei volontari del Club Alpino Italiano.

L’attuazione delle disposizioni regolamentari porterà ad una revisione della rete e alla sua gerarchizzazione. Questa revisione aiuterà ad ottimizzare l’impiego delle poche risorse attualmente disponibili, tuttavia l’attuale fase di riorganizzazione degli enti locali in atto non agevolerà, soprattutto nelle zone montane, questo processo di razionalizzazione.

segnaleticaAl di là della questione risorse e della valutazione costi/benefici certamente importanti, la differenza sostanziale con la Svizzera va ricondotta ad un precisa previsione della Costituzione della Confederazione Elvetica dedicata ai sentieri e percorsi pedonali.

Art. 88 Sentieri e percorsi pedonali:
1 La Confederazione emana principi sulle reti di sentieri e percorsi pedonali.
2 Può sostenere e coordinare i provvedimenti dei Cantoni per la realizzazione e la manutenzione di queste reti.
3 Nell’adempimento dei suoi compiti, considera le reti dei sentieri e percorsi pedonali e sostituisce i percorsi e sentieri che deve sopprimere.

In Italia non abbiamo una legge quadro nazionale e nemmeno tutte le Regioni si sono dotate di una specifica normativa in materia di valorizzazione del patrimonio escursionistico.

Paolo Caligaris

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

6 Responses to La RPE del Piemonte nel 2012

  1. ventefioca says:

    L’ultima immagine è emblematica della situazione attuale… impegno e volontà che vengono frustrati dalla mancanza di una “visione” globale. Ben venga il fil di ferro, ben venga un cartello da leggersi alla rovescia, ma dove stanno pianificazione, incentivazione, finanziamento? Il riferimento al tariffario regionale è corretto come base di partenza, ma le cifre che entrano in gioco una volta che si partisse con le gare d’asta sono decisamente inferiori

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    • Beppeley says:

      Penso che sia importante parlare spesso di sentieristica… tutti noi, che amiamo la montagna e la difendiamo, siamo chiamati a far conoscere gli aspetti positivi e quelli negativi affinché si riesca a fare breccia nell’indifferenza delle persone.

      Soprattutto noi che viviamo un po’ del nostro tempo in Rete.

      Anche tu Gp… cosa costa ogni tanto postare una foto di un sentiero malconcio con un commento?

      Tocca a noi, innamorati della montagna, fare da sentinella e denunciare e documentare le cose che fanno male (anche economicamente) a un territorio così bello ed importante per tutti come quello rappresentato dalle aree di montagna.

      Tutti noi dovremmo sapere a memoria la Legge 12/2010 perché tra quegli articoli è anche indicato come far ricomprendere a catasto un sentiero (quindi degno di tutela e valorizzazione).

      Non crediamo che tutti i sentieri delle nostre Valli di Lanzo, soprattutto quelli ricchi di valenze naturalistiche e culturali (e quindi molto appetibili per il turismo escursionistico) sono attualmente a catasto.

      Potrei fare molti esempi ma poi ci ritroveremmo un po’ a disagio.

      Appena posso ne parlo dettagliatamente in un prossimo post.

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  2. agh says:

    Da noi in Trentino la rete sentieristica é mantenuta in buona efficienza dalle sezioni SAT (società alpinistica tridentina) e dai suoi volontari. La Provincia riconosce un contributo a km (irrisorio) per la manutenzione. In alcuni casi sentieri abbandonati sono stati ripristinati da squadre di operai “socialmente utili”.

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  3. serpillo1 says:

    Chiaro questo studio presentato e non molto rincuorante..
    E’ in buona parte grazie al volontariato che l’Italia non è così disastrosa ma a quando un programma di più anni ad ampio respiro?

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  4. Beppeley says:

    Grazie ancora a Paolo Caligaris per aver favorito, con il tuo gesto, la condivisione delle conoscenze sulla sentieristica della Regione Piemonte.

    Adesso abbiamo di fronte la situazione della nostra Regione per quanto riguarda le risorse necessarie affinché si possano percorre i sentieri senza problemi.

    Vorrei solo richiamare l’attenzione degli amici del blog su 3 aspetti che trovo molto significativi:

    1. la rete dei sentieri escursionistici è un PATRIMONIO (di natura e di cultura);

    2. l’interesse ad una montagna curata e non abbandonata non è solo locale bensì dell’intera Unione Europea;

    3. un sentiero ben curato e pronto per essere percorso può sicuramente favorire l’integrazione europea, anche culturale, stante il grande interesse verso l’escurisionismo di molte popolazioni (pensiamo per un attimo alla Via Alpina: http://www.via-alpina.org/ e a quei paesi che condividono le Alpi).

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