Meta e sentimento nella scalata

Meta e sentimento nella scalata“Conserva sempre lo spirito dei pionieri,
conserva sempre lo sguardo di un bambino,
perché per ben vedere non basta aprire gli occhi,
bisogna innanzi tutto aprire il cuore”
 

Gaston Rébuffat

Ed io devo confessarvi che ho davvero aperto il cuore leggendo questo libretto, leggero come una brezza alpina (meno di quaranta pagine) che sta in una tasca della giacca a vento o un in angolo dello zaino, per poi magari sfogliarlo sotto un cielo profondo blu di montagna.

Notevole e molto apprezzabile lo sforzo di sintesi di Marco Blatto che con questo lavoro ha saputo afferrare con vigore lo spirito profondo ed autentico dell’andar-per-monti sia esso declinabile nella scalata vera e propria, lungo pareti di roccia o ghiaccio, o sia essa declinabile nel “semplice” viaggio verso una nostra personale meta persa in qualche angolo delle montagne.

Viaggio, meta e sentimento si amalgamano indissolubilmente traendo energia da quelle sensazioni più profonde su cui il grande alpinista Gian Piero Motti amava porre l’accento, trascurando completamente la ricerca ossessiva della propria affermazione. Leggi il resto dell’articolo