Noi o loro?

20130425-159Art. 11 della Legge regionale 2 novembre 1982, n. 32:

Su tutto il territorio regionale è vietato compiere, con mezzi motorizzati, percorsi fuoristrada.
Tale divieto è esteso anche ai sentieri di montagna e alle mulattiere, nonché alle piste e strade forestali che sono segnalate ai sensi della legge regionale 12 agosto 1981, n. 27.

Poteva succedere durante l’escursione a Paraloup (almeno durante la Festa della Liberazione del 25 aprile scorso), lungo i sentieri della Memoria delle Alpi, di non ritrovarsi tra i piedi le moto da cross?

Il 17 dicembre dello scorso anno il sig. Enzo (coordinatore dell’intervento di controllo e repressione dei comportamenti scorretti dei guidatori di motoslitta a Pian Munè) aveva commentato il post “Una sanzione che fa notizia” chiedendo informazioni su quanto assistito il 24 novembre 2012 proprio a Paraloup. Qui ci troviamo 5 mesi dopo, precisamente nella festività del 25 aprile scorso, durante l’uscita programmata dal CAI Uget Torino a Paraloup e Monte Tamone.

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I solchi lasciati dalle moto (sentiero per il Monte Tamone)

solco

La profondità del solco in discesa dal Monte Tamone (dir. NW)

La domanda davvero sorge spontanea: “Noi o loro?“.

Pedoni o motori sui sentieri di montagna? Perché, come anche giustamente comunicato dal CAI Piemonte il 17 gennaio 2013, la convivenza è impossibile:

Il Cai Piemonte per la salvaguardia dell’ambiente alpino

L’ambieCAI-Piemontente alpino è un ambiente splendido ma estremamente fragile. La sua frequentazione escursionistica nelle sue varie declinazioni (alpinismo, scialpinismo, trekking, ciclismo) è un importante volano dello sviluppo economico delle terre alte.

In questo quadro permettere l’attività fuoristrada ai mezzi motorizzati per scopi ludici e sportivi avrebbe implicazioni disastrose. La convivenza di pedoni e ciclisti e motociclisti su sentieri, mulattiere e tratturi è difficilmente praticabile, se non impossibile.

Le dimensioni ridotte di tali percorsi a fondo naturale, infatti, non permettono l’utilizzo contemporaneo da parte delle due categorie di fruitori, con la conseguenza che laddove si permettesse la circolazione dei mezzi motorizzati, essi sarebbero abbandonati dai pedoni e dai ciclisti con il rischio di un gravissimo pregiudizio economico, posto che ultimi sono in numero di gran lunga maggiore rispetto ai motociclisti.

Per info:
Franco De Giovanni, degio5@tin.it

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Vi suggerisco di dare un’occhiata ai post precedenti che hanno trattato di questo grave problema che va a minare la possibilità di uno sviluppo sostenibile delle Terre Alte, tenendo presente che non molto tempo fa è stata presentata al Consiglio della Regione Piemonte una proposta di modifica della Legge regionale 2 novembre 1982, n. 32 allo scopo di eliminare il divieto (evidentemente non fatto rispettare) della circolazione dei mezzi motorizzati sui sentieri di montagna:

  • 13 gennaio 2012: In moto sui sentieri di montagna (petizione del 2012 del CAI);
  • 13 luglio 2012: Bandiera Nera di Legambiente alla Regione Piemonte per la mancanza di adeguati provvedimenti legislativi volti a vietare la circolazione dei mezzi motorizzati di qualsivoglia tipo per fini ludici, ricreativi e sportivi sui sentieri, sulle mulattiere e sui tratturi in ogni periodo dell’anno;
  • 28 novembre 2012: Senza limiti il post dove documento il problema delle moto a Paraloup e nelle altre zone alpine grazie anche alle denunce dei lettori della rubrica Specchio dei Tempi del quotidiano La Stampa;
  • 11 dicembre 2012: Una sanzione che fa notiziaperché solo in un Paese incivile come il nostro può fare notizia il fatto che vengano multati dei guidatori di motoslitte che scorazzano su percorsi vietati.

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Per concludere riporto quanto pubblicato in apertura del post “Basi economiche dei sentieri escursionistici” (tratto da una pubblicazione dell’Ufficio federale svizzero delle strade che fa parte Dipartimento dell’Ambiente, dei Trasporti, dell’Energia e delle Comunicazioni):

In Svizzera, l’escursionismo è un pilastro importante dell’offerta turistica di base. Finora, poco si sapeva dei costi connessi al mantenimento della rete dei sentieri escursionistici. Poco noti erano anche i dati riguardanti il valore aggiunto e l’effetto occupazionale generati dalle spese degli escursionisti provenienti dalla Svizzera e dall’estero. L’Ufficio federale delle strade (USTRA) e l’associazione mantello Sentieri Svizzeri hanno colmato questa lacuna con un nuovo studio. Da questa analisi emerge che i benefici complessivi dell’escursionismo sono nettamente superiori ai costi. Investire in una rete ben sviluppata di sentieri escursionistici conviene.”

Ma noi italiani, quand’è che ci decidiamo finalmente ad edificare “pilastri” ?

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

22 Responses to Noi o loro?

  1. serpillo1 says:

    Leggendo questo post, vengo a conoscenza che i giorni 11 e 12 Maggio 2013 a Frabosa Sottana (Cn) la Commissione Interreggionale T.A.M. Piemonte e Valle d’Aosta terrà un aggiornamento proprio sul problema dei mezzi motorizzati e il rispetto della Legge Regionale.

    Qui il documento: http://www.caipiemonte-tam.it/Public/PdfNotizie/20130411_frabosa.pdf

  2. eescursionista54 says:

    Parlare……rispecchia l’andamento italiano e piu’ facile sanzionare stando seduti magari in citta’ con videocamera.

  3. martellot says:

    Un bel problema… Certo che trovare il 25 aprile lungo il sentiero per Paraloup le motociclette da cross deve essere stato davvero “emozionante”! Un posto che proprio si addice alle moto da cross….

    • Beppeley says:

      … non male le probabilità… due su due…Due uscite a Paraloup e due incontri ravvicinati con i trialisti…

      Comunque il “bel problema” si riassume nell’incapacità di questo nostro sciagurato Paese di far rispettare le leggi…

      Nelle “piccole” cose come nelle grandi…

      Hai notato che nel XXI secolo, in una città così avanti come Torino, i pedoni devono ancora chiedere permesso per attraversare le strade sulle strisce pedonali?

      Personalmente ritengo che il grado di civiltà di una popolo lo si può misurare in base a quanto sappia rispettare chi cammina…

      E poi, come ci insegnano i montanari, a tutto c’è un limite.

      • martellot says:

        Un’altra cosa che mi lascia perplesso nel nostro Belpaese è che la percezione della gravità di un’eventuale infrazione alle leggi sia spesso soggettiva. Credo infatti che gli italiani (generalizzando, eh!) giudichino personalmente se una legge possa essere infranta o meno. Vorrei che un giorno gli italiani dicessero: “Questo non si deve fare” e alla domanda “Perchè?” mi piacerebbe sentire una bella risposta del tipo “Perchè è contro la legge, che ci piaccia o no! E anche se non capisco (o non riesco a comprendere) quale possa essere la conseguenza delle mie azioni, non è una cosa che posso fare”.
        Aggiungo inoltre che spesso la trasgressione di alcune leggi, soprattutto in ambito ambientale, viene vista ancora come un comportamento da bambino discolo e non come un reato vero e proprio.
        Prima che qualcuno si scagli contro i presunti detrattori del motocross (anche se a me in via del tutto personale questo sport non piace), segnalo ovviamente che ognuno può avere le proprie passioni come appunto il motocross ma, come scrivi tu Beppe, ci sono posti dove questo NON è consentito!! E dove non è permesso, questo NON si deve fare! è semplice. Forse è semplice solo in apparenza in base a quanto vedo lungo le strade per Paraloup…

        • Beppeley says:

          Condivido tutto, in particolar modo quando hai scritto: “…spesso la trasgressione di alcune leggi, soprattutto in ambito ambientale, viene vista ancora come un comportamento da bambino discolo e non come un reato vero e proprio”.

          Grazie.

  4. ariela robetto says:

    Ricordo quando nel vallone del Trione incontrammo due motociclisti saliti da Balme che scendevano su Migliere. La mia linguaccia non stette zitta e li caricò di improperi, ma non capirono nulla perché erano tedeschi. Come al solito in Germania le leggi si rispettano, in Italia invece ciascuno fa come gli pare.
    Capì invece benissimo il ragazzo con il quad che saliva nella splendida faggeta da Mondrone verso il Lajetto sul sentiero che i montanari hanno un po’ allargato al fine di consentire il passaggio di un motocoltivatore. Capì tanto bene che stava per scendere e menarmi (sono una esile donna di 63 anni!) e mio marito dovette trascinarmi via.
    E’ forse ora che (in tutti i campi) ciascuno si assuma le proprie responsabilità e le trasgressioni alla legge, anche minime, non siano più considerate ragazzate da perdonare, ma sanzionate severamente, specialmente quando da esse dipende esclusivamente un divertimento.
    Quando impareremo a capire che lo Stato siamo tutti noi?

  5. Beppeley says:

    Benvenuta tra noi Ariela!

    Grazie mille del tuo commento.

    Penso che sia molto importante denunciare certi comportamenti anche perché potrebbe sembrare che me li sia portati dietro apposta i motociclisti a Paraloup, visto che è la seconda volta che me li ritrovo tra i piedi… ed anche la seconda volta che “rompo” su questo problema.

    In verità, come si può leggere su Specchio dei Tempi (come ho riportato alla fine del post https://camoscibianchi.wordpress.com/2012/11/28/senza-limiti/), le denunce sono parecchie (ovviamente molte sono nel periodo estivo).

  6. ventefioca says:

    Davanti a queste ed altre prepotenze la strada civile è una sola: rompere, rompere e ancora rompere, con cieca e ostinata determinazione. Segnalare come fai tu, interrogare, coinvolgere, fare in modo che ogni giorno e ogni notte a Paraloup – per fare un esempio – ci siano uomini e donne che esprimono il loro sdegno ad una invasione proibita e lo segnalino a chi di dovere. Viviamo nel momento del fastidio e del disimpegno. Fastidio perchè tutto ci infastidisce (dai due giorni di pioggia in più… ma quanti di noi hanno il problema di vedersi rovinata la semina di patate e granturco?), disimpegno perchè il più delle volte non riusciamo ad andare oltre alla lagna del fastidio, e non facciamo null’altro che lamentarci (non è questo il vostro caso!!). Eppure l’accidia non è uno dei sette peccati capitali?

  7. memento says:

    non credo che la montagna sia solo di chi va a piedi ma di tutti quelli che la amano e la rispettano. confondete ancora l’enduro con il cross. e il trial è un altra cosa ancora. vengono vendute le moto e poi non ci sono posti dedicati dove usarle, è come Voi anche noi siamo spinti dalla passione. Ma non ci è permessa praticarla perchè tutti se ne fregano di noi, è meglio lasciarci andare in giro tra i divieti e ogni tanto darci qualche multa da 104/208€. se vogliamo conservare la natura, perchè non facciamo tutte riserve integrali cosi nessuno ci mette più piede e restano come il buon Dio le ha fatte?

    Nella categoria degli enduristi/trialisti ci sono molte persone scorrette, ma anche molte che si dedicano al ripristino di sentieri e alla pulizia. Purtroppo non c’è dialogo con chi non vuole sentire, invece di trovarsi insieme a Voi e capire come organizzarci siete solo buoni a dire no alle moto, no al rumore, si all’aria pulita, ecc ecc…ma allora perchè in montagna non ci venite a vivere tutto l’anno? in una bella baita di pietra, con porte e finestre di legno lavorato a mano….un bel pannello fotovoltaico sul tetto e fine…allora da persone che vivono davvero cosi in contatto con la natura posso accettare critiche…ma da chi in settimana inquina a tutto andare e poi fa il perbenista che vuole la montagna candida è un paradosso

    senza offesa per nessuno, ma solo perchè ogni tanto è bello confrontarsi e sentire altre campane…se vi date sempre ragione l’un l’altro la discussione non porta a nulla

    con rispetto

    un endurista/trialista rispettoso delle regole e dei quasi nulli percorsi autorizzati a sua disposizione

    • serpillo1 says:

      Sono contenta che sei intervenuto, come vedi non esiste la moderazione su questo blog ed ognuno è libero di esprimere la propria opinione.

      La montagna è di tutti come pure ogni persona dovrebbe avere buon senso, rispetto e conoscenza della natura oltrechè dei suoi simili.

      Le leggi sono presenti nella società civile per regolamentare i rapporti con i cittadini ed evitare quindi il caos.

      Moto, quad, fuoristrada su sentieri, mulattiere e strade sterrate -a meno che non siano autorizzate come quelle dei margari che vanno all’alpe e dei mezzi di soccorso- inquinano, creano smottamenti naturali del terreno, ruscellamenti, con il loro fracasso disturbano gli animali -soprattutto nel periodo della riproduzione-e distruggono la flora alpina.
      Viene anche vanificato il lavoro dei volontari C.A.I. che provvedono alla sistemazione e manutenzione della rete sentieristica gratis.

      Io so, che coloro che scrivono su questo blog, non inquinano in città durante la settimana:
      c’è chi al giorno prende 8 bus per andare al lavoro; chi usa il tram e la bici per spostarsi; chi ha la macchina a metano ed appena può la lascia parcheggiata; chi dorme in stanza con meno di 15°C in inverno perchè la stufa è sotto in cucina.

      Ogni nostra piccola azione può contribuire a rendere il mondo migliore e poi non è mai bello generalizzare.

      Forse è il caso di pubblicare un manuale per la sana e consapevole frequentazione della montagna? 😉 http://pascolovagante.wordpress.com/2013/07/17/serve-un-manuale-distruzioni/

      Una buona montagna a tutti!

      • memento says:

        buongiorno,
        il mio intervento era per farvi notare che fate di tutta l’erba un fascio e che non siete disponibili al dialogo
        – il cross è girare in piste chiuse, con moto non omologate…chi lo fa per strada o nei boschi è un delinquente
        – l’enduro è girare con moto tipo da cross ma TARGATE e OMOLOGATE, appositamente modificate per rispettare decibel e emissioni di CO2 e PM..le moto sono immatricola, paghiamo bollo e assicurazione…vendono montate ruote omolagate FIM che limitano l’altezza del tacchetto
        – il trial sono moto minimistiche, pochissimo rumore, immatricolate a norma come immissionie di piccola cilindrata…pesano sui 65kg e hanno gomme a pressioni bassissime che non lasciano praticamente segni…quanto perdono trazione non lasciano segni proprio perchè i tacchetti sono uno vicino all’altro…si usano con gomme quasi sgonfie proprio per evitare di rovinare o fare solchi

        molti di noi, io in primis, saremo disposti a girare solo su percorsi autorizzati, pagare un tot all’anno per poterlo fare nella speranza che i nostri soldi vengano usati per ripristinare e pulire sentieri, ancora meglio obbligare chi va in moto in montagna a un uscita di ripristino ogni 4 (per esempio)

        il problema è che finchè lo scontro è tra “no moto” vs “si moto”, senza voler arrivare a un compromesso regnerà il CAOS…noi verremo multi a spot…ma non per difendere la natura, semplicemente per fare cassa.

        mi piacerebbe, anche se so che è solo un sogno, che un giorno si sperimenti in una sezione del Cai una sezione motoalpinismo con mezzi approvati e controllati (potrebbero essere solo da trial dato che le gomme e le potenze ridotte non fanno danni) e vedere che succede. Si faccia un passo avanti. Si prendano trialisti esperti del territorio e rispettosi dell’ambiente. Si identifichino con loro sentieri appositi…magari quelli meno soggetti a smottamenti, a ruscellamento, con fondo duro per essere tranquilli di non bucare il terreno. Solo se insieme di collabora ci si capisce e si può convivere. Da ragazzo sono stato iscritto al cai…prima nell’alpinismo giovanile e poi in quello classico….sono sempre stato rispettoso della montagna allo stesso modo, sia quando avevo gli scarponi in cuoi io ai piedi che quando salivo con il trial.

        in montagna ci sono cresciuto e ci vivo, ci passo ogni ora che possa o a spasso a funghi, a pesca, camminando, andandoci in moto.

        concludo facendovi notare che sono stati fatti più danni per costruire strade che portano a impianti sciistici, a agriturismi improvvisati, a rifugi sempre più comodi da raggiungere (non parlo di quelli in alta quota ma alla capanne sociali/rifugi di bassa quota)…e in questi casi vanno su con 4×4 che inquinano molto di più che le ns motorette

        se uno vuole essere integralista e dire un secco “no” alle moto x rispettare la natura, mi aspetterei che lo faccia anche con il resto…molti che scrivono qua prendono il pullman? avete notato che molti pullman in città sono euro 0 e hanno dei filtri FAP mai sostituiti dopo la prima installazione? vi scaldate a legna? lo faccio anche io…ma quando taglio la legna uso il motosega a miscela, voi usate sega a mano, mazza cunei e falce? non credo…io spacco 100qli all’anno…quindi so quanta fatica si fa a far legna e cosa vuol dire scaldarsi con la stufa…ma non so quanti in città lo facciano

        mi piacerebbe che tutti quelli che scrivono su questo forum facessero la vita che mi racconti tu, ma purtroppo, come in ogni comunità, nessuno è uguale. Quanti ad esempio fanno viaggi in macchina/aereo per andare a fare un trekking di xx giorni? è proprio il caso di fare 200km per andare a scalare una montagna nuova? anche tra Voi alpinisti/scalatori c’è da migliorare…non illudetevi di essere perfetti

        io vedo i parcheggi che si riempiono di “camminatori” solo in estate…macchine parcheggiate ovunque all’attacco del sentiero, la sera ritornano saltano in macchina senza fermarsi a mangiare nella trattoria del posto, a fare benzina in quel distributore più caro ma che è una comodità per gli abitanti del posto e senza i “pieni” dei forestieri rischia di chiudere, senza andare a visitare qualche paese lungo la strada che sale in valle comprano qualche prodotto tipico o senza saperne nulla della storia di quel posto.

        nella risposta mi hai citato gli animali….che disturbiamo…anche qua, piccola precisazione…se uno in moto ci va a passeggio, in gruppi piccoli (noi usciamo in 2, ma solo per motivi di sicurezza che se uno di fa male l’altro può avvisare) fa rumore ma di sicuro il camoscio o il capriolo non si butta giu in una scarpata per salvarsi…questi animali vengono lanciati e sono sempre più “domestici” sapete anche voi quanto ormai si avvicinano alle case per cercare mangiare…in moto si va nel week end…quindi al massimo disturbiamo 2gg….ma tenete presente che vengono infastiditi anche da voi a piedi…sicuramente meno ma troppo felici di vedervi non sono

        sempre parlano degli animali, hai visto sicuramente con i tuoi occhi i danni che fanno i cinghiali….questo perchè? perchè x qualche ultras ambientalista i cinghiali sono un bene da tutelare, i cacciatori sono brutti e cattivi e se Dio ha inventato il cinghiale è giusto che prosperi…peccato che spacca tutto….ma guai sparare un colpo perchè è una bestiola del buon Dio…tutti vogliono gli animali ma poi ce li teniamo noi quando entrano nei giardini, ci rovinano patate, pomodori, insalata ecc…allora dobbiamo mettere su le barricate (assurde da vedere) ma almeno tra qualche settimana tiriamo su 2 patate dopo tutto l’anno che gli stiamo dietro a toglie le “boie” a mano per non usare medicinali

        come nel vs settore, anche nel ns c’è del male e del bene….non chiudetevi dietro un secco “NO” e provate ad ascoltarci e sentire le ns storie. Siamo i primi che vogliamo sistemare le cose, farci fuori i casinisti e goderci la montagna in pace.

        Il CAI apre e ripristina tantissimi sentieri, anche molti di collegamento tra i paesini e borgate..c’è un problema…la maggior parte vuole andare a fare la cima famosa, la parete difficile, la ferrata a 7h dall’ultimo bivacco…dei sentierini in basso…che collegano la frazione con 10 abitanti al concentrico non se lo fila nessuno…se non qualche villeggiante che prova a scendere una volta e poi bestemmia quando è ora di tornare su perchè pensava di fare lo stesso sforzo di quando ti alza dal divano per andare a cercare qualcosa in frigo da mangiare

        io e molti miei amici giriamo a togliere i rovi con roncole, con motosega da potatura nello zaino per togliere quell’albero malato caduto con il temporale, a chiudere con la zappa e pala il sentiero che inzia a scavasi con l’acqua..mettendo pietre di taglio e facendo scoli laterali verso pezzi erbosi per evitare che si formi un torrente al primo temporale

        non siamo solo buoni a far casino e spaccare tutto…quelli cosi gli odiamo anche noi…

        ho scritto molto, spero di non avervi annoiano…purtroppo siamo su 2 sponde opposte di un fiume rumoroso a lanciarci pietre perchè non sappiamo ascoltarci e non vogliamo costruire qualcosa insieme….chi non vuol sentire ragione e non vuole le moto fuoristrada non è tanto meglio di chi pensa che in moto può andarci ovunque senza curarsi di nulla

        ***parentesi sul discorso leggi che vanno rispettate, me ne stavo scordando

        si è vero, in italia ci sono leggi che vietano l’attività in fuoristrada…ma purtroppo non si capisce nulla di quello che dicono…faccio un esempio

        per il Piemonte la Legge regionale che regola il fuoristrada dice
        art 11 LR 32/82

        art [1] Su tutto il territorio regionale e’ vietato compiere, con mezzi motorizzati, percorsi fuoristrada.
        art [2] Tale divieto e’ esteso anche ai sentieri di montagna e alle mulattiere, nonche’ alle piste e strade forestali che sono segnalate ai sensi della legge regionale 12 agosto 1981, n. 27

        ora cerca nella legge regionale la definizione di sentiero… se la trovi

        il “sentiero” per definizione é UNA STRADA A FONDO NATURALE, la dicitura Sentiero é indefinita e generalista se non dimensionalmente definita e differenziata ..Non c’è distinzione legale fra “sentiero” e “mulattiera”. Sono entrambe “strade a fondo naturale”, normate dall’art.3, comma 48 del Codice della Strada.
        Se non esplicitamente vietate tramite apposita segnaletica, sono liberamente percorribili dai mezzi a motore quindi (per il CDS e leggi nazionali)

        su questo la cassazione ha ribaltato molte multe (es. http://www.angelofarina.it/Public/REER/all-B-Sentenza-Corte-di-Cassazione-02479-02.pdf)…ora se in italia c’è una legge, perchè la stessa cassazione una volte dice che il sentiero è una strada e una volta dice che non lo è? io voglio rispettare le regole, ma perchè ogni Giudice da un interpretazione opposta al suo collega? se non lo sanno loro se posso o non posso andare io come mi regolo?

        poi un giorno in piemonte arriva la Bresso e fa una bella circolare per dire, va beh è vero…non si capisce nulla tra leggi regionali e nazionali….quindi sai che faccio? una nuova legge dove io vieto tutto quello che non è espressamente autorizzato…cosi voglio vedere chi ha dubbi o fa ricorsi….ottimo…nasce però un problema…ogni comune DEVE entro 180gg da quando ha “vietato tutto” dichiarare le eccezioni per permette le attività sportive e di natura motoristica…quasi tutti i comuni cos’hanno fatto? nulla….tutto è rimasto come prima…si arruola qualche GEV in più e lo si manda a fare cassa…GEV che ci fermano senza un ordine del giorno che li autorizza quel giorno a essere in quel posto a controllare…persone con cui non puoi avere un minimo dialogo…ho parlato mille volte con la Forestale durante posti di blocco, ho preso multe e pagate senza contestare perchè avevo torto, altre volte abbiamo avuto interessanti chiaccherate per ore e non mi sono state fatte multe…loro stessi dicono che DEVONO farne un po di multe…perchè sono mandati a farne….il problema è che se incontro un GEV e gli dico, ok io merito la multa perchè sono su un sterrato sentiero in moto, ma viene con me che ti porto a vedere un frigo abbandonato, delle gomme buttate giù per una “riva”, dei televisori lasciti li….secondo voi dopo xxmesi trovo il posto pulito?? no…è quello che mi/ci da fastidio…ami l’ambiente al punto di passare la domenica a difenderlo al posti di chi è pagato e poi ti limiti ai mezzi a motore e non vai a far togliere batterie, fogli di amianto, frigo ecc ecc dopo che ti porto anche a vederli?

        quest’inverno in zona da me si sono fatte delle giornate per l’ambiente a pulire un greto dei fiume…alcuni di noi motociclisti eravamo presenti…ma non ho visto i soliti che mi inseguono a darmi una multa

        Vi saluto e spero che abbiate capito cosa voglio dirvi…non siamo tutti brutti sporchi e cattivi

        un saluto

        • Beppeley says:

          Mi sembra che nella tua risposta ci siano cose un po’ “inesatte”.

          La nostra Regione si è dotata nel 2010 di una Legge sull’Escursionismo la quale prevede esplicitamente il divieto di frequentazione motorizzata dei sentieri che sono inseriti nel catasto regionale.

          Se vuoi farti una cultura: http://www.regione.piemonte.it/retescursionistica/cms/

          Adesso ti dico come la penso francamente al di là delle leggi.

          Non sopporto l’invadenza della “civiltà” motorizzata in montagna (intendo dove finiscono le strade e cominiciano i sentieri).

          Dove finiscono le strade inizia il mondo di chi cammina. Ed io credo nell’uomo che cammina.

          Possiamo disquisire all’infinito sulle valenze economiche dello sviluppo della civiltà motorizzata (industrie, occupazione, indotto, ecc…) e dei suoi effetti collaterali (inquinamento, problemi di salute e di traffico, dipendenza dal petrolio, ecc…).

          Passo la mia vita lavorativa in città e per andare a lavorare sono sempre in mezzo al caos, al traffico e alla puzza terrificante. Non uso l’auto ma i mezzi pubblici e la bicicletta. Quando vado a dormire, avendo il sonno molto leggero, sono costretto spesso a mettermi i tappi nelle orecchie perché la mia città è infestata di rumori notturni. Se però mi sdraio in montagna a fianco di un fragoroso torrente alpino, mi addormento in pochi secondi.

          Quando vado in montagna, con le mie gambe, vorrei vivere un momento sano, dove finalmente lasciare giù, in pianura e in fondovalle, tutta questa bellissima civiltà.

          Ti pare un gesto che possa fare bene alla mente, questo? Magari anche alla tua?

          O forse tu lavori e vivi in un eden?

          Ritengo che alla mente degli esseri umani faccia molto bene uscire da certe logiche di sviluppo (con le sue pessime abitudini), standone un po’ distanti (oltre al fatto che personalmente c’è un bisogno profondo di silenzio, di natura, di stare un po’ con se stessi, con la propria carne, con il proprio respiro, con i propri passi, con il proprio cuore senza avere intorno motori e petrolio…pensando anche che tutto ciò faccia molto bene alla fauna e alla flora alpina, che di motori tra le palle ne fanno volentieri a meno).

          Insomma, non so se l’hai capito: voglio stare distante da te che sotto il culo ti metti un motore.

          Ti dispiace se lo faccio per qualche ora alla settimana?

          Quello è il mio tempo libero. E lo voglio liberato. Anche da te che ami i motori.

          Grazie, so che capirai.

          • memento says:

            leggi la tua risposta e leggi la mia…chi dei 2 è pronto al dialogo è chi invece parla solo di quello che vuole e lo pretende?

            il problema è proprio questo. Volete dei sentieri incontaminati, distante da rumore e moto? Lo capiamo. Ma non toglieteci TUTTO e invece di dire “voglio l’aria pulita, non voglio vedervi, non voglio rumore, ecc ecc” prova a dire “voglio ascoltare anche le Vs esigenze e insieme trovare una soluzione”

            avete la stessa ns passione, gli stessi diritti di vivere la natura e le montagne. Non credo che il sabato mattina vai in montagna con un mezzo ibrido, anche io non vorrei vedere nella mia valle serpentoni di macchina in coda che salgono il sabato e scendono la domenica. Di questi non hai nulla da dire? Molti sono escursionisti, altri gente che bestemmia dal caldo come te in settimana e invade i ns paesini di montagna…parcheggia dove vuole tanto tutto è permesso….

            anche io come te non vuoi vedere quelli in moto, non vorrei vedere quelli che vengono 3gg all’anno a dettare regole…però a differenza tua sono pronto al dialogo. dobbiamo convicerci tutti, la mia libertà finisce dove inizia la tua…ma vale anche l’opposto.

            alla mente umana come dici tu staccare la spina non fa solo bene, fa molto meglio! se però tu passi la settimana nel caos non è che tutto le montagne devono essere incontaminate perchè ti devi rigenerare. Cambia stile di vita….ispirati al downshifting o simplelife e vai a vivere in una borgata dimenticata sopra i 1000metri…

            purtroppo hai dimostrato di non cercare una minima forma di dialogo ma solo di attaccare e non sapere ascoltare

            dove per gli altri finisce la strada per noi inizia il divertimento, la ns è una passione…..è uno sport che per quanto voi odiate è comunque riconosciuto a livello mondiale. Ci lamentiamo che i giovani vivono seduti sulle panchine delle città a fare nulla quando togliamo la possibilità di allenarci a livello agonistico.

            mi ero illuso che potesse esserci un minimo di dialogo…ringrazio la sig.ra Serpillo1 per la prima risposta e considero il mio intervento chiuso qua. Ero intervenuto per cercare un dialogo, non dirmi che non posso andare in moto perchè di notte in città non dormi…

            buone passaggiate e godiamoci la vità, è una sola…aprite le menti e cuore, e cercate, se potete, di capire che siamo spinti dalla stessa vs passione di arrivare in cima…con mezzi e tecniche diversi

            grazie a tutti

        • Beppeley says:

          Bandiera nera alla Regione Piemonte per l’assenza di politiche volte alla tutela, regolamentazione e valorizzazione della montagna:

          […]

          SENTIERI
          Mancano adeguati provvedimenti legislativi volti a vietare la circolazione dei
          mezzi motorizzati di qualsivoglia tipo per fini ludici, ricreativi e sportivi sui sentieri,
          sulle mulattiere e sui tratturi in ogni periodo dell’anno, con la conseguenza che la
          circolazione dei mezzi motorizzati sulle strade a fondo naturale impatta profondamente
          sull’ambiente naturale e sull’ecosistema. La convivenza di pedoni, ciclisti e motociclisti
          su sentieri, mulattiere e tratturi è difficilmente praticabile, se non impossibile, con la
          conseguenza che laddove fosse permessa la circolazione dei mezzi motorizzati, i
          sentieri sarebbero abbandonati dai pedoni e dai ciclisti con il rischio di un gravissimo
          danno economico per le aree montane.

          […]

          Se ti interessa leggere il resto (Dossier Legambiente):

          http://www.legambientepiemonte.it/doc/Dossier%20Bandiere%202013.pdf

        • martellot says:

          Ciao Memento e grazie per ciò che hai scritto.
          Il blog è uno strumento per parlare e per confrontarsi pertanto è strano che ci sia gente che, come dici tu già nei primi messaggi, non sia disposta al dialogo. Sono qui pronto a dialogare su un argomento (per me e per noi tutti) molto spinoso quindi è abbastanza naturale che viviamo le cose in maniera un po’ viscerale. Non solo perché siamo spinti da una forte passione per la montagna ma anche perché (e soprattutto) riteniamo che ci siano delle attività compatibili sia con la montagna sia con le esigenze di tutti e altre NON compatibili. Al di là di ciò che possano dire le leggi (delle quali comunque dobbiamo tenerne conto, piaccia o non piaccia), personalmente sono FERMAMENTE contrario all’uso delle moto sui sentieri, sia per le motivazioni espresse da Beppeley sia per quelle espresse da Serpillo1. Io probabilmente sono molto meno morbido, sono veramente intransigente! 
          Tu hai scritto per cercare una soluzione, bene, credo che la soluzione più naturale, più logica, più banale che ci sia, sia quella di impedire alle moto (da enduro, da cross, da strada, quello che vogliamo…) di accedere ai sentieri di montagna. Mi spiace per gli appassionati ma secondo me è l’unica soluzione. Oltre a comprendere le motivazioni che spingono Beppeley a scrivere ciò che ha scritto, aggiungo che un’attività del genere non dovrebbe essere ammessa nel territorio montano lungo i sentieri per la potenziale pericolosità nei confronti dell’ambiente. Forse non ce ne rendiamo conto pienamente ma tutta la comunità europea riconosce le Alpi come un gioiello di naturalità e di fragilità. È pieno di pubblicazioni scientifiche che dimostrano come le valenze ambientali delle Alpi siano uniche in tutta Europa, è inutile stare a ribadirlo e i danni che possono causare le moto potrebbero essere non indifferenti! Non solo per me a cui il rumore crea una sorta di insofferenza ma ne risente l’ambiente. Ovviamente i passaggi degli escursionisti lungo i sentieri possono creare disturbo, non c’è dubbio, ma il traffico motorizzato non si limita al disturbo ma crea danni anche alle caratteristiche FISICHE della montagna, (aumento del ruscellamento ad es.).
          Quanto agli animali che hai citato, hai affermato che coloro che la pensano come noi ritengono i cacciatori come brutti e cattivi. Personalmente non penso che siano brutti e cattivi, penso che esercitino una passione (che non condivido, parere personale, eh!) che per certi aspetti potrebbe anche, in alcuni contesti, essere utile nel contenere specie “invasive”. C’è solo una piccola precisazione: i cinghiali di cui si parla tanto non sono aumentati di numero a causa degli “ultras ambientalisti” come dici tu ma soprattutto a causa di diversi fattori. I più importanti sono: lo spopolamento della montagna e, in primis, gli animali che sono stati liberati in maniera massiccia (anche) da cacciatori soprattutto a partire dagli anni ’50. Non lo dice un “ultras ambientalista”, lo dicono documenti dell’INFS (Istituto Nazionale della Fauna Selvatica che ora fa parte dell’ISPRA). Eccone alcuni che potrai consultare: http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?lang=&item=/documenti/biblioteca/biblioteca_0019.html http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?lang=&item=/documenti/biblioteca/biblioteca_0150_a.html (alla voce cinghiale ci sono alcune indicazioni relative all’evoluzione numerica della specie in Italia).
          Ora che ci siano delle persone che attaccano gli ambientalisti su questi discorsi affermando che i cinghiali siano in gran numero per le loro idee, beh, devo dire che la cosa mi fa sorridere! Poi, vorrei capire una cosa: cosa vuol dire ambientalista? Me lo sono sempre chiesto. Si tratta di una persona che ha a cuore l’ambiente? È cosi? Allora dovremmo essere TUTTI ambientalisti, si dovrebbe parlare di ambiente nelle scuole di TUTTI i gradi mentre non lo si fa (più?). Comunque è strano, se sei una persona che vuole tutelare i monumenti non si dice che sei un monumentista, si pensa piuttosto che si tratti di una persona normale. Per l’ambiente non è così, vabbè, me ne farò una ragione… Sottolineo però che tutti noi (anche tu) viviamo grazie all’ambiente e alle sue risorse quindi se c’è qualche persona che, anche snocciolando dati, parla di reali o potenziali rischi per l’ambiente non deve essere visto come una trave in un occhio ma come una qualcuno che magari ha qualche competenza per dire se un’attività sia realmente dannosa oppure no. E ti posso assicurare che i danni all’ambiente sono tanti e, soprattutto, si sommano l’uno con l’altro senza che:
          1. la maggior parte delle persone abbia conoscenza di ciò che accade, semplicemente perché di ambiente c’è una cultura mooooolto sommaria e pesantemente deficitaria.
          2. spesso non si conoscono nemmeno quali potrebbero essere i danni provenienti da un’attività, Ci si rende conto a posteriori dei danni causati.

          Perché si potrebbe andare in montagna lungo i sentieri con le moto e non, ad esempio, nel centro delle rovine di Pompei? Sarebbe bello fare lo slalom in mezzo ai ruderi. Eppure, immagino che tu sarai d’accordo con me, non si può fare (perché lo dice la legge) e non si deve fare (e ce lo dice il buon senso, quello che abbiamo tutti noi). Tu mi dirai che non sono la stessa cosa, che un sentiero di montagna non è paragonabile ad un monumento, mentre l’ecologia, la zoologia, la geologia, la scienza in genere dice di sì o, meglio, non dice niente in merito ma ci fa capire con i suoi studi che sono entrambi importanti e che devono essere tutelati in egual misura.
          Parli di strade costruite per raggiungere agriturismi e impianti da sci solo che si tratta di strade costruite per garantire alle persone che vivono in montagna di vivere, anche se non nascondo che, fosse per me, anche le strade degli impianti di risalita potrebbero anche essere chiuse dal momento che l’impatto dello sci da discesa (che NON pratico) ha ugualmente degli impatti non trascurabili sugli ambienti montani.
          Mi dici che oltre ad andare in moto pulisci anche i sentieri. Guarda, si tratta di un gesto bellissimo che ho praticato alcune volte in vita mia. Non vuol dire però che “visto che pulisco il sentiero allora posso permettermi di andarci poi in moto”. Le due cose non sono collegate. Posso essere un serial-killer e poi andare tutti i giorni a fare attraversare la strada alle vecchiette con il bastone, ma questo non sminuisce certo le azioni che ho fatto magari la sera prima.
          Per chiudere il mio intervento (scusa è stato parecchio lungo e spero di non aver annoiato nessuno) non si tratta di limitare la libertà degli altri vietando il passaggio delle moto sui sentieri, si tratta di salvaguardare non uno ma una serie di ambienti fragilissimi e unici in tutta Europa e, per alcuni aspetti, in tutto il mondo. Proviamo a vivere la montagna come deve essere vissuta, arrivando in cima a piedi e non come dici tu, con mezzi e tecniche diverse. Lasciamo che almeno lì non roviniamo ulteriormente un ambiente forse ancora integro e senza per forze sentire lo smarmittamento di moto che ruggiscono lungo i sentieri. Ci sono già le tante strade che abbiamo costruito per questo! Non si può andare a scorrazzare lì?
          Spero che tu voglia nuovamente intervenire!

          • memento says:

            ..
            Lasciamo che almeno lì non roviniamo ulteriormente un ambiente forse ancora integro e senza per forze sentire lo smarmittamento di moto che ruggiscono lungo i sentieri. Ci sono già le tante strade che abbiamo costruito per questo! Non si può andare a scorrazzare lì?
            Spero che tu voglia nuovamente intervenire!
            ….
            grazie per la risposta martellot, non mi hai per nulla annoiato, anzi dato ottimi spunti di riflessione.

            ti dico solo che, secondo me, già “sbagli” quando dici



            Tu hai scritto per cercare una soluzione, bene, credo che la soluzione più naturale, più logica, più banale che ci sia, sia quella di impedire alle moto (da enduro, da cross, da strada, quello che vogliamo…) di accedere ai sentieri di montagna. Mi spiace per gli appassionati ma secondo me è l’unica soluzione.


            ogni tipo di moto come ti ho spiegato sopra ha impatti diversi…su enduro e cross ti do ragione…sul trial no..ti linko qua sotto un estratto di uno studio

            http://www.federmoto.it/Portals/0/Repository/Impatto%20Ambientale%20per%20web.77e8c4fe-7318-40d7-86da-9bf9771ace0e.pdf

            in rete se ne trovano altri più dettagliati (ma ammetto più noiosi)

            discorso cinghiali. in passato ci sono state politiche di ripopolamento sbagliate, nei ns comparti alpini residenti e cacciatori hanno chiesto di poter praticare battute di caccia selettive tutto l’anno…inutile dire il “veto” delle molte associazioni ambientaliste

            discorso strade sterrate che portano a “rifugi” (tu che conosci la montagna meglio di me sai che un alpeggio ristrutturato, munito di tutti i confort non merita quel nomer) o impianti di risalita sono delle ferite ben peggiori a quelle di una moto da trial su una mulattiera di pietre….le strade agro-forestali sono state aperte negli ultimi anni con i contributi europei e pilotate dai soliti politi locali….vorrei citare qualche esempio ma è meglio che non mi spingo oltre….sono strade fini a loro stesse…richiedono una manutenzione annua costante che fa bene solo a chi ha l’appalto

            anche io vorrei poter essere cosi intransigente come te a volte, potrei dire “guarda qua, me vivo da sempre in montagna e il sabato e domenica la mia tranquillità è rovinata da villeggianti, automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni, gente lungo i fiumi, ecc ecc”

            ma il Mondo non è mio. la vallata non è mia. Ho lo stesso diritto io di pescare lungo il fiume che la sig.ra di buttare il cane a mollo nella stessa pozza dove pesco…o del ragazzo con il kayak che passa nel tratto che tanto ho faticato a raggiungere…non prenderò più nulla per ore e mi spaventa le trote (pratico quasi sempre catch and release) ma fa nulla….il mondo non ruota attorno alla mia esigenza e alla mia passione….non potrei mai pretendere che fosse cosi, sarebbe troppo egoistico.

            non so quante moto incrociate voi in alta montagna….non parliamo della bassa sotto i 1000m, li i gruppi di enduristi in effetti spopolano….ma sui sentieri quante ne hai viste? 2 o 3 ad uscita? tutte le uscite vedi qualcuno in un rifugio con un trial?

            capisci, se le cose fossero un minimo regolamentate si potrebbero dare dei pass a pagamento…quest’anno diamo 30 permessi da 15€ c/uno per andare al lago xxxxx 30 per quel posto ecc ecc ecc o meglio ancora si danno tot permessi solo per un determinato periodo…con l’inquinamento che c’è vuoi mica dirmi che sono 30 moto a rovinare il mondo? se vuoi veramente delle montagne pulite, allora chiudiamo il traffico a fondo valle, si risale solo più con il treno, scendi e te ne vai a piedi o in bici…ma cosi ammazzi il turismo, la villeggiatura, ecc ecc

            io credo che se limitato nei numeri e veramente controllato (credimi che i motociclisti in regola sono i primi a volte mantenere un buon rapporto con istituzione e associazioni come il cai) un equilibrio si trovi

            parlo da abitante delle terre alte ma non c’è l’ho con nessuno in particolar modo….mi da fastidio, e non lo nascondo, che li stessi che vengono su una volta al mese quando va bene a camminare nelle montagne dietro casa mia poi dettino regole e non provino neanche ad ascoltare

            ma perchè non tornate tutti ad abitare in vallata se adorate cosi tanto la natura? viaggiate con il treno su e giù, si sera si sta bene e sacrificate quelle 2/3h di viaggio come facciamo noi per vivere nel verde…

            le alpi sono un patrimonio e qua non ci piove, ma se risalgo una vallata morta, non frequentata da nessuno, farò cosi male? se uso le mulattiera tra 2 frazioni dimenticate da dio che male c’è? ho visto fare allargare sentieri per gare di corsa in montagna…che se facevamo una cosa cosi per le moto ci tagliavano la testa

            quello che io dico, ma pare che non riesco a farmi capire è che nessuno vuole andare sul colle a 3000m o sulla cima xxxxxx a 4000m ci basterebbe identificare un area “morta”, dove voi non andate a camminare, dove nessuno va ad arrampicare, dove non cresce quell’unico fiore rimasto in tutto il mondo e passare qualche ora di svago senza pensare ai problemi della vita di tutti i giorni che affrontiamo tutti.

            quanti sentieri nella “bassa” tra i 400 e 600m sono stati recuperati, antiche mulattiere pulite benissimo dal cai che l’anno dopo sono già piene di rovi. darebbe cosi fastidio lasciarle in uso ai trialisti, magari tesserati in un MC controllato?

            e questo l’accanimento che non capisco…sempre no a questo no a quello, no non si può convivere ecc ecc ecc

            sono discorsi però estremisti….che non portano da nessuna parte..la % di inquinamento delle moto sui sentieri è cosi minima rispetto alle caldaie, aerei, macchine, navi da crociera, ecc ecc che mi sembra assurdo odiarle cosi tanto…i problemi di ruscellamento si rivolgono con gommature idonee e passaggi diversificati, i problemi di rumore sono risolvibili…scommettiamo che se identifichiamo dei sentieri dove puoi andare solo se si fanno 40db (esempio) contro gli attuali 80 troviamo gente disposta a installare kbkiller per rientrare nei parametri e girare?

            stanno uscendo i primi prototipi di moto elettriche….inquinamento e rumore zero…delle bici senza pedali in pratica……ma anche quelle non andranno bene a qualcuno…basta vedere che il progetto REER in emilia voleva bandire le mtb e i cavalli….tra un po denunceranno la vibram per danni all’ecosistema e si potrà girare solo con le scarpette da arrampicata

            vorrei continuare a parlare con Voi, ma le posizioni troppo estreme senza possibilità di dialogo mi lasciano l’amaro in bocca

            Martellot, ancora grazie per la tua risposta….mi fermo qui e non vado avanti, si scatenerebbero solo dei flame di massa contro di me…pecora nera…forse fanno meglio i miei amici a girare senza pensarci e curarsi di nulla…in effetti mi dicono sempre che perdo solo tempo a cercare di dialogare…forse sono troppo testone 😉

            buone passeggiate e buone vacanze

  8. Beppeley says:

    No alle moto in montagna, dal Cai Bergamo una mappa.
    Appello perché si contrasti il fenomeno: ai soci una scheda per segnalare abusi sui sentieri

    http://www.loscarpone.cai.it/news/items/no-alle-moto-in-montagna-dal-cai-bergamo-una-mappa.html

      • martellot says:

        “Vorrei continuare a parlare con Voi, ma le posizioni troppo estreme senza possibilità di dialogo mi lasciano l’amaro in bocca
        Martellot, ancora grazie per la tua risposta….mi fermo qui e non vado avanti, si scatenerebbero solo dei flame di massa contro di me…pecora nera…forse fanno meglio i miei amici a girare senza pensarci e curarsi di nulla…in effetti mi dicono sempre che perdo solo tempo a cercare di dialogare…forse sono troppo testone“

        Mi spiace che tu abbia ora deciso di andartene dal blog, la discussione mi sembrava interessante!! Il fatto che ti abbiamo risposto mi lascia pensare che forse non siamo proprio “su posizioni troppo estreme senza possibilità di dialogo” altrimenti nessuno avrebbe risposto al tuo primo messaggio. Continuo a ritenere il blog una sorta di “agorà” dove possiamo dircele tra noi, sia che siamo d’accordo sia che non lo siamo. Come in questo caso. Ma secondo me a volte è anche bello parlare con persone che non la pensano come te, anche se hanno (magari) delle idee estreme come dici tu, magari per poi capire che tanto estreme non sono!
        Venendo al discorso sulle moto in montagna, ti ringrazio del pdf che hai postato tu. Non voglio fare il pignolo però il file con il riassunto di uno Studio di impatto ambientale in merito alle moto su sentiero, si riferisce a quello che è solo il primo passo per arrivare ad una verifica di “accettabilità” di un progetto. Nelle prime fasi di proposta, chi desidera fare un progetto che deve essere sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale, deve realizzare, a sue spese, uno Studio di Impatto Ambientale. Tale studio, in fase di verifica, verrà analizzato dalle autorità competenti (Regione, Provincia, Stato, dipende dalle tipologie e dalle dimensioni del progetto) che lo riterranno più o meno accettabile (la fase di Valutazione). Non è detto che uno Studio di Impatto Ambientale vada bene, posso dirti che moltissimi progetti sono stati bocciati a causa di uno studio ambientale carente o perché proprio il progetto era di fatto molto impattante. Te lo dico per esperienza perché Studi di Impatto Ambientale in vita mia ne ho fatti diversi o meglio, ho partecipato per le parti di mia competenza ed ho anche visto ditte che per farti fare lo studio ti chiedono di ammorbidire gli effetti negativi del progetto. Della serie: “io ti pago pertanto tu non puoi sottolineare che un progetto è troppo impattante”. Parlo della mia esperienza, non parlo assolutamente del pdf che hai postato tu, ci mancherebbe! A leggerlo in maniera veloce però mi sentirei già di sottolineare alcuni aspetti. Innanzitutto viene effettuato lo studio in un’unica occasione relativa ad una sola manifestazione (anche se con 350 moto) mentre si dovrebbero prendere in considerazione gli effetti nel tempo con il passaggio di diversi mezzi nell’arco degli anni e in diverse stagioni (ad es. cosa succede dopo una giornata di pioggia intensa?). Inoltre non vedo la segnalazione di impatti sulla fauna selvatica (è il primo studio che vedo che prende in considerazione gli animali domestici e non quelli selvatici, gasp!) e, proprio per essere pignoli anche qui, dovremmo fare studi nel periodo adatto per i censimenti e farli su più anni. Magari per legge è tutto ok e basta la raccolta dati di una stagione ma, sarai d’accordo con me, è ovvio che per le esigenze ambientali un anno solo di raccolta dati lascia il tempo che trova!
        Visto che di professione mi occupo (anche) di questi argomenti, posso solo dire che questo opuscolo (che non rappresenta certo l’intera mole di documenti redatti per l’occasione) non mi fa cambiare idea! Solo per informazione sottolineo che per attività potenzialmente dannose all’interno dei SIC (Siti di Importanza Comunitaria e non Siti di Interesse Comunitario come erroneamente segnalato nel pdf e come indicato dalla normativa di riferimento D.P.R 357 dell’8/9/1997) non si dovrebbe fare la Valutazione di Impatto ma la Valutazione di Incidenza che, di fatto, è una valutazione di impatto mooooolto più approfondita che prende in esame soprattutto le emergenze faunistiche-vegetazionali e più in generale strettamente ambientali del sito in esame. Qui non si parla di questo. Per carità, come ho detto sicuramente sono stati redatti tutti i documenti del caso però il documento che hai postato tu non riesce oggettivamente a far cambiare la mia opinione.
        Nel tempo ho imparato a guardare solo più riviste e pubblicazioni scientifiche se voglio avere delle informazioni precise. Mi spiego meglio. Anche gli articoli che hai postato presi da moto.it lasciano, per me, il tempo che trovano. Come detto, il fatto che gli enduristi abbiano aiutato a ripulire il sentiero non mi fa chiudere un occhio su quello che potrebbero fare con le moto magari il giorno dopo. Personalmente mi servono dati confermati da altre fonti, magari dalla comunità scientifica e non presi da internet su riviste magari anche di parte. Che le moto non creino danni ai sentieri è tutto da verificare, li creano gli animali domestici al pascolo (vedi la cotica erbosa sopra al Nivolet) e vuoi che non la creino le moto? Comunque sia, la prima volta che vedrò un articolo (scientifico) che mi dimostra l’assoluta “innocenza” delle moto in montagna allora sarò pronto a credervi.
        Cambiando discorso, solo una piccola precisazione sui cinghiali: il problema non è la tutela del cinghiale cui si cerca di “ostacolare” la caccia a questo animale durante tutto l’anno ma si sottolinea semplicemente il fatto che la caccia effettuata nelle altre stagioni dell’anno oltre all’autunno può recare danni enormi all’ambiente ed ai suoi abitanti. Il fatto che appunto venga svolta solo in autunno ha una base scientifica. Non parliamo delle associazioni ambientaliste come se fosse loro la causa di tutto quando il “casino” lo hanno fatto altri nei decenni prima…
        Tralasciando comunque il discorso ambiente, mi rendo conto che in tanti altri paesi d’Europa c’è una convivenza tra attività motoristiche e montagna (in senso stretto, mi permetterei di dire) dove di fatto sono state individuate delle aree ove gli appassionati possono esercitare. Questo si è avuto grazie al dialogo, un po’ come quello che facciamo noi qui, ma anche se vedrò motociclisti che magari in un ipotetico domani viaggeranno per (alcuni) sentieri, continuerò a pensare che la montagna non merita questo e che tale attività mal si presta ad un luogo del genere.
        Tu hai scritto: ma il Mondo non è mio. la vallata non è mia. Ho lo stesso diritto io di pescare lungo il fiume che la sig.ra di buttare il cane a mollo nella stessa pozza dove pesco…o del ragazzo con il kayak che passa nel tratto che tanto ho faticato a raggiungere…non prenderò più nulla per ore e mi spaventa le trote (pratico quasi sempre catch and release) ma fa nulla….il mondo non ruota attorno alla mia esigenza e alla mia passione….non potrei mai pretendere che fosse cosi, sarebbe troppo egoistico.
        Appunto il mondo non è tuo. E neanche mio. Proprio per questo sento che devo entrare nell’ambiente montano, in un bosco, nel prato dietro casa tua (sempre che non sia cintato altrimenti non ci entro!) in silenzio e in maniera proporzionata al contesto. E personalmente ritengo che l’entrarci con una motocicletta non sia il modo migliore di entrarci. E, soprattutto, “costringi” tutti quelli che hai attorno a sentire le moto che arrancano sul sentiero. Anche se non lo vogliono! Se io mi fermo a fare due foto non do fastidio a nessuno, se tu mi passi di fianco con una moto mi dà fastidio! Se proprio volessi sentire il rumore di un moto non lo vorrei sentire in un sentiero di montagna, ma magari in una pista da motocross o trial a fondovalle.
        Anche quando mi dici in maniera ironica che potremmo chiudere le strade a fondovalle, beh, Zermatt da molti anni la raggiungi senza le auto ma la villeggiatura non ne ha affatto sofferto. Anzi, credo che i più che si recano a Zermatt vadano lì, oltre che per stare sotto al Cervino o all’hymalaiano versante nord del massiccio del Rosa, anche per stare lontano dal traffico e dai mezzi motorizzati in genere. Sottolineo che almeno da alcuni anni ha sempre maggior successo un turismo verde che sta spopolando.

        Ritengo pertanto che i sentieri di montagna non siano il luogo più indicato per tali attività! La storia montana, le sue emergenze ambientali e culturali non prevedono, a mio modesto parere, la sua frequentazione con queste modalità. Nel rispetto delle idee di tutti, ti/vi auguro di poter svolgere la vostra attività divertendovi ma, dal mio punto di vista, spero che tale attività rimanga lontana dai sentieri, magari a fondovalle ma non lungo i sentieri!
        Buone vacanze anche a te!

        • memento says:

          grazie ancora x il tempo che mi dedichi,
          vedo con piacere che sei molto preparato. Lo studio come ti ho detto era una cosa minima per “dimostrare” che degli studi vengono fatti…come ogni cosa a pagamento, sono sicuro che come dici tu se io ti pago per dimostrare che non faccio danno tu devi minimizzare i segni o chiudere un occhio…su questo ne sono certo perchè in Italia tutto funziona cosi.

          Purtroppo in fondo valle abbiamo gli stessi problemi che abbiamo a 3000m (per esempio)…per questo dico che dovremo trovare una quadra…ci sono un casino di sentieri mezzi abbandonati che abbiamo riaperto pulendo che nessuno si fila perchè ex collegamenti tra alpeggi abbandonati o ex mulattiere che fanno un piccolo colle non frequentato da nessuno….sotto i 1000m credo che gli amanti della montagna facciano solo passeggiate tranquille, dalla collina alla montagna bassa

          sul discorso rumore hai perfettamente ragione…il rumore che sento da altri motociclisti, spesso da fastidio anche a me..proprio perchè non adottano comportamenti atti a salire con il minimo disturbo….se mi senti girare lo fai per pochi metri, proprio xk doso il gas fino a 1/4 1/3 della manopola…chi abusa di manate di gas, scava per avanzare, ecc ecc lo fa senza nessuna tecnica…queste persone sono il primo a dire che sono la rovina della categoria.

          Non conoscevo Zermatt, mi sto informando e spero in futuro di poterlo visitare…nonostante amo andare in moto mi piace anche camminare…credo però che il modello funzioni proprio per la sua unicità…immaginati la val di susa chiusa ad avigliana, le valli di lanzo a lanzo, la val di locana a pont ecc ecc

          questi posti unici funzionano per la loro esclusività (come per Cap d’Agde, per molti posto della perdizione in terra), difficilmente replicati qua e la prendono e funzionano nello stesso modo.

          il motociclista vuole andare in moto ovunque
          l’escursionista non vuole vederlo se non in qualche recinto tra trial/cross

          la via di mezzo sarebbe venirsi incontro…come tante amministrazioni stanno facendo concedere piccole aree/sentieri al trial

          mettendomi nei tuoi panni, adesso che me lo dici (e ti ringrazio), mi chiedo perchè ti danno cosi tanto fastidio le moto. è il rumore in se? i danni che possono provocare al terreno (anche se ti assicuro che dopo una gara di trial o mulatrial non vedi segni se non di erba pestata, proprio perchè le gomme non scavano…e una disciplina che si basa sull’aderenza e trazione…se la perdi ti fermi)? l’idea che qualcuno si diverta in moto violentando quella che è un terra da tutelare?

          io spesso mi metto nei panni di voi escursionisti, ho sempre cercato di fare sentieri abbandonati e mezzi chiusi, preferendo passare tra i rovi che dovermi sentire trattare da terrorista da qualche escursionista particolarmente “caldo”. quando incrocio qualcuno sono abituato a spegnere la moto e aspettare che passi, togliendomi il casco e salutandolo gentilmente, quasi a voler farmi riconoscere e chiedere scusa della mia presenza in quel posto.

          ho provato per anni a stare senza moto e ad andare in montagna solo a piedi …alcuni amici di sono dati al downhill in bici o al mtb…salgono dagli impianti di risalita sulla seggiovia e si buttano giù a rompi collo…io preferisco girare al passo e passeggiare guardandomi attorno…a piedi so che posso farlo lo stesso ma in moto posso coprire più km e posti

          da quando ho abbandonato l’enduro per i motivi di cui sopra (esco per staccare la spina e divertirmi, sentirmi le prediche che rovino il mondo mentre ogni fabbrica fa cosa vuole, ogni discarica cola percolato, ogni casa versa qualcosa nel fiume/fosso, e tutti lo sanno, alla lunga stufa) sto girando prevalentemente su sentieri autorizzati…ma anche qui spesso si incontrano personaggi che ti placcano e ti gridano dietro.

          girando per anni nei boschi mi è capitato tantissime volte di aiutare qualcuno, dal vecchietto a segare il tronco alla sig.ra a portare la cassetta di frutta in casa….spostare tronchi, chiudere sentieri o tagliare rovi.

          è vero, il ns resta un sport illegale e le miei buone azioni non mi autorizzano a passare in una mulattiera…ma lo faccio con passione, tanto andare in giro quando rispettare e aiutare quelli che trovo nei miei giri.

          i blog è forum sono un agorà, hai ragione….ma se tu parti da A e io da D e non siamo pronti ad avvicinarci tu a B e io a C che senso ha? tu mi racconti le tue e io le miei…e alla fine ne abbiamo come prima…possiamo farci un pensiero sopra, trovarci a bere un caffè insieme ma li finisce. quello che vorrei vedere è un passo di apertura della categorie…tanto la mia (piena di teste calde che pensano che ogni sentiero sia una prova speciale) quando di Voi un po più tolleranti e pronti ad concederci il minimo che chiediamo.

          so che tempo fa un motoclub del torinese e una sede del cai della pv di torino hanno avuto battibecchi anche sui giornali, le discussioni erano simili a queste purtroppo

          nel mio piccolo so di fare una cosa “fuorilegge”..la cosa mi da fastidio e pagherei per essere in regola…negli anni mi sono dato al trial e sto girando principalmente in sentieri autorizzati…il peccato è che anche cosi c’è da dire…una regolamentazione generale, come diceva Serpillo1 alcuni post fa credo sia doverosa…ma credo che solo insieme si possa trovare la “quadra”

          colgo l’occasione per congratularmi del Vs sito, molto bello e mi riporta spesso alla mente escursioni fatta da ragazzo con gli altri “aquilotti”

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