W la montagna!

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Quando le masche ballavano al Piano della Mussa

Gorgia di Balme

(archivio Gianni Castagneri)

I miti e le leggende (dispositivi mentali formidabili che le popolazioni tramandavano per spiegare i fenomeni naturali e l’origine del mondo) sono scomparsi ai tempi di internet o ci permettono ancora di elaborare, di fronte alla crisi, progetti e sogni per il nostro futuro?

Vi presento, grazie a Giorgio Inaudi “le masche, mascoùn, i foulàt” che popolano Balme..

Sono molti i viaggiatori, anche illustri, che, giunti a Balme per la prima volta, furono affascinati dalla cupa e selvaggia bellezza dei luoghi. Una bellezza che, durante il giorno, può apparire severa e grandiosa ma che diviene sinistra e spettrale al crepuscolo, quando la luna si alza ad illuminare le grandi pareti rocciose che incombono sul villaggio, ormai lambito dalle ombre che salgono dalla Gòrdji, la cascata dove precipitano le acque gelide dello Stura.

Non è più la montagna solare, idilliaca ed oleografica delle cartoline, ma un mondo misterioso e inquietante, che ne prende il posto ogni sera, dove la soglia tra la realtà e il soprannaturale non appare più così precisa e netta. Un mondo dove sembrano diventare possibili incontri che altrove non avvengono, se non nei sogni e negli incubi. Leggi il resto dell’articolo

Monte San Bernardo – Val Maira

SantuarioLa partenza, da San Costanzo al Monte (siamo a Dronero in provincia di Cuneo), merita già un’escursione nella storia e nella leggenda racchiuse nel suo antico Santuario. Se una tal meraviglia fosse all’estero, magari in un paese nordico, ci sarebbe la coda fuori dall’ingresso… ed invece in una giornata di mezza primavera, non particolarmente bella, si sono presentati solo tre visitatori durante tutta la giornata.

San Costanzo, soldato della Legione Tebea (con la leggenda della sua decapitazione sulle pendici del Monte San Bernardo) i richiami al drago incatenato da San Bernardo da Mentone, la riserva naturale dei “Ciciu d’pera” che si trova poco distante, i racconti di origine pagana e i monaci benedettini che si presero cura dell’abazia e delle anime… sono tutti degni e succosi ingredienti per un altro post approfondito e per volare sulle ali della storia e della leggenda..

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Nubi nere all’orizzonte…

nubi grigie

Tratto dal bollettino meteo di Nimbus di venerdì 17 maggio:

Precipitazioni: fino al primo pomeriggio rovesci a tratti tra valli di torinesi, Lanzo, del Canavese, Valle d’Aosta, Biellese, Sesia e Verbano; nel pomeriggio si riattivano i temporali anche su restanti zone montane in estensione in pianura tra Cuneese e Torinese con locali nubifragi e grandinate, specie sull’area torinese, in spostamento verso Canavese, Valle d’Aosta sud-est e nord Piemonte.

Qui il link tratto dal quotidiano “La Stampa” dove si  possono osservare gli effetti dei violenti nubifragi (le prime foto riguardano Torino e il Po, dalla foto n.5 in avanti si riconoscono alcune zone delle Valli di Lanzo-Pessinetto, Funghera, Ceres-). Leggi il resto dell’articolo

Senza parole

cartello

Sulla carrareccia per raggiungere il Monte San Bernardo (Val Maira)

Scartablàri d’la modda d’Séreus (Valàddeus eud Leuns)

copertina vocabolarioPresso una gremita Sala Consiliare del Comune di Ceres (TO) gli autori Diego Genta Toumazìna e Claudio Santacroce – insieme al Sindaco Davide Eboli – hanno presentato sabato 27 aprile il volume dello Scartablàri d’la modda d’Séreus (Valàddeus eud Leuns) – Vocabolario del Patois Francoprovenzale di Ceres (Valli di Lanzo).

La lingua è viva ed in continuo movimento. Mi piace paragonarla ad una sorgente:  sgorga pura ma prima di giungere alla foce si contamina.

Questo vocabolario è la base di partenza per fissare vocaboli magari in disuso o dimenticati e parlati solo più da qualche anziano del paese.

Tramandare il patois non è una lotta contro il tempo, la contaminazione esiste.  Prima dal piemontese e dall’italiano e poi, chissà, le prossime saranno il cinese ed il rumeno o l’arabo a contaminare questa parlata.

In nome di un’unità nazionale e quindi di un’unica lingua, non si insegnava ai piccoli il proprio dialetto per paura che, giunta l’età scolare, questi non sapessero parlare correttamente l’Italiano.  Diversi studi dimostrano, invece, che i bimbi avendo a disposizione più codici linguistici (ad esempio il dialetto e  l’italiano) apprendono più facilmente anche altre lingue. Leggi il resto dell’articolo

“Venti” di montagna

logoRicevo ed inoltro volentieri invito della Società Storica delle Valli di Lanzo che presenta l’uscita del DVDLa Collana editoriale. I-XX (1955-1976)contenente la riproduzione digitale anastatica dei suoi primi venti volumi pubblicati ed esauriti da molti anni e il 120° volume della collana “Pagine nuove. Giovani autori per la storia e la cultura delle Valli di Lanzo – 3“.

Sabato, 18 maggio in Lanzo Torinese, Sala comunale presso l’ATL – via Umberto I, 9 – dalle ore 17:00.

Fiou at San Giàn

La peonia selvatica non ho avuto ancora la fortuna di vederla perchè non sarei riuscita a dimenticare i suoi grandi fiori rossi ma ricordo molto bene quella viola porpora in giardino da mia mamma che a maggio ce ne regalava di splendidi.

Riporto uno scritto di Ariela Robetto che parla  di questa pianta e del perchè, a Balme, viene chiamata fiore di San Giovanni.

Paeonia_peregrina da wikispeciesGli storici Giovanni e Pasquale Milone, nel loro studio relativo alle Valli di Lanzo del 1911, scrivevano: «Una cinquantina d’anni fa in Balme usavasi ancora il giorno di S. Giovanni Battista ornare esternamente la cappella della Visitazione con fronde e fiori, in particolare con peonie selvatiche, che diconsi ivi fiori di S. Giovanni, nonché inalzare presso la stessa cappella una specie di albero della cuccagna, adorno di fiori e di nastri».

La ricorrenza del Battista doveva essere particolarmente sentita in paese sin dai tempi della sua costituzione, portando il nome del santo colui il quale può essere considerato il capostipite dei balmesi, Gioanni (Jouan) Castagnero Ljintch.

La cappella della Visitazione della Beata Vergine, o di Sant’Urbano, venne costruita nel 1608; nel 1674, come riferisce la Visita Pastorale dell’Arcivescovo monsignor Michele Beggiamo, era chiusa davanti con cancelli, presentava un’icona dipinta sul muro ed apparteneva alla comunità. Leggi il resto dell’articolo

Senza segreti?

ghiacciai

La GlacierWorks è un organizzazione non-profit che documenta l’arretramento, le modifiche dei ghiacciai himalayani e porta alla luce  i cambiamenti climatici grazie alla scienza, all’arte e all’ avventura.

E’ stata fondata da David Breashears (alpinista, fotografo e regista) ed attraverso le spedizioni “fotografiche” cattura lo stato attuale dei ghiacciai rendendolo accessibile a tutti e  non solo agli alpinisti provetti che si cimentano nelle ascensioni.

Ad esempio, grazie a questa foto del ghiacciaio Khumbu in gigapixel, cliccandoci sopra,  puoi osservare e muoverti usando i tastini alla base dell’immagine. Leggi il resto dell’articolo

Ciriè – Lanzo

Ceres - StazioneIn Italia tutti i cultori della storia di treni e delle ferrovie sanno dov’è Ceres. Non perché conoscano a memoria gli orari ferroviari ma perché è il capolinea di una piccola grande ferrovia. Una linea romantica per il bel paesaggio attraversato. Interessante per le tecniche innovative che l’hanno contraddistinta negli anni. Tratto di molte corse speciali del Museo Ferroviario Piemontese. E per molti anni museo vivente essa stessa, dal momento che nel 1982 era ancora esattamente come quando era stata elettrificata, nel 1920.  Massimo Condolo

Chi meglio dell’autore del libro “Torino-Ceres – 140 anni di storia” può introdurre la Cirié-Lanzo? (così affettuosamente chiamata da noi torinesi la ferrovia Torino-Ceres). Leggi il resto dell’articolo

Passi

01 scarponi escursionismo“Passo” non è semplicemente la distanza che separa i nostri piedi quando si cammina.

Non è solamente un collegamento tra valli o tra località attraverso una catena montuosa.

E non è la struggente canzone-dialogo “Mille passi” di Chiara e Fiorella Mannoia che conta i passi di distanza tra due persone che si allontanano.

E’ anche una parola inserita nel titolo della relazione annuale 2012 della CIPRA che parla di persone che si impegnano per la vita nell’arco alpino verso uno sviluppo sostenibile e dei loro “Milioni di passi per le Alpi” che sono stati fatti – dalla fondazione nel 1952 ad ora –  Qui il link.