Scartablàri d’la modda d’Séreus (Valàddeus eud Leuns)

copertina vocabolarioPresso una gremita Sala Consiliare del Comune di Ceres (TO) gli autori Diego Genta Toumazìna e Claudio Santacroce – insieme al Sindaco Davide Eboli – hanno presentato sabato 27 aprile il volume dello Scartablàri d’la modda d’Séreus (Valàddeus eud Leuns) – Vocabolario del Patois Francoprovenzale di Ceres (Valli di Lanzo).

La lingua è viva ed in continuo movimento. Mi piace paragonarla ad una sorgente:  sgorga pura ma prima di giungere alla foce si contamina.

Questo vocabolario è la base di partenza per fissare vocaboli magari in disuso o dimenticati e parlati solo più da qualche anziano del paese.

Tramandare il patois non è una lotta contro il tempo, la contaminazione esiste.  Prima dal piemontese e dall’italiano e poi, chissà, le prossime saranno il cinese ed il rumeno o l’arabo a contaminare questa parlata.

In nome di un’unità nazionale e quindi di un’unica lingua, non si insegnava ai piccoli il proprio dialetto per paura che, giunta l’età scolare, questi non sapessero parlare correttamente l’Italiano.  Diversi studi dimostrano, invece, che i bimbi avendo a disposizione più codici linguistici (ad esempio il dialetto e  l’italiano) apprendono più facilmente anche altre lingue. Leggi il resto dell’articolo