Torre d’Ovarda (3069 m)

diapositivaReduce da una serata organizzata dal Corso Base di Escursionismo del C.A.I. UGET Torino,  in cui si affrontava il primo soccorso, la chiamata del 118 e l’organizzazione del Soccorso Alpino, ho ritenuto interessante riportare un articolo (più sotto) scritto dal nostro amico Giorgio Inaudi per Barmes news n.15 che parla di un intervento accaduto negli Anni ’20 del secolo scorso.

Oggi il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, che fa parte del Club Alpino Italiano ed è un’associazione di volontariato senza scopo di lucro, è nato ufficialmente nel 1954 ma il grande spirito di solidarietà delle genti di montagna ha sempre permesso, anche prima di quella data, il soccorso in montagna  fin dalla nascita del C.A.I. (1863).

La Repubblica Italiana, con Legge 74/2001, ha riconosciuto al C.N.S.A.S. la funzione di Servizio di Pubblica Utilità sul territorio nazionale. Leggi il resto dell’articolo

Progetto recharge.green

faggeta“Il progetto recharge.green rientra nella Priorità 3 – Ambiente e prevenzione dei rischi e contribuisce in particolare agli obiettivi del programma Spazio alpino a livello di protezione e gestione dell’eredità naturale e culturale per uno sviluppo sostenibile. Esso accresce la gestione dell’impatto dei cambiamenti climatici rafforzando la resilienza degli ecosistemi. Il progetto applica una strategia trasversale, coinvolgendo sia i fornitori di energia elettrica che la società civile nel processo di espansione della produzione di energia da fonti rinnovabili”.

Ricevo e ben accolgo questa mail che interamente riporto:

Oggetto: Preannuncio convegno internazionale sulle energie rinnovabili e invito alla newsletter del progetto recharge.green

 Gentili Signore, egregi Signori,

Il potenziale energetico da fonti rinnovabili delle Alpi è immenso. Tuttavia questo significa aumentare la pressione sulla natura. Quant’è l’energia attualmente ricavata nelle Alpi dall’acqua e dal vento, dalla biomassa e dal sole? Quanta ne sarebbe teoricamente ricavabile e quale grado di utilizzo delle energie rinnovabili sarebbe tollerabile? In questo periodo i partner del progetto recharge.green stanno lavorando intensamente per rispondere a queste domande. Nell’ambito di un convegno internazionale in Svizzera presenteranno al pubblico i primi risultati discutendoli con esperti e persone interessate. Segnate la data fin d’ora sulla vostra agenda: 12-13 novembre, Briga/CH. Il programma provvisorio del convegno verrà comunicato nel mese di giugno. Leggi il resto dell’articolo

Punta Quinzeina

ChiapinettoE’ una primavera umida e fresca, con anomalia negativa ma non eccezionale come lo dimostra l’ARPA Piemonte grazie ad una relazione meteo-climatica. Non so se è un caso, ma il tempo continua a peggiorare sempre nei fine settimana e così decido  di recarmi in montagna durante un dì lavorativo: il regalo fattomi per il mio compleanno, sebbene un po’ tardivo.

Prima di partire per l’escursione, recupero  informazioni aggiornate sulla zona bussando all’amico GP il quale la Bella Dormiente la saluta tutti i giorni dalla sua finestra, o quasi. Le notizie che mi propina sono esaurienti, come sempre, e soddisfano le mie domande.

Lascio così l’auto a Chiapinetto, una borgata ubicata poco a monte di Frassinetto. Calzo gli scarponi ed indosso lo zaino: il campanile rintocca le 8 di mattina. In lontananza, nei boschi, un rumore di motosega quasi preannuncia una primavera piovosa ed un’estate molto breve… la stessa idea che mi viene suggerita dalle formichine quando le osservo nei loro movimenti frenetici alla ricerca di cibo e nella loro smania di saccheggiare la casa delle Valli di Lanzo.

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Ritorno a Cima Sasso

DSCF5168Come era stato anticipato nel post su Cima Sasso, il 25-26 Maggio ci siamo tornati con gli amici del CAI di Lanzo. L’escursione, perfettamente fattibile in giornata, è stata spezzata in due giorni per renderla più godibile data la distanza da percorrere in auto.

Le previsioni meteo sfavorevoli ed una serie di contrattempi hanno fatto si che ci siano state molte rinunce ed alla fine siamo rimasti solo in cinque. Nonostante tutto, il tempo ha deciso di premiarci e le due giornate sono state discrete e molto meglio delle previsioni….peccato per chi non ha potuto venire!

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Gian Piero Motti

Siamo ormai quasi giunti alla strada asfaltata: notiamo una croce in ferro battuto posta sul ciglio della sterrata, in un luogo quanto mai scuro e atro. Sui bracci orizzontali alcune iniziali “G.P.M.” e una data “22 – 6 – 1983”. Intuisco immediatamente essere il luogo in cui trovò la morte Gian Piero Motti in quel solstizio d’estate di tanti anni or sono.

M.C.

Gian Piero Motti

Trent’anni fa ci lasciava il grande Gian Piero Motti (6 agosto 1946 – 22 giugno 1983).
Grazie a Bruno Visca (CAI Lanzo) per la foto

Purtroppo non ho avuto l’onore di conoscere personalmente Gian Piero Motti.

Ho potuto conoscerlo solo indirettamente grazie ad un suo libro “I Falliti e altri scritti” (n. 45 della serie “I Licheni” della Vivalda Editori) e a Marco Blatto con i suoi libri e con quanto ha scritto qui, su questo blog. Di sicuro Marco ha l’onore di aver saputo interpretare correttamente il più che abusato pensiero di Gian Piero Motti.

Ma, forse, chi mi ha fatto di più capire questo personaggio straordinario sono i paesaggi della bellissima Val Grande di Lanzo che tanto amava.

Credo di poter dire che Gian Piero Motti era un “visionario”, come sicuramente potrà confermarmi Marco Blatto. Lo era non solo quando osservava le pareti di roccia della Valle dell’Orco o quelle del Vallone di Sea, ma anche sicuramente quando intravedeva, nei decenni che poi verranno, quali sarebbero stati i maggiori pericoli per l’intera umanità. Leggi il resto dell’articolo

Il ponte delle Scale

Ponte delle Scale…ma la valle si restringe ancora, di rado scorgersi la Stura a grande profondità,  finchè il Ponte dell Scale (era stato ricostruito in pietra nel 1584 (VII;57) verso il 1606 un’inondazione che desolò la Val d’Ala lo distrusse per la prima volta), ardito, ad un arco solo, appare sull’acqua, e deve mettere una nota assai triste nel paesaggio, per chi non ignora che a poca distanza da quello, trovasi il comune di Pertusio (VII; 58) che già danneggiato da forte inondazione nel 1645, andò distrutto per sempre dalla Stura il 17 di settembre del 1665, dopo un violento temporale; ed una tradizione ricordata dagli alpigiani narra che i suoi abitanti perirono tutti, travolti insieme al gregge dalla violenza dell’acqua. – Le Valli di Lanzo – Bozzetti e leggende di Maria Savi Lopez, Torino, 1886, Libreria Editrice Brero.

Leggendo il commento di Ariela Robetto al post Quando le masche ballavano al Piano della Mussa, che ci incanta con un’altra leggenda che vede coinvolta la zona di Pian Soletti,  mi è venuto in mente il bel ponte delle Scale, situato poco sotto la chiesetta – siamo a l’anvers (versante in ombra)  della Val d’Ala -,  che  collegava il Comune di Ceres con Ala di Stura ed il resto della Valle. Più volte distrutto nel corso dei secoli dalle alluvioni, ed altrettante volte ricostruito subito dopo, ha visto, sembra, la sua fine definitiva dopo la piena devastante dell’ottobre 2000. Da bimba, con mia nonna, camminavo sulla mulattiera pulita fino alle malghe Le Quaie. Per me (bimba cittadina) era sempre un’emozione nuova arrivare là, sentire il rumoreggiare della Stura, avvicinarsi al Ponte ed immaginare di trovare strani personaggi che mi sbarravano la strada e pretendevano un obolo per poi scomparire… Probabilmente sono gli stessi folleti (foulàt) che hanno nascosto a casa mia il negativo della foto qui pubblicata (o è solo il mio disordine?) tant’è che sono andata a rifotografarla a casa di una mia amica che la tiene  appesa ad una parete.

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Amministrazione e Vassola

Chialamberto

Comune di Chialamberto (To – Val Grande di Lanzo)

Dalla Provincia di Torino ci viene comunicato (prima dello scorso Natale 2012) che non ci sono novità in merito ai progetti della Clear Energy.

Ricordo, per chi non ha seguito i post precedenti, che nel Comune di Chialamberto -Val Grande di Lanzo- sul Torrente Vassola e sul Rio Paglia incombe un progetto di captazione dell’acqua per produrre energia elettrica. Il luogo scelto per costruire l’impianto idroelettrico è uno dei più belli e selvaggi di tutte e quattro le Valli di Lanzo.

Apprendo dal sito dell’Arpa Piemonte, che consulto per il meteo e non solo, della pubblicazione dell’Atlante dei conoidi alluvionali in Piemonte. E’ stato il Dipartimento Tematico Geologia e Dissesto dell’Arpa Piemonte che lo ha pubblicato, grazie al progetto di cooperazione transfrontaliera sulla gestione e sui rischi naturali che incidono sui territori montani chiamato ”Interreg ALCOTRA Risknat”. Questo documento racchiude un inventario dei conoidi alluvionali piemontesi e numerose schede monografiche di approfondimento (le schede sono state redatte in collaborazione con la sezione di Torino del Centro Nazionale delle Ricerche -CNR-IRPI).

Per pronto riferimento segnalo che i conoidi alluvionali sono forme a ventaglio del rilievo collinare o montano generate dall’accumulo in tempi geologici del materiale solido trasportato dai corsi d’acqua allo sbocco delle valli. Leggi il resto dell’articolo