Punta Quinzeina

ChiapinettoE’ una primavera umida e fresca, con anomalia negativa ma non eccezionale come lo dimostra l’ARPA Piemonte grazie ad una relazione meteo-climatica. Non so se è un caso, ma il tempo continua a peggiorare sempre nei fine settimana e così decido  di recarmi in montagna durante un dì lavorativo: il regalo fattomi per il mio compleanno, sebbene un po’ tardivo.

Prima di partire per l’escursione, recupero  informazioni aggiornate sulla zona bussando all’amico GP il quale la Bella Dormiente la saluta tutti i giorni dalla sua finestra, o quasi. Le notizie che mi propina sono esaurienti, come sempre, e soddisfano le mie domande.

Lascio così l’auto a Chiapinetto, una borgata ubicata poco a monte di Frassinetto. Calzo gli scarponi ed indosso lo zaino: il campanile rintocca le 8 di mattina. In lontananza, nei boschi, un rumore di motosega quasi preannuncia una primavera piovosa ed un’estate molto breve… la stessa idea che mi viene suggerita dalle formichine quando le osservo nei loro movimenti frenetici alla ricerca di cibo e nella loro smania di saccheggiare la casa delle Valli di Lanzo.

legna accatastata

Le basse temperature notturne e l’instabilità meteo fanno sì che la Quinzeina sia ancora imbiancata. La punta nord ha tanta neve. Osservando la sud, invece, noto che solo la base della croce è lambita: anziché il percorso che termina con la cima nord opto quindi per quello che porta alla sud mentre le nuvole fanno già capolino sulla vetta.

Quinzeina da Chiapinetto

La mia ascensione, dopo il Colle di Pian Mungel (1645 m), avviene tra le nuvole… dalla Valle Sacra salgono come onde, per poi infrangersi e scendere nella Val Soana. Mi volto spesso indietro per memorizzare la traccia del rientro: segnavia bianchi e rossi (a volte sbiaditi) si incrociano ed alternano con bolli gialli ed ometti.

segnavia

Mi mancavano solo gli ultimi 300 metri per raggiungere la cima ma la Bella Dormiente ha deciso di indossare un cappello e di nascondersi nella fitta bruma. Mi sono seduta confidando nel diradarsi della nebbia ma nulla. La temperatura è scesa e indosso così guanti e cappello di lana. Ho poi rimpianto questa frescura immergendomi, in macchina, nella strada del ritorno a casa quando ormai ero nella pianura canavesana.

pianura

Dalla nebbia spunta in lontananza un puntino verde fosforescente che si materializza, quasi vicino a me, in una persona. E’ un giovane del C.A.I. di Cuorgnè. Ha camminato, in parte, sul mio percorso originario, da me abbandonato sia ascoltando le informazioni di GP e sia osservando la Punta pochi metri dopo avere lasciato l’auto. Il collega del C.A.I mi conferma che la neve è dura e mi dice che ha usato i ramponi e la piccozza per percorrere il pendio in sicurezza.

Quinziena

Continuando a chiacchierare ho scoperto che ha vissuto esperienze molto simili alle mie sia in montagna che all’interno del C.A.I. Mi ha così raccontato la sua voglia di trasmettere agli altri la proprie conoscenze e il desiderio di far crescere le persone in gruppo, le difficoltà incontrate nel realizzare questo sogno, la chiusura degli abitanti di fronte agli slanci della giovinezza ed alla novità in genere.

mandria al pascolo

Avevo immaginato di trascorrere una giornata senza vedere anima viva ed invece incontro una coppia appassionata di narcisi e che si sposta in valle alla ricerca della foto perfetta, incrocio l’incedere frettoloso dei margari composto da una giovane famiglia che sta scendendo a valle per commissioni dopo aver “allargato” le vacche nel prato vicino alla malga. Infine mi imbatto in un’escursionista accompagnato dal suo fedele cane.

narcisi Quinzeina

Qui ho colto l’attimo, magia di un istante. Sono riuscita a bloccare nella mia mente e nelle mie foto una splendida fioritura di narcisi. Nelle Valli di Lanzo non ho mai visto una tale meraviglia. Un profumo così intenso ma non prepotente mi ha convinta a fermarmi e a sostare dopo la discesa dalla cima.  Seduta sopra un sasso parevo un marinaio nella sua barchetta che solcava acque verdi tempestate di bianco.

Nuvole grigie stazionano sopra la mia testa. Piove proprio durante gli ultimi metri in discesa, prima di terminare la mia escursione.

Seduto su di una panca appoggiata ad un muro sbilenco di una casa, un anziano della borgata si prepara per la pennichella. Sento una cantilena: “la piöva a l’è la piöva, la piöva a  l’è na piöva d’avril”. Mi saluta e continua a canticchiare… “Cerea madamin, la piöva a l’è la piöva, la piöva a  l’è na piöva d’avril” (buongiorno signora, la pioggia è la pioggia, la pioggia è noiosa).

***

Punta Quinzeina di Santa Elisabetta (cima sud) 2231 m

Partenza: Chiapinetto (1113 m, provincia di Torino)

Difficoltà: E (escursionistico)

Periodo: da giugno a ottobre

Dislivello: 1118 m

Segnavia: AVC (Alta Via Canavesana), 650, 909

Durata: 3h 30′ (tempo complessivo per la salita)

Acqua: località Casone basso (1874 m)

Cartografia: carta n. 04 “VALLE SACRA, Frassinetto – Belmonte – Alice Sup.” scala 1:20.000 della MU edizioni; Carta n. 16 “Dora Baltea Canavesana, Valchiusella, Valle Sacra” scala 1:25.000 della “Escursionista & Monti editori”.

Partendo da Chiapinetto 1113 m (una delle più antiche borgate di Frassinetto: merita fermarsi un attimo per apprezzare il suo nucleo abitativo che è di origine tardo-medioevale) si imbocca una stradina che attraversa il paese e continua fino al bivio a quota 1270 m (c’è segnavia con indicazioni Confier, Santa Elisabetta, Punta Quinzeina, Lago Quinzeina e Alpe Colli). Si segue per Confier – Santa Elisabetta.

Poco più avanti c’e’ un altro bivio con indicazioni – segnavia “Moschietto – Raie” – e si imbocca la stradina sulla sinistra.

Lasciandosi alle spalle i pascoli, si arriva a quota 1645 (Colle di Pian Mungel) con un’indicazione per Frassinetto e per Punta Quinzeina.

A 1701 m c’è un altro bivio (segnalato da un grosso ometto) per il Lago Quinzeina e per la Punta Quinzeina: si sale per la Punta.

Da qui in avanti il sentiero è più evidente perché segue la dorsale. Si alternano segnavia gialli a quelli bianchi e rossi.

Il ritorno è sullo stesso percorso della salita.

***

La Bella Dormiente

Info serpillo1
Frequento praticamente da sempre le Valli di Lanzo, mi piace "rallentare", nel mio tempo liberato, facendo escursionismo tutto l'anno. Sono accompagnatrice nel C.A.I.

6 Responses to Punta Quinzeina

  1. ventefioca says:

    Brava che ci hai provato! Gp

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  2. popof1955 says:

    L’importante è avere sempre un’altra possibilità, e l’avrai 😉

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  3. flaco says:

    Avrà anche fatto freddo, ma mi è piaciuta la freschezza di questa narrazione. Bell’esperienza!

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