Laghi del Seone e Colle della Terra d’Unghiasse

Vallone di VassolaPer introdurvi a questa escursione molto affascinante, che si svolge in un Vallone davvero stupefacente, riporto prima quanto ha scritto Roberto Bergamino nel libro Andar per laghi nelle Valli di Lanzo (Lanzo, anno 2000) e poi quanto invece ha scritto Gian Marco Mondino sul bimestrale Panorami – vallate alpine (n. 37 – 2° trimestre 2000), altro straordinario e profondo conoscitore delle Valli di Lanzo.

Se poi questi due signori non vi hanno convinto a mettere lo zaino in spalla, allora potete ancora tentare un affondo geomorfologico che il gentile Marco Blatto ha scritto nel 2010 per i Camosci bianchi: Il Vallone di Vassola: un museo del “paesaggio naturale” a cielo aperto.

Nel frattempo vi segnalo che domenica 14 luglio 2013 il CAI Uget Torino organizza proprio quest’uscita: qui la locandina (pdf 175 KB).

Ascoltate cosa ci dice Roberto Bergamino di quest’escursione:

Si risale, per raggiungere i laghi, tutto il Vallone di Vassola. I Laghi del Seone sono degli autentici gioielli incastonati nella selvaggia bellezza del vallone, in particolare è molto suggestivo il lago inferiore (m 2520). Molto interessanti anche i piccoli borghi che si trovano all’inizio dell’escursione: Vonzo e Chiapili. Le case che costituiscono i due abitati sono stati brillantemente ristrutturate mantenendo così l’aspetto “antico” delle borgate.

Un’altra attrattiva del vallone sono i due ponti in pietra a schiena d’asino che scavalcano il torrente Vassola (NdA: purtroppo uno dei due ponti è stato distrutto durante l’alluvione dell’ottobre del 2000) nei pressi dell’omonimo alpeggio.

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Nel cuore del vallone, tra innumerevoli salti rocciosi, gli alpeggi appaiono solo all’ultimo istante, integrati come sono in modo assolutamente perfetto nell’ambiente naturale in cui sono inseriti. Dopo una curva verso ovest il vallone di apre nel pianoro dove si trova l’Alpe Veilet (m 2223). A far da corona alla testata del Vallone di Vassola si trovano il Monte Bessun, la Cima Giardonera, i Picchi del Seone ed il Gran Bernardé, tutte montagne che superano i 2700 m di quota.

Impressionante, lungo tutta l’escursione, l’altissimo numero di alpeggi che si superano che si avvistano lungo i pendii e tutta la serie di opere per “addomesticare” la montagna (ponti, canali per irrigare i prati, mulattiere selciate) che ogni tanto compaiono improvvisamente e per brevi tratti. Sono tutti segni di un antico sfruttamento del vallone e sono anche muti testimoni di una civiltà, quella dei montanari, fatta di fatica e privazioni e che sta lentamente scomparendo.

Gian Marco Mondino (che spesso amiamo citare in questo blog) così dipinge questo bellissimo territorio alpino (il suo “sguardo” si spinge oltre i Laghi del Seone, fino al Colle della Terra di Unghiasse):

Un ambiente selvaggio ed insapettato in Val Grande di Lanzo

Nella zona di Chialamberto la Val Grande di Lanzo si restringe notevolmente, dominata da ripidi pendii boscosi, e non lascia certo pensare che più in alto, sulla sinistra orografica, si aprano vaste conche prative come quella della chiesetta del Ciavanis, o profondi valloni come quello di Vassola.

Quest’ultimo costituisce un ambiente selvaggio ed incontaminato, tra i più suggestivi della Val Grande. L’itinerario è lungo ed impegnativo, ma di grande soddisfazione per quanti lo percorrono. Inoltre si articola in una serie di “tappe” intermedie che consentono anche a chi ne affronta solo una parte di apprezzarne la bellezza. Già il punto di partenza, il villaggio di Vonzo, (m 1231) che si raggiunge in auto da Chialamberto, con una tortuosa asfaltata, costituisce un piccolo tesoro da scoprire per la posizione incantevole e le caratteristiche case (alcune magistralmente restaturate).

Piano di Vassola

Il Piano di Vassola (1614 m)

Lo stesso vale per la successiva borgata di Chiappili, situata su un ampio terrazzo, con bel panorama sulla Valle. A poco più di un’ora di salita da Vonzo, la vasta conca glaciale (Piano di Vassola), sovrastata da dirupate pareti rocciose, offre uno spettacolo imponente, ma si fa apprezzare anche per certi aspetti particolari, con le pozze azzurre del torrente, i due ponticelli in pietra (purtroppo uno è crollato a seguito dell’alluvione dell’ottobre del 2000), i gruppi di baite. Di qui, risalendo il vallone con un percorso piuttosto impegnativo, si incontrano la grandiosa conca glaciale di Pian Vailet (m 2233), una delle più belle in assoluto delle Valli di Lanzo, poi i tre laghi del Seone, limpidi specchi d’acqua in un ambiente severo e suggestivo, e da ultimo il Colle della Terra d’Unghiasse (m 2663), che immette nell’omonimo vallone. Va detto infine che, dal percorso principale, si può deviare per tutta una serie di varianti, effettuando anche anelli più o meno ampi.

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Laghi del Seone (2520 m L. inf.; 2547 m L. sup.) e Colle della Terra d’Unghiasse (2666 m)

Località di partenza: Vonzo (1231 m – fraz. di Chialamberto).

Dislivello:  1309 m  (1450 m circa fino al Colle della Terra di Unghiasse).

Difficoltà: E

Tempo di salita: 4h e 30 minuti circa fino ai Laghi del Seone

Periodo consigliato: da giugno a ottobre

Cartografia: Valli di Lanzo carta n. 8, scala 1:25.000 edita dalla FRATERNALI editore oppure carta n. 14, scala 1:25.000 Valli dell’Orco e Gran Paradiso edita da ESCURSIONISTA & MONTI editori.

Segnavia: n. 324 – bolli bianco rossi

Note: escursione lunga che richede attenzione nell’attraversamento del torrente Vassola e nel traverso finale su ripido pendio erboso che conduce al Colle della Terra d’Unghiasse; con nebbia alcuni tratti dell’escursione potrebbero rivelarsi problematici per l’orientamento.

Piano di Vailet

Piano di Vailet

Accesso: imboccata da Torino la Provinciale 1, la direttissima della Mandria, raggiungere Lanzo. Da qui si prosegue fin oltre Pessinetto: al semaforo si svolta a destra (indicazione Cantoira). Si percorre la Val Grande, raggiungendo la frazione Prati della Via, dopo la quale, prima di entrare in Chialamberto, si devia a destra (indicazione per Candiela e Vonzo). Si risale lungo la strada asfaltata, tortuosa, ma abbastanza larga, superando varie borgate (alcune delle quali, come Candiela, meriterebbero una visita) e si giunge infine in vista di Vonzo: di fronte al paese si segue la diramazione di sinistra, che passa a monte dell’abitato e si lascia l’auto nell’ampio parcheggio della chiesa (salendo, poco prima del strada sbarrata, notare sulla sinistra della carrozzabile le indicazioni su lastra di pietra per i Laghi del Seone).

Carta n. 14, scala 1:25.000 Valli dell’Orco e Gran Paradiso edita da ESCURSIONISTA & MONTI editori

Cliccate sulla carta per ingrandirla. I file della legenda sono qui: pagina 1 e pagina 2.


Descrizione dell’itinerario:

Dal piazzale della chiesa di Vonzo si ripercorre all’indietro la strada lasciandosi a destra il bivio con la carrozzabile sbarrata per poi individuare in breve verso destra (indicazioni su lastra di pietra) un sentiero che si inoltra in un bel bosco e che in circa 20 minuti di camminata ci conduce su di una stradina asfaltata (1420 m circa): si prende a sinistra e al successivo bivio si svolta nuovamente a sinistra (cartello) per raggiungere così la frazione di Chiappili (m 1439; 20 min.: 40 min. da Vonzo) che si attraversa passando presso la graziosa cappelletta di San Vito. All’altezza dell’ultima casa si abbandona il tracciato principale e si svolta a destra sul sentiero che risale ripido per i prati. Superati due gruppetti di baite, si sbocca su una sterrata che si percorre verso sinistra. Con un gradevole mezzacosta, assai panoramico, si giunge alla vasta conca glaciale di Pian di Vassola (m 1614), da cui si vede un buon tratto della successiva salita.

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Vallone di Vassola e Monte Bessun (2909)

Si fiancheggia il torrente e, finita la sterrata, si prosegue su un sentiero fino ad un secondo, caratteristico ponte (1h; il primo ponte purtroppo è crollato a seguito dell’alluvione dell’ottobre dell’anno 2000). Qui occorre un po’ di attenzione: si svolta a destra e si inizia a risalire il pendio, tenendo d’occhio gli ometti ed i rari bolli bianco-rossi. Ben presto il sentiero diventa evidente (anche spesso sconnesso).

Malghe

Ad un bivio si presegue a sinistra, giungendo in breve all’alpeggio di la Liagi (m 1770 – 30 min.: 2h e 10 min. da Vonzo), poi a quello di Balmot (m 1894 – 20 min.), superando alcune piccole sorgenti, dove conviene rifornirsi. Dalle baite si percorre una lunga cengia della roccia e, superato un bivio in cui si prende a sinistra, si scende al torrente, che forma una bella cascata. L’attraversamento di quest’ultimo richiede attenzione, anche se di recente è stato attrezzato con una catena metallica a cui sorreggersi, per evitare di scivolare sulla roccia viscida (30 min.; 3h da Vonzo).

Attraversamento torrente Vassola (1890 m circa)

Dopo alcune cengette rocciose, si risale il pendio erboso con sentiero non sempre evidente, fino all’ormai abbandonata Alpe Rossa di Sotto (m 2093 – 30 min.). E’ interessante notare come il precorso sfrutti poi, per un certo tratto, il canalino artificiale di irrigazione, ormai in disuso. Si rimonta quindi una piccola e suggestiva forra, con graziose cascatelle e si sbocca nel grandioso Pian di Vailet con le omonime baite (m 2233; 30 min.; 4h da Vonzo). Per la sua bellezza può costituire un’ottima meta per chi non si sente di intraprendere l’ultima parte dell’itinerario. Ignorando le deviazioni a sinistra (che conducono in breve all’Alpe Rossa di mezzo e di sopra, in splendida posizione) si raggiungono le baite (dove si incrocia l’Alta Via Canavesana, bolli bianco-rossi, che prosegue fino al Colle della Terra d’Unghiasse e ai Laghi di Unghiasse), poco dopo le quali si svolta a destra e si risale un pendio erboso, fino a giungere sotto la parete rocciosa, dove si piega a sinistra. Qui il tracciato, costruito sulla pietraia, è assai danneggiato, ma facile da seguire.

Lago inf. del Seone

Lago del Seone inferiore (2520 m)

Si perviene ad un bivio (20 min.): la diramazione di destra porta all’Alpe del Seone (m 2406) e di qui al piccolo lago della Coppa (che possono valere una visita); si procede invece verso sinistra (tenere d’occhio gli ometti e i bolli bianco-rossi). Quando il tracciato giunge ai piedi della parete rocciosa del Monte Bessun, lo si abbandona momentaneamente verso destra, per risalire il vallone che conduce ai laghi del Seone.

Alpe del Seone

Alpe del Seone (2406 m)

Il percorso non è segnato, ma è ben individuabile: oltrepassato il primo laghetto, dove c’è una sorgente, si punta alla modesta bastionata rocciosa che delimita il secondo, superandola verso sinistra: questo specchio d’acqua (m 2520 – 30 min.; 4h e 50 min. da Vonzo) è il più grande e suggestivo. Poco oltre si trova il terzo, in posizione assai appartata (negli ultimi tempi si è ridotto di non poco). Tornati al sentiero con i bolli, si prosegue la salita fino al Colle della Terra di Unghiasse (m 2666 – 5h e 30 min. da Vonzo) con splendido panorama.

Discesa: lungo l’itinerario di salita.

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

21 Responses to Laghi del Seone e Colle della Terra d’Unghiasse

  1. ventefioca says:

    accattivante l’articolo… io sarò dalle parti del Gran Paradiso, vi auguro una bella giornata! Gp

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  2. martellot says:

    Non ci sono mai stato ma dalle foto e dalla descrizione sembra essere davvero bello come posto! Quanti angoli (più o meno) nascosti si celano nelle nostre vallate!

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  3. martellot says:

    Sentiamoci in questi giorni!

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  4. paologiac says:

    Purtroppo devo essere da un’altra parte (e non in montagna) se no questa volta non vi sareste liberati di me. Vi penserò con invidia.

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  5. ventefioca says:

    Ciao carissimi, ieri per giro di allenamento alla royal di domenica salito da vonzo al colle della terra d’unghiasse, punta del seone, vallone d’unghiasse e rientro per sentiero motti… ambienti splendidi in nebbie suggestive ed evocative, a presto un post!

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