Vita di un tempo nelle Valli di Lanzo

Chiesetta di montagna

La signora Lia, nativa delle Valli di Lanzo, ci racconta di una fede genuina “montanara” che è un tutt’uno con la propria vita, la natura ed il luogo in cui vive.

Quando nelle case non c’era la televisione, tutto era molto più semplice, oserei dire più umano. Nonostante le fatiche del lavoro pesante, nelle famiglie padri e figli, nonni e zii, giovani e anziani, trovavano sempre il tempo per dialogare, per stare insieme. Specialmente i nonni erano fonte di continui insegnamenti, erano una grande scuola di esperienza e di educazione, tanta era la loro saggezza.

Ogni borgata aveva la sua Cappella. Proprio in queste Cappelle nel mese di maggio, mese dedicato alla Madonna, la mamma di Gesù, gli abitanti della borgata, intere famiglie, si radunavano ogni sera per recitare il Santo Rosario. Erano proprio gli anziani a dare un grande esempio di partecipazione: tutte le sere, dopo una lunga giornata di lavoro, camminando con fatica, alcuni appoggiandosi al bastone, si recavano nella Cappella a pregare. Partecipavano anche i bambini che, fin da piccoli, sapevano fare il segno della croce e, appena riuscivano a parlare, ripetevano le parole dell’Ave Maria. Nella preghiera c’era la speranza, anzi la certezza dell’aiuto divino. Il progresso e le tecnologie moderne non riusciranno mai a darci quella forza che allora davano la fede e la preghiera.

Finito il Rosario, cantavamo tutti insieme le lodi alla Madonna, con gioia e con tanto entusiasmo. Forse non era un grande coro, ma certo era un’intensa preghiera; io ben ricordo il sorriso benevolo dei nonni che sentivano i bimbi cantare così forte.

Le serate erano tiepide: dopo le preghiere e i canti, tutti si fermavano davanti alla Cappella, sedendosi sul muretto. La gente parlava, raccontava i fatti del giorno, scherzava e spesso prendeva in giro noi ragazzi per il nostro modo di cantare.

Nella prima oscurità, miriadi di lucciole volavano tutto intorno nei prati: anche le loro piccole luci erano un omaggio alla Madonna. Poi, piano piano, il buio della notte avvolgeva sempre di più e comparivano le prime stelle. Quanta pace! Nel silenzio, si udiva il ronzio dei maggiolini inseguiti dai pipistrelli, che erano una vera e propria difesa dell’agricoltura. E mentre ci si avviava verso casa, il canto del gufo e della civetta ci davano la buona notte.

Ora queste belle consuetudini non esistono più; solo Dio con un grande miracolo potrebbe aiutarci a far rivivere le meraviglie che l’uomo ha distrutto, con il suo egoistico modo di vivere.

Lia Poma

Info serpillo1
Frequento praticamente da sempre le Valli di Lanzo, mi piace "rallentare", nel mio tempo liberato, facendo escursionismo tutto l'anno. Sono accompagnatrice nel C.A.I.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: