Punta delle Serene

Punta delle SereneInvogliata dai ricordi narrati dalla montanara Polly (Apollonia Castagneri), sono ritornata all’alpeggio di Pian Gioè (1958 m) in alta Val d’Ala con l’idea poi di raggiungere la Punta delle Serene (2645 m) che si nota inconfondibile, prima di raggiungere Balme, per la sua forma piramidale che svetta isolata. Da lassù è davvero strepitoso il panorama a 360 gradi che si può ammirare.

Qui l’articolo di Polly scritto per Barmes News 13:

Andando a passeggio a Pian di Gioé, la prima baita che si incontra, prima del pianoro, appartiene a Paola Castagneri, la tabaccaia di Balme. Voglio raccontare la storia di questo alpeggio, com’era prima che le valanghe distruggessero le case più vecchie. Mio nonno, Bastioùn, mi raccontava che le baite più vecchie risalivano all’800 ed erano più piccole e più basse. A conferma di questo, davanti alla casa c’è un masso con incisa la data 1847.  Leggi il resto dell’articolo

Eco-opportunismo?

moto

Le moto sono una risorsa per la montagna?

E’ nato tutto per caso da un tweet del 28 giugno scorso fatto dal C.A.I. sezione Ligure con il quale ha condiviso in rete il seguente articolo comparso sul quotidiano La Stampa e che riporto qui di seguito.

I sentieri delle Cinque Terre salvati dagli enduristi

Gli enduristi sono una risorsa preziosa. È il caso delle Cinque Terre, dove si offrono di pulire sentieri lasciati nel degrado.

I quotidiani locali e nazionali hanno negli scorsi giorni denunciato lo stato di abbandono e incuria in cui versano diversi sentieri che fanno parte dell’Alta Via. Parliamo delle Cinque Terre, nello specifico dei percorsi sopra Levanto. Il CAI e il Parco delle Cinque Terre hanno promesso interventi rapidi di bonifica dei sentieri. Ancora più rapida e apprezzabile è stata la risposta degli enduristi locali, che hanno offerto il loro aiuto su base volontaria per ripulire i sentieri. Leggi il resto dell’articolo

Settembre

Nelle Valli di Lanzo esplosione di vivaci settembrine nell’aiuola di casa…

settembrine

Ca cita (900 m)…

…mentre il larice si prepara alla sua veste autunnale e la punta di un ramo si tinge di giallo oro. Leggi il resto dell’articolo

L’esperienza del margaro. Un anno dopo

arcobalenoE’ trascorso un anno dalla prima esperienza in alpeggio di Felice Alberto e Piergiuseppe (qui il loro post del 4 settembre 2012) e adesso, oramai ragazzi, sono ritornati in montagna, testimoni attivi e partecipi di una civiltà alpina tramandata da generazioni.

Il loro sguardo ed il loro resoconto abbraccia, oltre alla pura vita d’alpeggio, anche alcune delle tematiche attuali con le quali tutti noi, che frequentiamo la montagna nel tempo libero, dobbiamo ineluttabilmente confrontarci: moto da trial che scorazzano sui sentieri impunemente, presenza di cinghiali introdotti negli anni ottanta del Novecento, il luogo montagna ed il suo delicato ecosistema, il susseguirsi delle stagioni della vita, e non solo…

Siamo molto felici ed onorati di poter pubblicare qui il racconto e le foto di Felice Alberto e Piergiuseppe, giovani italiani globalizzati, ma con splendide radici montane, e siamo sicuri che la loro esperienza li proietterà nel mondo degli adulti completamente consapevoli di quanto sia fondamentale ritrovare un sano dialogo con la nostra terra ed il nostro ambiente, senza mai dimenticare la cultura del limite.

Grazie ragazzi, siete davvero meravigliosi!

***

L’avventura, inizia il 2 di agosto per me, Felice Alberto “il grande” dato che ho già quasi 15 anni.

Felice Alberto al lavoro

Mia zia, mi accompagna dai “Gamba”, che mi ospitano all’alpeggio, al Ciavanis, (forse è il caso di ricordare che “il Ciavanis”, è un santuario di montagna, a 1800 metri di altezza, sopra Chialamberto -TO-), ci eravamo già accordati con i fratelli Gamba, nella prima settimana di luglio, pertanto al mio arrivo in alpeggio, dopo chiaramente i saluti e i brevi racconti dell’anno passato, inizia il divertimento. Leggi il resto dell’articolo

Antonio Castagneri detto Tòni dìi Toùni

Antonio_ Castagneri

Antonio Castagneri detto Tòni dìi Toùni (1845-1890)
ritratto di Gigi Chessa

Ho scritto tempo fa dell’Ecomuseo delle Guide Alpine di Balme  “Antonio Castagneri” ed ora cerco di raccontare il personaggio al quale è stato dedicato l’Ecomuseo stesso.

Non lo faccio usando parole mie, ma quelle del  reverendo  W.A.B. Coolidge grande estimatore del nostro Tòni dii Toùni e pure lui abile esploratore ed alpinista nel periodo vittoriano.

Questa sua commemorazione/elogio è stata pubblicata  dall’ Alpine Club of London sulla più antica e  prestigiosa tra le riviste di montagna: Alpine Journal (da qui si può ben intuire che la fama di Antonio Castagneri aveva valicato i confini italiani e lo stesso Coolidge ne apprezzava le doti, lui così duro ed avido di guidizi nei riguardi dei montanari francesi ed italiani per via della loro arretratezza culturale e sociale). Quella che riporto qui sotto è stata recuperata da Barmes News n.14.

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Abbeveratorio Alpi

Vassola

Ricevo e presento il Convegno Annuale della CIPRA che tratta ed approfondisce un argomento di vitale importanza in cui credo molto:

Chi è responsabile di una gestione sostenibile dell’acqua nelle Alpi? Quali sono gli effetti del cambiamento climatico sul bilancio idrico nelle Alpi? E quali sono i vantaggi che le città e i comuni al di fuori dello spazio alpino traggono da questa risorsa? Queste e altre domande saranno al centro del:

convegno annuale della CIPRA che si svolgerà dal 10 al 12 ottobre 2013 a Bolzano

Abbeveratoio Alpi – Chi dà, chi prende e chi decide?

Nell’anno internazionale dedicato alla cooperazione nel settore idrico da parte dell’ONU, La invitiamo cordialmente a partecipare alla manifestazione per sviluppare il tema dell’acqua nelle Alpi con noi e i nostri competenti relatori.

Qui il sito della C.I.P.R.A. da cui è stato estrapolato

Qui il programma dettagliato in pdf

Qui l’interessante articolo scritto da Francesco Pastorelli – Direttore CIPRA Italia – su Dislivelli.it

Un giovane artista di montagna

“Ogni villaggio è un microcosmo che tende a riprodurre il macrocosmo dell’umanità intera, anche se in proporzioni un po’ diverse” (Luigi Luca Cavalli Sforza).

Minella_inaugurazione piccola pinacotecaQuesta notizia l’ho scoperta, quasi per caso, da un minuscolo articolo uscito sul quotidiano “La Stampa” nel fine settimana 20-21 luglio (non ricordo esattamente la data).

La nascita di questa piccola pinacoteca è un gioiellino per ricordare il pittore di Frassinetto Carlo Bonatto Minella nato nel 1855.

Mi piace evidenziare che, in un periodo dove le braccia nell’agricoltura erano fondamentali nei lavori famigliari, i genitori di questo giovane pittore hanno riconosciuto e supportato, seppur con fatica ed indebitandosi, il talento del figlio facendolo studiare a Torino presso l’Accademia Albertina.

L’Associazione Culturale AREACREATIVA42 di Rivarolo Canavese –tra i cui scopi ha la valorizzazione dell’arte storicizzata e la promozione del contemporaneo con particolare attenzione alle nuove generazioni– ha istituito il premio biennale per giovani artisti dedicato a Carlo Bonatto Minella.

Il tema di quest’ultima edizione (2013) verte sul tema “Oltre il corpo… l’anima”, …[una suggestione che trae origine dalla silente e sospesa pala d’altare con “La pietà” custodita all’interno della Chiesa Parrocchiale di Frassinetto in Canavese (TO); qui la scarnificazione del corpo senza vita del Cristo e l’atmosfera vibrante di “un tempo nel tempo” suggeriscono l’invisibile agli occhi: l’anima!]… Leggi il resto dell’articolo

Una giornata perfetta

alla partenzaLe mie escursioni di questa estate nelle Valli di Lanzo (e non solo) sono state per la maggior parte caratterizzate da tempo sereno o poco nuvoloso alla partenza e cielo coperto o nebbia da metà mattinata in poi. Lunedì scorso, quando l’amico Cris dopo uno sguardo al meteo, mi ha telefonato per propormi un’escursione di fine estate nella zona del Nivolet, ho accettato senza pensarci due volte. Per l’indomani era prevista una giornata senza nubi in montagna  e cielo limpido; la zona poi è rinomata per i panorami mozzafiato e, soprattutto a settembre, per i colori straordinari dei paesaggi. La scelta è caduta su Punta Basei, una cima adocchiata più volte e rimasta per troppo tempo nella lista dei desideri.

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Ghicet Paschiet

Passo PaschietUna delle mie escursioni di inizio agosto mi ha portato a curiosare nuovamente, dopo tanti anni, al Passo Paschiet o, come scrisse Giulio Berutto sulla Guida I.G.C. Valli di Lanzo e Moncenisio, il Ghicet Paschiet (2431 m).

E’ una camminata in un ambiente di grande bellezza ricco di larici e rododendri, pascoli alpini e dominato, nella parte finale più ricca di pietrame, dall’imponente mole della Torre d’Ovarda. I suggestivi Laghi Verdi, che si incontrano lungo il percorso, sono ricchi d’acqua come da tempo non succedeva in questo periodo.

Alcune ragazze della Valle d’Aosta, in villeggiatura a Balme diversi anni fa, sono rimaste entusiaste di questi luoghi: “Averne di posti così da noi, poco frequentati, dove puoi godere di pace e benessere ed osservare i camosci al pascolo. Peccato che sono poco valorizzati…”. Leggi il resto dell’articolo

Solo le proprie orme

20130820-871Da quando vado in montagna credo di aver letto molte guide escursionistiche ma nessuna mi ha piacevolmente stupito come quella di cui ho parlato nel post precedente.

Sono rimasto davvero a bocca aperta nel leggere, nelle pagine introduttive, il paragrafo relativo al comportamento responsabile.

Se decidessi, ad esempio, di percorrere un trekking in Francia, e se poi volessi scrivere una guida escursionistica, come potrei “difendere” un ambiente molto suggestivo, ma anche altrettanto delicato, che è rimasto indelebilmente impresso nel mio cuore, sebbene si trovi un paese del quale non sono cittadino? Un paese che non è mio?

Dovrei tirare in ballo parole come “sensibilità” e “rispetto”?

No. Le parole corrette, per chi ha raggiunto un alto livello di percezione del “bene comune” ed un altrettanto senso elevato di appartenenza ad uno Stato, non sono queste.
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La nuova guida sulla Grande Traversata delle Alpi (GTA)

GTAIl 12 novembre scorso vi parlavo della guida sulla GTA (Grande Traversata della Alpi) nell’edizione in lingua tedesca e vi annunciavo, grazie a Guido e Antonella di Les Montagnards, che molto presto sarebbe uscita la versione in italiano.

Vi sto parlando di quello splendido itinerario alpino che dall’estremo nord del Piemonte porta fino al Mediterraneo in 65 tappe.

A questo punto sarebbe facile pensare che il sottoscritto ha finalmente avuto questa meraviglia acquistandola in Piemonte, magari proprio nelle mie amate Valli di Lanzo attraversate dalla GTA.

E invece no. L’ho trovata casualmente in una libreria in Valle d’Aosta dove la GTA non esiste (!). E questo la dice lunga sull’interesse verso questa “infrastruttura” escursionistica che è tanto amata dagli stranieri, soprattutto dai tedeschi.

Ed hanno ragione ad essersene innamorati.

Per chi non sa di cosa si tratta, riporto qui sotto la premessa di questa guida escursionistica scritta da Iris Kürschner e Dieter Haas (Rother edizioni) che hanno percorso la GTA piemontese tutta di un fiato (da inizio giugno a fine settembre 2010) e che personalmente ritengo spieghi molto bene il significato di questo favoloso itinerario: Leggi il resto dell’articolo