Un pugnale del 1300 a.C. in Val di Viù

Lago Malciaussia e Lago Nero

Lago di Malciaussia e, in alto, il Lago Nero

Al momento i dati sull’età del Bronzo (2200-900 a.C.) nelle Valli di Lanzo sono pochissimi. In questo periodo in Europa si svilupparono le prime società complesse, con grandi villaggi che possono raggiungere decine di ettari di superficile e centinaia, se non migliaia, di abitanti. Il territorio inizia ad essere segnato da ampi campi coltivati con l’aratro e fertilizzati con il letame degli animali domestici; i percorsi che attraversano il continente diventano più stabili e frequentati ormai da commercianti che veicolano, anche a grande distanza, materie prime preziose e prodotti dell’artigianato come tessuti, gioielli, armi. E’ la fine della preistoria e l’inizio di quel periodo detto protostoria, ovvero “la prima storia”, perché le società umane ormai hanno tutti i caratteri delle società complesse, storiche, ma mancano ancora forme di trasmissione degli eventi come la scrittura […].

Francesco Rubat Borel in Pagine nuove 3 – Giovani autori per la storia e la cultura delle Valli di Lanzo della Società Storica delle Valli di Lanzo.

Consultando casualmente il settimanale “il Risveglio“, nella versione on line, mi imbatto nella notizia del ritrovamento in Val di Viù di un pugnale di 3000 anni fa e ne rimango entusiasta. Questo personale entusiasmo lo devo a chi ama la cultura e si prodiga per divulgarla, come fa splendidamente la Società Storica delle Valli di Lanzo e come fa anche il mio amico Paolo, parlando di archeologia, che qui ci ha fatto conoscere i dolmen delle Valli di Lanzo (età del Rame: 3500-2200 a.C.).

foto_pugnale1

Foto: “il Risveglio”

Sul sito del Risveglio si trova solo un’introduzione all’articolo: il resto è stato pubblicato sul giornale in edicola nell’edizione di giovedì 24 settembre.

Ringrazio sentitamente il direttore del Risveglio Daniele Carli che con estrema gentilezza mi ha autorizzato a pubblicare l’intero articolo scritto dalla giornalista Caterina Calza.

***

Sembra la scena di un film o il racconto stereotipato di molte scoperte archeologiche: l’escursionista che percorre in solitaria un sentiero di montagna, qualcosa di strano, un oggetto di forma insolita che spunta fra i sassi e la curiosità di capire di che cosa si tratta che portano ad un rinvenimento sensazionale. Eppure quest’estate è successo proprio così.

E il luogo in questo caso è l’alta Valle di Viù, più precisamente un sentiero sopra Malciaussia e l’oggetto misterioso è la lama di un pugnale in bronzo di aspetto molto antico: l’escursionista lo raccoglie, lo porta a valle e lo fa vedere ad alcuni amici che, essendo numismatici, si suppone abbiano una certa dimestichezza con gli oggetti antichi.

Lago di Malciaussia

Il Lago di Malciaussia, nell’alta Valle di Viù, visto dalla vetta del Rocciamelone (3537 m)

Il “passaggio” attraverso il circolo numismatico delle Valli di Lanzo conferma se non altro all’autore della scoperta l’importanza del ritrovamento e la necessità di segnalarlo alle autorità competenti (nel doppio ruolo giuridico-istituzionale e scientifico) e cioè la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte.

Il manufatto è perciò stato consegnato nelle mani del dott. Francesco Rubat Borel, funzionario della Soprintendenza. Saranno necessari ancora ulteriori studi e comparazioni, tuttavia in prima approssimazione il pugnale sembra risalire ad oltre 3Pagine nuove 3.300 anni fa: è privo di manico (ma sono ancora presenti i rivetti che lo fissavano alla lama) e può essere attribuito alla media età del Bronzo e cioè fra il 1400 e i 1300 a. C.

L’importanza di questo reperto è straordinaria, perché, come ha sottolineato recentemente lo stesso Rubat Borel nello studio “Cinquemila anni di preistoria e protostoria nelle Valli di Lanzo” contenuto nella pubblicazione edita dalla Società Storica delle Valli di Lanzo “Pagine nuove 3”, «Al momento i dati sull’età del Bronzo nelle Valli di Lanzo sono pochissimi» e conferma la frequentazione delle nostre valli e dei loro passi alpini in epoca preistorica, frequentazione già ipotizzata da Bartolomeo Gastaldi quando segnalò nel 1876 il ritrovamento a Malciaussia di un altro pugnale (l’unico oggetto finora conosciuto dell’età del Bronzo nelle Valli di Lanzo) sostanzialmente coevo a quello ora  rinvenuto.

Purtroppo per entrambi i pugnali mancano dati per contestualizzare questi ritrovamenti: allargando lo sguardo anche al versante valsusino del Rocciamelone, dove pure furono rinvenuti un pugnale (pianoro del Moncenisio) e una punta di lancia (Cà d’Asti), si potrebbe ipotizzare che il Rocciamelone fosse frequentato perché aveva un qualche aspetto di sacralità nella preistoria, riscontrabile soprattutto per l’abbondanza di incisioni sui versanti di Susa e della Val Cenisia. O le Valli di Lanzo furono semplicemente in lontano passato luogo di transito privilegiato per traffici e commerci? Interrogativi che per ora rimangono senza risposta.

forme civiltà

Evoluzione climatica e forme di civiltà (da “Ipotesi sulle radici preindeuropee dei toponimi alpini”). Clic per ingrandire

Ma questo ritrovamento accelererà le campagne di ricerca della Soprintendenza (peraltro già programmate) tendenti a meglio conoscere i rapporti fra l’uomo e il nostro territorio in epoca preistorica.

Ora non possiamo che associarci all’auspicio dello scopritore del pugnale: che l’oggetto possa rimanere ad arricchire il patrimonio culturale ed artistico del territorio, a testimoniare in loco l’antica presenza dell’uomo nelle Valli di Lanzo.

In fondo qualcosa di “nostro”, che appartiene alla “nostra” cultura e alla “nostra” storia: e l’aggettivo “nostro/a” è da intendersi non come sintomo di ottuso campanilismo ma come invito ad una maggior consapevolezza del piccolo pezzetto di mondo che ci ospita per meglio tutelarlo e diffonderne la conoscenza.

Ed esporre l’antico pugnale in questo territorio rappresenterebbe anche un premio e un incentivo a far sì che chi ritrova un reperto archeologico, non se lo infili semplicemente in tasca e se lo porti nella propria casa, ma lo metta a disposizione dell’intera comunità.

Caterina Calza

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Ecco i file in pdf della prima pagina del settimanale “il Risveglio” e la pagina n. 40 dove è stato pubblicato l’articolo che avete appena letto:

Prima pagina: https://camoscibianchi.files.wordpress.com/2013/10/prima.pdf

Pag. 40: https://camoscibianchi.files.wordpress.com/2013/10/pag40.pdf

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

2 Responses to Un pugnale del 1300 a.C. in Val di Viù

  1. Beppeley says:

    Grazie a Insensofyou (http://en.gravatar.com/fortuna1961), estimatrice silenziosa di questo blog.

    Ciao!

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  2. serpillo1 says:

    L’uomo cerca di spingersi oltre la Luna ma è incredibile e meraviglioso che di alcuni periodi storici si conosca poco..

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