Finalmente qualcosa si muove

IMG_0879Abbiamo gia parlato su questo blog di alcuni siti archeologici delle valli di Lanzo, ingiustamente trascurati e per nulla pubblicizzati nonostante la loro importanza. Abbiamo descritto il dolmen di Cantoira nel post Storia e Preistoria a Cantoira e la controversa struttura dolmenica del Colombin nel post Il dolmen del Colombin.

L’altro importante sito megalitico presente nelle Valli è quello del menhir dell’Airetta di Ceres, presso la frazione Cernesio. Quest’ultimo sito è raggiungibile in pochi minuti, lasciando l’auto presso il bivio sulla strada che da Cernesio sale verso Chiaves, poco dopo il paese di Cernesio.

Di recente, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte ha condotto una campagna di scavi che ha permesso di stabilire l’origine, naturale od artificiale, di questi tre megaliti. Leggi il resto dell’articolo

Il Silenzio di Pian della Mussa

Neve tanta. Silenzio ancora di più.

Intorno tutto tace e il mondo occupa un cristallo di eternità.

Ho fatto il pieno di Silenzio.

Così bianco e così libero, il Piano della Mussa è un monumento al Silenzio.

Mi dispiace tanto per tutti coloro che non lo amano, non sanno ascoltarlo e non credono ad esso.

Pareti rosa

copertina_pareti_rosaQuesto libro giaceva dimenticato in mezzo a tanti altri. L’ho riscoperto pochi giorni fa e l’ho riapprezzato. Grazie alla raccolta, non sempre facile, di frammenti, notizie e racconti orali, si può gustare questa intima ed approfondita presenza della donna nella storia dell’Alpinismo.

Non dimentichiamoci che l’Articolo 1 dello Statuto del Club Alpino Italiano così recita:

“Il Club alpino italiano (C.A.I.), fondato in Torino nell’anno 1863 per iniziativa di Quintino Sella, libera associazione nazionale, ha per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”.

Questa pubblicazione rientra nella serie “Quaderni della Biblioteca della Montagna” n.8-2006 il cui titolo è: Pareti rosa – le alpiniste trentine di ieri e di oggi curato da Riccardo Decarli (con la Prefazione di Silvia Metzeltin Buscaini) e pubblicato dalla Società degli Alpinisti Tridentini – Biblioteca della montagna (Trento)

“Pareti rosa” è nato nell’ottobre dell’anno 2004 come progetto di ricerca voluto fortemente dalla S.A.T.  (Società degli Alpinisti Tridentini) in collaborazione con l’Assessorato alle pari opportunità della Provincia autonoma di Trento e sfociato poi in un libro.

Protagoniste sono le donne trentine che hanno lasciato un contributo, magari poco conosciuto ma altrettanto importante, alla storia dell’arrampicata e dell’alpinismo in un periodo che va dall’Ottocento fino ai giorni nostri.

La SAT ha voluto ricostruire e documentare queste vicende. Solo nel XXI secolo le donne possono liberamente parlare dei loro successi ed uscire allo scoperto. Nelle epoche passate, diverse alpiniste, sono state nell’ombra, per evitare ricatti sociali o famigliari. Leggi il resto dell’articolo

Dentro al vento – Testa Paian

Piacevole narrazione di un posto “magico”.

Ventefioca

Ci sono luoghi e giorni che sembrano venirsi incontro l’un l’altro, quasi ad incontrarsi per esaltarsi o annullarsi a vicenda. Un luogo particolare può acquisire un’aura magica, se per magico si intende quel qualcosa in più che ci fa concludere di essere davvero nel posto giusto, al momento giusto. Una comunanza di situazioni e sensazioni difficile da spiegare, per noi così razionali e programmati, così difficili da sorprendere e da meravigliare. Eppure, oggi, a guardare con occhi e cuori ingenui ed aperti, la meraviglia ancora scavalca il muro del consueto e ci sbalordisce.

View original post 754 altre parole

Ultima chiamata

terraLa Società Meteorologica Italiana sostiene il documentario “Last call sulla straordinaria narrazione del rapporto “I limiti dello sviluppo“, nato dall’intuizione del manager torinese Aurelio Peccei nel 1972.

Attraverso le interviste dei protagonisti che al MIT idearono il primo modello di simulazione del funzionamento della società umana in relazione al prelievo di risorse naturali e alla produzione di rifiuti e inquinanti, si constaterà come si siano persi quarant’anni nel prendere atto dell’impossibilità di realizzare una crescita economica infinita, e nonostante i sintomi oggi evidenti, ancora si stenti ad assumere decisioni incisive sulla sostenibilità globale. -da Nimbus-

I nuovi limiti dello sviluppoTrent’anni dopo gli stessi autori si sono ritrovati ed hanno confermato le loro previsioni. I tre scienziati hanno usato metodi ben più moderni e precisi ma il “vecchio” risultato non cambia: l’uomo e le attività umane influiscono pesantemente e negativamente sul clima, sulle risorse naturali, sulle foreste, sull’acqua, sugli animali, sulla biodiversità.

Le risorse del pianeta non sono infinite: il nostro ritmo vorace la sta distruggendo.

Siamo oltre il limite: dal 20 agosto 2013 siamo in riserva. Stiamo consumando le risorse non di un pianeta bensì di un pianeta e mezzo: questo ci dice che stiamo intaccando il capitale, i frutti li abbiamo ormai già tutti consumati. Questo conteggio è stato calcolato dall’Ong Global Footprint Network.

Scegliamo e decidiamo per lei.

Abbiamo una sola Terra, impariamo ad amarla e rispettarla!

***

Chi volesse vedere questo documentario può farlo giovedì 28 novembre alle ore 20:45. Viene proiettato in occasione del convegno “Aurelio Peccei -dalla resistenza antifascista al limite della crescita-“. Il ricco programma è stato organizzato dal Comitato Provinciale ANPI di Torino presso il Cecchi Point di Torino. Qui il volantino con le informazioni dettagliate.

Monte Bellavarda

20061028-0071

Il versante Ovest del Monte Bellavarda

Nelle Valli di Lanzo il Bellavarda (2345 m) è una bella montagna di forma piramidale se la si osserva dall’alta val Grande di Lanzo ma è già riconoscibile dalla strada di fondovalle subito dopo l’abitato di Pessinetto da dove si mostra nel suo versante Sud, meno appuntito.

E’ una cima molto frequentata per l’ottimo panorama che comprende una ampia porzione di monti che vanno dalle Alpi Liguri al Monviso, dalle Valli di Lanzo all’estremo limite del Monte Rosa. Strepitoso il colpo d’occhio sull’alta val Grande e sulle cime che la cingono.

Il versante Sud, molto esteso, è prevalentemente occupato da pascoli ed è costituito nella parte centrale da una pronunciata costola percorsa da una buona traccia. Essendo esposto a mezzogiorno, questa escursione è fattibile già in primavera fino in autunno avanzato.

Sulla punta si trova una grande croce metallica eretta nel 1950.

Di questa montagna – intesa non solo in senso di vetta  – ho già avuto modo di parlarne su questo blog in occasione della bellissima uscita fatta nel 2009 con l’amica Marzia.

Il monte Bellavarda è straordinario, sia che si parta da Lities, sia che si ascenda da Vonzo, perché intorno ad esso sono adagiati mondi alpini osservabili sotto molteplici aspetti, uno più interessante dell’altro. Leggi il resto dell’articolo

La “Distintissima alpinista”

Parete_Sud_Marmolada_www.ramellasergio.it

Parete sud della Marmolada
fonte: http://www.ramellasergio.it

Nei miei vagabondaggi in montagna sovente sono spinta dalla mia curiosità, senza avere una meta ben precisa. Talvolta ricalco le orme di un personaggio nato prima di me, altre volte inseguo i luoghi di una leggenda o di un romanzo appena letto. Altre volte, invece, calpesto mulattiere di montanari che mi hanno preceduto o percorro sentieri suggeriti da amici.

Nei sentieri virtuali amo seguire Katy Dartford, giornalista inglese televisiva e scrittrice di viaggi, molto attiva su Twitter.

In questo suo post, che prende spunto dalla partecipazione al Women’s Climbing Symposium tenutosi a Londra, ricorda il suo viaggio in Alta Badia dove ha inseguito nelle Dolomiti i passi dell’alpinista Beatrice Tomasson.

Ho approfondito, con curiosità, la vita e le imprese di Beatrice, definita da Arturo Andreoletti la “Distintissima alpinista”.  Leggi il resto dell’articolo

Niente di nuovo sul fronte occidentale

La Stampa del 2 nov. 2013
cliccare sopra la foto per leggere l’articolo

Chi legge questo blog sa quanta passione ed impegno mettiamo nel cercare di comunicare una Montagna sana, non arroccata al passato, una Montagna che possa essere “migliorata” e portatrice di tradizioni.

Ci piacerebbe assistere ad un sempre maggior interesse verso le aree montane, ma non certo perché vengano saccheggiate delle loro risorse come, ad esempio, l’acqua e le foreste, oppure viste esclusivamente come occasione per riversare somme ingenti di denaro allo scopo di realizzare opere gigantesche ed inutili.

Ci piacerebbe fosse dotata di una rete sentieristica a norma, funzionale e curata, attuando progetti lungimiranti affinché si attiri il turismo lento tutto l’anno, un turismo escursionistico di qualità e rispettoso dell’ambiente naturale e culturale, soprattutto volgendo lo sguardo all’estero perché noi italiani camminiamo poco e pensiamo che la montagna sia solo sci.

Ci piacerebbe che i servizi ed i mezzi di trasporto non fossero penalizzati, come pure le famiglie che lì risiedono, magari cercando di favorire chi vorrebbe abitare nelle vallate alpine. Leggi il resto dell’articolo

Richiaglio, il paese delle gerle

20131026-347

Richiaglio (736 m)

Il vallone di Richiaglio, vallone laterale della Val di Viù, si è spalancato ai miei occhi, per la prima volta, quando ho letto il lavoro fatto da Italo Losero sul “progetto Combanera”, ovvero la diga che attende dagli Anni ’60 di emergere dall’alveo della Stura per abbeverare la città di Torino.

Quello è stato il mio primo stupore verso questo luogo ed è stato così intenso che di quel progetto ne ho ampiamente parlato in questo post, scritto nel gennaio scorso.

Il secondo stupore l’ho provato quando Ariela Robetto ha descritto in modo incantevole, per il bimestrale Panorami-vallate alpine (n. 95 di marzo-aprile 2012), la sua stupenda escursione primaverile fatta proprio a Richiaglio partendo da Molar del Lupo.

Il terzo di stupore, quello che finalmente mi ha dato la scossa per partire con lo zaino in spalla, è emerso grazie all’ultimo volume della Società Storica delle Valli di Lanzo – A dorso d’uomo, gerle e garbin della Valli di Lanzo – scritto da Aldo Audisio, Vittorino Romanetto e Claudio Santacroce.

Tre sguardi verso la montagna e un’infiintà di riflessioni sul nostro mondo e su chi, oggi, ha ancora voglia di caricarselo sulle spalle.

Tre mondi che, forse, vorrebbero parlarsi: quello cittadino, quello dell’escursionista consapevole e quello dei montanari.

Dialogo possibile?

Leggi il resto dell’articolo

Rosa delle Alpi

Il libro di Maria Savi Lopez “Leggende delle Alpi” è una pubblicazione da leggere ed assaporare poco per volta, magari la sera davanti al camino scoppiettante nella casa di montagna..

Questa volta mi è piaciuto il racconto del rododendro che cresce nelle nostre “brughiere” alpine in compagnia di larici sparuti, macchie rossastre di erica, mirtilli e pietraie.  Ho recentemente saputo che il nostro arbusto preferisce e cresce su pendii con un buon innevamento. Quindi, nelle prossime vostre escursioni, avete un altro indizio per capire in inverno che pendio e’ quello che state percorrendo.

rododendri

Splendida fioritura di rododendri prima di raggiungere il rifugio Pontese – Vallone di Piantonetto –

Leggi il resto dell’articolo