Il Tour della Bessanese

20090811-0117 (1024x756)[…] Il colle è il punto che precede la vetta, la montagna, la trascendenza. E’ la “porta del cielo”: annuncia e prelude la montagna con i simboli che rappresentano.

Il colle è il punto da cui si sale definitivamente e inevitabilmente. Per i  valligiani il colle è la montagna. Per tutti è il punto in cui si transita; è il punto dell’attrazione e della confusione e del mistero. […]

Tratto da Attraverso i monti di Luigi Capra e Giuseppe Saglio ed edito da Priuli & Verlucca editori.

Non si può parlare del Tour della Bessanese senza pensare ai colli di alta montagna (posti ad oltre 3000 metri di altitudine) che si oltrepassano lungo questo affascinante viaggio à travers monts. Valichi come il Colle dell’Autaret (3072 m) o il Passo del Collerin (3208 m), passaggi storici che hanno favorito già in epoche molto lontane il contatto tra le genti alpine che solo apparentemente vivono divise da formidabili barriere di rocce.

Immaginare questi colli, e le loro montagne che ne fanno da contorno, vuol anche dire pensare ad un bellissimo libretto, scritto da Francis Tracq e dall’amico Giorgio Inaudi, che si intitola Pastori, contrabbandieri e guide tra Valli di Lanzo e Savoia: Leggi il resto dell’articolo

A caccia dello scrittoio del diavolo

20130331Forse qualcuno di voi ricorderà questo post dello scorso anno con il quale si progettava di andare alla ricerca dello scrittoio del diavolo, perso su di un colle delle Valli di Lanzo.

Adesso ci proviamo.

Tentiamo di cacciare questa preda, fiutata dal grande Piercarlo Jorio.

Dopo aver studiato più carte escursionistiche (da quelle più recenti a quelle più datate) e dopo aver tracciato un paio di rotte, ho più confusione di prima.

Sentieri scomparsi, borgate ballerine, dorsali e colli che vagano da est a ovest (e viceversa), toponimi alieni, rappresentazioni orografiche incomprensibili…

Eppure, dal punto di vista della lunghezza e della difficoltà del percorso, non è assolutamente complicato: questa uscita dovrebbe essere classificata come una breve escursione (“E” in base alla classificazione delle difficoltà escursionistiche del Cai) ma non ci sono gli elementi che possano farci stare tranquilli.

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Ricordi dalle rocce

Il Col Desertes

Il Col Desertes

Consiglio a tutti una piacevole escursione al Col Desertes sulle montagne sopra Oulx in alta Valle Susa. Si tratta di una gita veramente ricca di fascino, gli estesi lariceti lasciano spazio man mano che si sale a prati e a pietraie di calcari e dolomie, rocce che compongono le montagne sovrastanti che hanno pertanto un aspetto decisamente particolare, prettamente dolomitico, conferendo al paesaggio un aspetto più “trentino” che “piemontese”. Si sale lungo il sentiero e si osservano i panorami, davvero interessanti, i fiori e gli animali e, almeno inizialmente, passano quasi in secondo piano i segnali che ci fanno capire che un tempo chi saliva qui sopra non aveva il tempo e la voglia di guardare paesaggi, fiori o altro come posso fare io.

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Il respiro dell’eterno

EternoConcedimi, o Grande Spirito, di imparare la lezione che hai nascosto in ogni foglia in ogni sasso.
Io voglio essere forte, non per dominare il mio fratello, bensì per combattere il mio più grande nemico: me stesso.
Fai in modo che io possa essere sempre pronto a venire da Te con le mani pulite e lo sguardo leale.
Così che, quando la mia vita finirà sul calare del tramonto, il mio spirito si presenti a Te senza onta.

Preghiera Cheyenne

Borgo, minuscola frazione di Groscavallo, si trova infossato nel fondovalle dell’alta Val Grande di Lanzo a 1117 metri di quota, poco distante da Forno Alpi Graie, ultimo villaggio di questa Valle.

Aldo Chiariglione, nella sua Guida Naturalistica delle Valli di Lanzo, ci spiega come da queste parti faccia mediamente più freddo che a Balme (Val d’Ala), sebbene questo Comune si trovi 300 metri più in alto. Non è infatti insolito trovare ancora i pendii esposti a mezzogiorno ricoperti di abbondante neve, fino a stagione avanzata, quando solo pochi chilometri prima, salendo dalla bassa Valle, invece li si nota totalmente senza.

Subito dopo aver attraversato questo paesino, proprio dall’asfalto della provinciale, si stacca un sentiero strepitoso che, come un ascensore naturale, sa innalzarti fin dove le rocce incontrano il cielo.

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No alla montagna dei divieti

2010Annibale Salsa definisce il tempo che si può vivere in montagna come “tempo liberato” per contrapporlo al “tempo libero” che oramai, nella nostra epoca, si è ridotto ad un mero “luogo” di scambio, dove ogni nostro desiderio è pronto ad essere realizzato: basta pagare.

Peccato che spesso i bisogni nel tempo libero sono indotti, non spontanei e stimolati per sviluppare il business di aziende che producono profitti organizzandoci il “tempo libero”: un tempo nato e studiato dalla scienza del marketing.

Franco Michieli (post “Il tempo in vendita”), quando ci invita ad osservare il tempo degli animali che vivono in montagna, afferma che il Tempo, anche quello destinato al gioco e all’esplorazione, appartiene loro per natura: nessuno si premura di organizzarglielo in cambio di un compenso. Anche l’uomo ha vissuto per decine di migliaia di anni in condizioni simili. La conoscenza dei mille segreti del territorio, del comportamento degli animali e dei possibili utilizzi delle diverse piante doveva bastare alla vita: il tempo libero dalle attività volte alla sopravvivenza permetteva di sviluppare relazioni e pensieri spontanei, che nessuna “agenzia” si occupava di mettere in vendita. Anzi, in epoche arcaiche il Tempo era la divinità stessa: era identificato col moto circolare del cielo, nel quale i vari allineamenti del sole, dei pianeti e delle costellazioni dello zodiaco costituivano gli eventi supremi che influenzavano il corso dell’esistenza sulla terra.
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Valli di Lanzo

La vera risorsa delle Valli di Lanzo, come già fu nell’Ottocento, è il territorio.

Chi ama seguire questo blog avrà avuto modo di conoscere queste stupende vallate attraverso le foto delle escursioni dei camosci bianchi e anche grazie a qualche spunto culturale che ci ha aiutato ad arrampicarci sempre più in l’alto.

Ora l’amico Marco Blatto, grazie ad un video di Maurizio Costa, ci spiega brillantemente perché la più importante e vera risorsa delle Valli di Lanzo è rappresentata dal territorio: sono d’accordo con lui e allora, se vi fidate di noi camosci, non credete a chi pensa di far sgorgare sviluppo (per tutti) con le centrali idroelettriche ed altre opere inutili (anche perché di energia dovremmo cominciare ad utilizzarne di meno, se vogliamo consegnare un avvenire alle future generazioni).

Buon ascolto e visione.