Il Tour della Bessanese

20090811-0117 (1024x756)[…] Il colle è il punto che precede la vetta, la montagna, la trascendenza. E’ la “porta del cielo”: annuncia e prelude la montagna con i simboli che rappresentano.

Il colle è il punto da cui si sale definitivamente e inevitabilmente. Per i  valligiani il colle è la montagna. Per tutti è il punto in cui si transita; è il punto dell’attrazione e della confusione e del mistero. […]

Tratto da Attraverso i monti di Luigi Capra e Giuseppe Saglio ed edito da Priuli & Verlucca editori.

Non si può parlare del Tour della Bessanese senza pensare ai colli di alta montagna (posti ad oltre 3000 metri di altitudine) che si oltrepassano lungo questo affascinante viaggio à travers monts. Valichi come il Colle dell’Autaret (3072 m) o il Passo del Collerin (3208 m), passaggi storici che hanno favorito già in epoche molto lontane il contatto tra le genti alpine che solo apparentemente vivono divise da formidabili barriere di rocce.

Immaginare questi colli, e le loro montagne che ne fanno da contorno, vuol anche dire pensare ad un bellissimo libretto, scritto da Francis Tracq e dall’amico Giorgio Inaudi, che si intitola Pastori, contrabbandieri e guide tra Valli di Lanzo e Savoia:

«Abbiamo le nostre proprietà che confinano, di qua e di là della frontiera, per questo abbiamo sempre avuto rapporti di amicizia». Così spiegano in una famiglia di Balme. Ma altri si spingono più in là: «Mio zio commerciava con suo padre, mio nonno con suo nonno e così indietro nel tempo. Per questo ci conosciamo». A Bessans gli anziani confermano: «An Avairòula e Vincendièress s’cougnissiàn toùi avè sài d’Bàrmess e siàn amisoùn, siàn d’la famèii» (Ad Avérole e a Vincendières ci conoscevamo tutti con quelli di Balme, eravamo grandi amici, eravamo della famiglia).

Passo del Collerin

Passo del Collerin (3208 m)

Due villaggi di alta montagna, l’uno all’estremità delle Valli di Lanzo, l’altro della Maurienne, confinanti per un lungo tratto di montagne impervie e di ghiacciai. La gente dei due paesi ebbe per secoli rapporti assai intensi fino ad un’epoca anche recente, rapporti che, ancor oggi, non sono del tutto interrotti. […]»

Ho percorso il Tour della Bessanese nei primi giorni dell’agosto del 2009 e confesso di aver vissuto un’esperienza meravigliosa di trekking, una delle più belle vissute in montagna, anche grazie ad una compagnia fantastica che ha saputo aggiungere il giusto spirito dell’andar-per-monti.

Essendo in ferie non avevamo alcuna fretta e così abbiamo deciso di assaporarlo in ben cinque tappe partendo dal Pian della Mussa: Rifugio Gastaldi (2659 m – Val d’Ala, prima tappa), Rifugio Cibrario (2616 m – Val di Viù, seconda tappa), Refuge d’Avérole (2210 m – Valleé d’Averole in Haute Maurienne, terza tappa), Rifugio Gastaldi (quarta tappa) e poi rientro il giorno successivo al Pian della Mussa (1813 m – quinta tappa).

Si può ovviamente scegliere di iniziare il Tour da una qualsiasi delle tre valli che permettono di guadagnare i rifugi in quota e fare il giro in sole tre tappe ma, se non avete fretta di rientrare, suggerisco vivamente di prendersela con tutta calma, per godersi a pieno questo angolo meraviglioso delle Alpi Graie meridionali e la deliziosa ospitalità dei rifugi.

Uja di Bessanese (3620 m)Il fascino di questo viaggio escursionistico non risiede solo negli aspetti prettamente paesaggistici e naturalistici, ma anche nell’opportunità di girovagare intorno ad una montagna, la Bessanese (chiamata “Cervino di Val d’Ala” dai primi alpinisti delle Valli di Lanzo), che simbolicamente fa da collante a due aree (Valli di Lanzo e Savoia) mai realmente divise da alcuna frontiera, perché queste barriere di roccia, all’apparenza invalicabili, hanno da sempre favorito l’incontro di quelle popolazioni transalpine e cisalpine unite da una medesima lingua (l’arpitano chiamato anche francoprovenzale).

Questo bellissimo Tour, mentre valichiamo i colli ad oltre 3000 metri di altitudine, permette quindi anche di percepire il fatto che stiamo camminando su di una cerniera naturale tra popoli e culture. La grande soddisfazione così, quando poi si rientra a casa, è quella di aver vissuto un’esperienza oltre che di escursionismo di alta montagna, anche di incontro dell’Europa costituita da territori, come quelli alpini, su cui i montanari hanno da sempre intrapreso scambi commerciali e culturali. Questo succedeva già in epoca romana, come ci testimoniano i ritrovamenti archeologici avvenuti proprio sui valichi di alta montagna.

Alpi quindi come cerniera d’Europa.

E il Tour della Bessanese (TB) è anche una fantastica occasione per vivere tale esperienza.


Qui la mappa del TB (“Alpi Senza Frontiere”, scala 1:25.000; cliccateci sopra per ingrandirla).

Qui sotto invece il mosaico con alcune foto del TB dell’estate del 2009. Subito dopo vi lascio il link alla galleria delle foto con ulteriori immagini (coprono tutto il giro: non perdetevele), quello allo slideshow e il video dove appare anche Andrea (lichene1), uno dei fondatori di questo blog.

Ecco la galleria delle foto e quello per lo slideshow da guardare a schermo intero (pulsante in basso a destra).

Forse molti di voi si ricorderanno che la stagione 2008-2009 fu molto prodiga di nevicate. Se aggiungiamo a questo aspetto il fatto che il mese di luglio dell’anno 2009 fu relativamente fresco, allora capirete il motivo per cui abbiamo incontrato così tanti nevai lungo il TB ad agosto. Sicuramente un tempo quella era la norma, visto che il Tour percorre ambienti di alta montagna.

Stante il progressivo surriscaldamento del Pianeta, causato dalle attività umane, sarà sempre più difficile ritrovarli ancora innevati ad estate inoltrata.

Quell’inizio di agosto fu per noi una vera fortuna perché è molto più semplice e meno faticosa la progressione su neve dura che su sfasciumi (al limite si usano i ramponi che vi suggerisco vivamente di mettere nello zaino). Le condizioni di innevamento che potete osservare dalle foto sono generalmente quelle di inizio stagione (fine giugno/inizio luglio).

La difficoltà complessiva del TB è classificabile EE quando le condizioni della montagna non richiedono l’attrezzatura per la progressione su neve e ghiaccio (ramponi e piccozza).

Informazioni dettagliate sul Tour della Bessanese si possono rintracciare su questo sito: http://www.tourdellabessanese.eu.

Prima di partire è fondamentale informarsi sulle condizioni della montagna contattando direttamente i gestori dei rifugi che vi aiuteranno anche a trovare una valida guida se desiderate farvi accompagnare.

Qui il bel video sul Tour:


20090811-0195 (1280x948)«[…] L’escursionismo, come lo proponiamo da tempo, costituisce il migliore antidoto alla malattia mortale della modernità: la fretta, la superficialità, la spinta inarrestabile a misurare tutto, anche ciò che non è o – meglio – non deve essere misurato come il sentimento, il flusso delle emozioni, la gioia, l’entusiasmo; tutti valori mortificati dalla moderna “dittatura della quantità”. […]»

Annibale Salsa

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

2 Responses to Il Tour della Bessanese

  1. serpillo1 says:

    Almeno una volta nella propria vita, a chi piace camminare, consiglio vivamente di provare l’esperienza di un trekking di più giorni.
    Ti lascia un indelebile segno dentro di te. E ti accorgi che le tue gambe ed il tuo respiro ti portano lontano..

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  2. martellot says:

    Wow, che paesaggi! Che bello osservare una montagna così caratteristica come la Bessanese da tutti e quattro i suoi versanti!

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