Il Calcante

Uja di Calcante da Nord

Uja di Calcante da Nord

“Le grandi montagne hanno il valore degli uomini che le salgono, altrimenti non sarebbero altro che un cumulo di sassi.”

-Walter Bonatti-

L’Uja di Calcante è una montagna aguzza (“uja” in patois significa ago) che domina lo spazio alpino della bassa Val di Viù e della Val d’Ala. Su di lei confluiscono i territori di Viù, di Mezzenile e di Traves.

Maddalena Vottero-Prina soleva ricordarla come una montagna con la “M” maiuscola. Sfogliando in uno dei  suoi due volumi sulla vita e ricordi della frazione Pugnetto di Mezzenile (A l’ombra ‘d Calcant) ho trovato uno stralcio della sua poesia “La mia montagna” che riporto:

“Questa è la mia montagna

e ciò

che ne imprime il ricordo

quando ne son lontana”

Diversi itinerari permettono di raggiungerla: questa volta abbiamo scelto un bel giro ad anello partendo dalla frazione Fubina di Viù, nell’omonima Valle.

E’ una lunga ma gradevole e panoramica escursione. Si srotola, in gran parte, su un’ottima mulattiera eretta durante i rimboschimenti tra il 1910 e il 1933.

Più di un motivo per esplorare la zona. Intorno ad essa ruotano, da tempi antichi, le miniere di rame e di ferro. Talmente importanti che un detto in patois dice: “Calcant e Péra Cagni o valont pi che Fransi e Spagni” (Il Calcante e Pera Cagni valgon più di Francia e Spagna). Presenti tra Mezzenile, Traves e Pessinetto le fucine di abili artigiani che producevano chiodi.

Le Lunelle

Tratto terminale della cresta nord delle Lunelle

Non dimentichiamo la storica palestra di arrampicata del torinese “Le Lunelle” (1494 m) la cui cima è compresa tra l’Uja di Calcante (1614 m) e la Punta Lunelle (1384 m).

Fino agli anni Sessanta del Novecento guide locali accompagnavano, in autunno ed in primavera, gli alpinisti all’attacco della via. E’ frequentata ancora ai giorni nostri.

Quella più nota è la via della cresta nord con la “famosa” Placca Santi. Le difficoltà sono di II e III grado “..tra paretine, guglie, spigoli affilati e crestine..”. La prima ascensione “ufficiale” è del 1905 ad opera del Club Alpino Accademico .

Pugnetto

Meraviglie all’interno della Grotta di Pugnetto –  Ph.Franz

Per gli amanti delle grotte e dei pipistrelli ricordiamo la Grotta di Pugnetto (Mezzenile).

Lunga circa 800 metri, è l’unica cavità naturale in calcescisti delle Alpi occidentali.

E’ tutelata dalla Regione Piemonte ed è stata inserita nel censimento dei “biotipi” (unità di ambiente fisico in cui vive una singola popolazione di organismi animali o vegetali o più popolazioni che interagiscono tra loro).

La “Bòrna” di Pugnetto un tempo era ricca di stalattiti che sono state purtroppo staccate da visitatori vandali.

Sentieri della liberta'

Segnavia

I territori del Calcante non hanno avuto tregua durante la Resistenza (1943-1945). Hanno visto attive le prime formazioni di partigiani (locali e stranieri fuggiti dai campi di prigionia), rastrellamenti, rappresaglie, uccisioni, lotte.

In ricordo di ciò ed in nome della libertà, sono stati ri-segnati, tra le Valli di Lanzo e la Val di Susa, passando per il Colle del Lys, i “Sentieri della Memoria”. Da vedere anche l’Ecomuseo della Resistenza.

Euphorbia gibelliana Peola

Euphorbia gibelliana Peola

Nel periodo tra fine aprile e giugno, sulle pendici brulle della nostra vetta, cresce l’Euphorbia gibelliana Peola una vera e propria rarità botanica. Il giallo-solfina della fioritura ingentilisce le pendici del monte. Si tratta di una pianta endemica che vive in piccole aree nelle Alpi Cozie e Graie; è protetta e ne è vietata la raccolta. Cresce in terreni dove c’è presenza di sali di rame e di ferro come i nostri e scarsi d’acqua.

Colle della Cialmetta

Colle della Cialmetta

Poco sotto il Calcante si incontra il Colle della Cialmetta (1305 m) .

E’ da sempre un valico di estrema importanza (anche in inverno) che ha permesso la comunicazione tra la Valle di Viù con le altre Valli di Lanzo almeno fino all’avvento delle strade carrozzabili (negli anni 1842 e 1857).

Ha visto varcare pascoli di bestiame, transiti di beni, animali, viandanti e pellegrini che si recavano dalla bassa Valle di Lanzo sul Rocciamelone per celebrare la Madonna della Neve oppure a Forno Alpi Graie al Santuario della Madonna di Loreto per una grazia.

Non stupisce quindi il dedalo di sentieri tra borgate e vallate.

Il Colle e i suoi dintorni, immortalati su foto di fine Ottocento, sono irriconoscibili: appaiono privi di vegetazione e franosi.

I versanti della nostra montagna erano, un tempo, totalmente vestiti di castagneti. I boschi erano così fitti che uno scoiattolo, saltando di ramo in ramo, avrebbe potuto andare dal Calcante fino al Bec Ceresin (Groscavallo -Val Grande di Lanzo)  senza mai toccare terra.

Sia l’intenso e persistente disboscamento (il carbone di legna serviva ad alimentare i forni e le fucine dei chiodaioli di Mezzenile, Pessinetto e Traves) che il pascolo di capre ha contribuito a creare un paesaggio lunare.

La Guardia Forestale si è occupata del rimboschimento a partire dall’inizio del 1900. E’ stato vietato anche l’allevamento. Sono stati immessi pino nero ma anche rovere, castagno, larice ed abete rosso.

Cappella

Facciata della cappella dedicata a San Michele arcangelo – Colle della Cialmetta

Sul Colle c’è la cappella dedicata a San Michele arcangelo che ha visto, nel corso dei secoli, abbandoni, ampliamenti, restauri e ricostruzioni. Nel 2002 c’è stata l’inaugurazione della nuova chiesetta con un piccolo rifugio in caso di maltempo. L’ultimo ripristino, dopo l’abbandono di quasi cinquant’anni, vede luce grazie agli stimoli di due Soci della Società Storica delle Valli di Lanzo ed alla partecipazione e collaborazione di enti, associazioni e cittadini.

La festa si celebra in Settembre.

Cialmetta

Colle della Cialmetta

C’è anche una notizia curiosa: intorno al 1930 si vede l’approvazione e l’avvio di un progetto per la realizzazione del Parco Nazionale delle Valli di Lanzo. Purtroppo è stato accantonato a causa dello scoppio della II Guerra Mondiale.

I tempi non sono sufficientemente maturi per proporre nuovamente la visione delle Valli di Lanzo inserite in un’area protetta, stante le immense ricchezze naturalistiche e culturali presenti?

Per saperne di più, sull’Uja di Calcante vi propongo la lettura del volume LXXXVI. – Silvano Scannerini, Antonio Lori–Euphorbia gibelliana Peola: “una specie unica al mondo” sull’Uja di Calcante / Claudio Santacroce, Ezio Sesia – Il Colle della Cialmetta e l’Uja di Calcante. Note storiche ed escursionistiche. – Lanzo T.se, 2004 edito dalla Società Storica delle Valli di Lanzo.

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Itinerario: anello Fubina – Colle Prà Lorenzo – Uja di Calcante – Colle della Cialmetta – Fubina

Località di partenza: Fubina (727 m – fraz. di Viù)

Dislivello in salita: 887 m

Tempo complessivo: 5 h 30

Difficoltà: EE (per l’esposizione del tratto iniziale scendendo dal Calcante verso il Colle delle Cialmetta; fare molta attenzione in caso di rocce umide)

Cartografia: Valli di Lanzo n.9, scala 1:25.000, edita da Fraternali editori

Segnavia: 135 – bolli bianco-rossi (ben evidenti inizialmente e poi un po’ più scoloriti verso la cima)

Arrivati a Fubina, si può posteggiare l’auto ai lati della strada provinciale.

Il sentiero n. 135 inizia subito dopo aver superato (direzione Viù) la Cappella dell’Addolorata e di San Michele (cartello indicatore). Si percorre una mulattiera tra le case.

IndicazioneSi lascia alla nostra destra una bella fontana e si prosegue diritti (N) fino a raggiungere un prato. Subito dopo il sentiero volge decisamente a destra (E – cartello) dove si intravedono alcune malghe.

fontanaSuperate le malghe, la traccia piega gradatamente  verso nord per poi incontrare un bivio dove si imbocca il ramo di sinistra. Ci troviamo sulla splendida mulattiera forestale sostenuta da muretti e immersa in boschi di pini neri (impiegati nel rimboschimento della zona) e roveri.

mulattieraLa salita è lieve e su larghi tornanti. Il bosco poi si dirada e si scorge Viù e l’omonima Valle.

Valle di Viu'A quota 1200 m circa  si giunge ad un quadrivio che è segnalato da paleria in legno (1h30). Verso sinistra (sud), si può raggiungere la frazione Selvagnengo (altro punto di partenza per l’escursione); proseguento sul sentiero (NO), invece, si arriva al Colle della Cialmetta (1305 m).
quadrivioSalendo a nord  invece (direzione Calcante) si continua nel nostro percorso sul “Sentiero della memoria – Traves (SDM)” e si raggiunge il Colle Prà Lorenzo (1388 m). (2h)
Colle Prà LorenzoL’ultimo tratto del sentiero, che conduce alla vetta del Calcante, è dedicato al Beato Pier Giorgio Frassati (SFR). Proprio questo sentiero è stato l’ultimo da lui percorso con altri due amici prima della sua improvvisa morte per poliomielite fulminante. Il CAI, dopo la beatificazione avvenuta nel 1990, ha dedicato a questo giovane della borghesia sabauda amante della montagna e buon cristiano, diversi sentieri in quasi tutte le regioni italiane. In questo caso il Comune di Traves e le associazioni locali, gli hanno intitolato il sentiero che da Villa di Traves porta alle Lunelle e all’Uja di Calcante.

SFRNon manca più molto alla nostra montagna: la vegetazione cambia e si dirada, l’ambiente diventa roccioso. Rapidamente si sale in cresta toccando pietraie e roccette. (2h50)

fra roccette e pietraiePeccato per l’invadente ripetitore piazzato poco sotto la cima: disturba decisamente il paesaggio.

Una sfogliata al libro di vetta, messe le nostre firme, la foto di rito, un breve spuntino, lo sguardo incantato che spazia tra la pianura torinese, le cime delle Valli di Lanzo e del Canavese e giù verso il Colle della Cialmetta tra roccette (cautela nella parte iniziale) ometti in pietra, detriti, bolli rossi, pietraie, rododendri e larici. (3h40)

Il rientro si effettua sulla mulattiera forestale (direzione Fubina; 5h 30 min.).

E’ la prima escursione di quest’anno che occupa gran parte della giornata. Si sente il profumo della primavera, il risveglio della natura. Formidabile il salutare e ricostituente sonnellino sul prato.

 Larice - risveglio della natura

Per deliziare la vista ed assaporare l’escursione al Calcante:

la proiezione di foto

la raccolta di foto

Info serpillo1
Frequento praticamente da sempre le Valli di Lanzo, mi piace "rallentare", nel mio tempo liberato, facendo escursionismo tutto l'anno. Sono accompagnatrice nel C.A.I.

One Response to Il Calcante

  1. Beppeley says:

    Una montagna davvero affascinante, sebbene di quota modesta.

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