Il silenzio di Chavannes

IMG_0231Ci sono luoghi di montagna che suscitano in me diverse emozioni. Ve ne sono alcuni che, magari per via del vasto panorama, mi danno un senso di grandiosità, altri mi incutono un po’ di timore reverenziale magari perché mi trovo al cospetto di enormi pareti rocciose o grandi cascate di seracchi, altri ancora fanno nascere un senso di tranquillità, di calma. Ci sono poi alcuni luoghi dove ad essere dominante è la sensazione di isolamento che si prova. Questa sensazione l’ho provata recentemente nel Vallone di Chavannes. Siamo in Valle d’Aosta nella Valle di La Thuile e il vallone suddetto inizia poco sopra La Thuile e si incunea, piuttosto linearmente, verso Nord Ovest.

Il vallone in questione è percorso interamente da una strada sterrata che, a prima vista, potrebbe “addomesticare” il luogo ma il contesto ambientale davvero selvaggio prevale tanto che, come dicevo prima, è forte la sensazione di isolamento che si prova. Il motivo? Il vallone è molto lungo e piuttosto elevata è la lontananza dall’ultimo paese inoltre non vi sono punti di appoggio come rifugi o bivacchi. Vi sono solo un paio di alpeggi.

Non so dire quanto sia frequentato dagli escursionisti, io l’ho percorso in una giornata lavorativa pertanto non ho idea del traffico escursionistico nelle giornate festive che interessa la zona. Credo però che la bellezza del luogo sia conosciuta ad una buona fetta degli escursionisti.

Il vallone di Chavannes presenta molti aspetti interessanti. Oltre al fatto di essere lontano dai più prossimi paesi, il suo versante orografico destro (a sinistra per chi sale) è rappresentato da grandi pareti rocciose tanto che il dislivello tra il fondovalle e la porzione sommitale rappresentata dai contrafforti del Monte Ouille (3099 m) è di circa 1000 metri. Non è infrequente pertanto trovare i resti di grandi valanghe che costellano il versante, testimoni del fatto che qui l’inverno non scherza: non dimentichiamo infatti che ci troviamo a due passi dal Passo del Piccolo San Bernardo e a poca distanza dal massiccio del Monte Bianco, luoghi che dal punto di vista climatico, sono i più nevosi e rigidi dell’intera Valle d’Aosta.

Le pareti rocciose che conducono alla vetta del Monte Ouille (3099 m)

Il versante opposto invece è decisamente differente, ampie distese prative decisamente acclivi che si alternano a pareti rocciose più modeste rispetto a quelle del versante opposto fino ad arrivare alla quota di 3252 metri del Monte Berio Blanc. Alla testata del vallone troviamo invece la Punta Léchaud che, nonostante non sia un monte di prima grandezza (3127 m), ospita ancora un ghiacciaio che fino a pochi anni fa era ancora relativamente esteso, il ghiacciaio di Chavannes. Nonostante abbia risentito dei cambiamenti climatici riducendo la propria estensione e il proprio spessore, presenta tuttavia ancora delle dimensioni rispettabili soprattutto per la bassa quota in cui si trova, ulteriore testimonianza del fatto che qui le precipitazioni nevose sono molto abbondanti poiché le perturbazioni atlantiche si scaricano con violenza prima di arrivare decisamente più attenuate nel centro della Valle d’Aosta.

Il Monte Berio Blanc (3252 m)

La Punta Léchaud (3127 m)

La giornata in cui ho effettuato l’escursione invece non è stata fredda ed è stata praticamente priva di nubi. Lasciata l’auto all’alpeggio di Porassey, a 1860 m, la strada da asfaltata diviene sterrata e compare il divieto di transito ai mezzi motorizzati. Da qui inizia il percorso. Appena entrati nel vallone spunta, per uno spicchio, la cima del Monte Bianco (4810 m) dietro il Berio Blanc.

L’alpeggio Porassey dove si lascia l’automobile

La parte bassa del Vallone di Chavannes

Il candore del Monte Bianco contrasta con il verde delle praterie scoscese del Berio Blanc

Poco più avanti compare l’Aiguille de Trelatete (3920 m) sempre nel massiccio del Bianco. Man mano che ci si cammina compare in seguito anche l’Aiguille des Glaciers (3817 m). Seguendo la strada e continuando la salita lungo la strada sterrata si percorre tutto il vallone che descrive una leggera curva. Infatti se all’inizio il vallone si dirige indicativamente verso Nord Ovest, verso la porzione mediana piega decisamente verso Ovest.

L’Aiguille de Trélatete (3920 m)

Zoommata sulle cornici dell’Aiguille de Trélatete

Proseguendo l’escursione ed addentrandosi sempre più all’interno del vallone, il panorama cambia alle nostre spalle. Ecco che rivolgendo lo sguardo verso valle compare il gruppo del Rutor (Testa del Rutor, 3486 m) con il suo enorme mantello ghiacciato. Osservando il ghiacciaio del Rutor si notano, particolarmente evidenti da questa angolazione, le Vedette del Rutor (3332 m) che separano in due flussi il grosso corpo glaciale.

Vista verso l’imbocco del vallone. Sullo sfondo il Rutor

Il ghiacciaio del Rutor con, in mezzo, le Vedette (3332 m)

L’alto Vallone di Chavannes: al centro nella neve la Punta Léchaud e a destra il Monte Léchaud

Purtroppo il tempo è tiranno e, avendo poco tempo a disposizione, non posso permettermi di arrivare alla testata della valle, al Col de Chavannes, per poter ammirare la Val Veny dall’alto con il Bianco a mostrarsi in tutta la sua imponenza. Anche se non arrivato al fondo della valle devo dire però che la mia visita al Vallone di Chavannes seppure incompleta è stata davvero piacevole. La sua solitudine, il fatto di essere poco visibile dai dintorni, la mancanza quasi totale di manufatti umani e le ricche caratteristiche naturali ne fanno un angolo indubbiamente interessante delle nostre montagne. Sono infatti venuto a conoscenza di un luogo che, oltre ad essere splendido come del resto tutta la Valle d’Aosta, ha mantenuto un silenzio ed un isolamento idealmente lontani dalle molte località pervase da diverse mode che ormai caratterizzano una buona fetta dei “frequentatori” della montagna. Non una pista da sci, non un albergo, praticamente null’altro se non la natura. Che, scusate, non è poco!

Info martellot
Appassionato di montagna, di fauna e di ambiente. Un frequentatore della montagna "di un tempo"

3 Responses to Il silenzio di Chavannes

  1. Beppeley says:

    Ma che meraviglia!
    Grazie mille!

  2. Anonimo says:

    Foto spettacolari, non conosco questo vallone, ma penso che la vista del ghiacciaio del Rutor e il Bianco che appare tra il verde dei prati ripaghino di ogni fatica! Grazie per aver condiviso il silenzio di questo luogo stupendo 🙂

  3. martellot says:

    🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: