Montagna masticata

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Si parte per il bellissimo Lago d’Afframont (1986 m) dal Villaggio Albaron di Balme (alta Val d’Ala)

L’edizione 2014 del Blogger Contest “la mia montagna nel blog”, ideato da altitudini.it in collaborazione con Le Dolomiti Bellunesi e l’associazione bergamasca Gente di Montagna, è stata vinta dal bellunese Fre mentre al secondo posto è arrivata Simonetta Radice. Terzo posto per Stefano Lovison.

Così ci informa Planet Mountain su questo concorso che porta gli scrittori della Rete a confrontarsi sulla loro visione della montagna nel XXI secolo.

Forse vi chiederete perché i camosci non hanno partecipato al concorso. La risposta è molto semplice: abbiamo mancato il termine utile per trasmettere i post, forse troppo presi a rincorrere le piste forestali che stanno appestando le Valli di Lanzo e ad inseguire la memoria dell'”Ultimo volo dei ragazzi di Sua Maestà“.

Non possiamo essere particolarmente dispiaciuti di tale mancanza perché proprio ieri, dopo aver ricevuto via posta ordinaria l’ultimo numero di Montagne360, ci accorgiamo di essere stati presi in considerazione dal mensile del CAI nella pagina dedicata al Web & Blog.

Scan

Montagne360 di ottobre 2014

Per noi è davvero un grande riconoscimento e siamo oltremodo onorati di far parte della famiglia del CAI anche per quanto riguarda la comunicazione della montagna. Grazie mille a tutta la Redazione con i nostri migliori auguri di buon lavoro.

Torniamo al Blogger Contest e proviamo a conoscere il misterioso Mr. Fre di Belluno, vincitore dell’edizione 2014. Ma allora torniamo alla rappresentazione della montagna, della natura e del paesaggio perché uno dei tre post che Mr. Fre ha fatto pervenire alla giuria del concorso si intitola “Il fallimento dei fotografi di montagna, di natura, di paesaggio“.

Mettetevi sulle sue orme e allora scoprirete che noi dei camosci abbiamo fatto davvero di tutto per non mentirvi. Non vi abbiamo condotto in scenari da favola escludendo gli sfregi che l’umanità – costantemente in fuga da se stessa – infligge alla montagna. E di conseguenza all’osservatore del paesaggio.

[…] La maggior parte del nostro mondo, almeno qui in Veneto, è composto da ineradicabile bruttezza, solo che fingiamo di non vederla per superare l’ansia collettiva che ci attanaglia nel subire l’erosione dei beni comuni, giorno dopo giorno. E decidiamo di non rappresentare mai questo fenomeno. E decidiamo di attraversare velocemente la bruttezza in automobile per raggiungere i pochi spazi deantropizzati che ci restano. E lì fotografare “il bello”, preoccupandoci di eliminare gli elementi di disturbo. Come in un sogno, o in una realtà rappresentata. […]

Qui il suo post che vi suggerisco vivamente di leggere: richiede pochissimo tempo. E’ un post affilato come una lama di luce di un’alba gelida di alta quota.

Vi sveglierete in un nanoscecondo dagli inganni che tutti noi, allevati come polli in batteria, viviamo senza saperne il motivo.

Bravo Mr. Fre

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

16 Responses to Montagna masticata

  1. Complimenti, meritato riconoscimento per un blog che sa avvicinare a tematiche a voi ben note anche chi, come me, non frequenta la montagna, mi piacciono molto i vostri post, c’è competenza, un linguaggio bello e fresco, splendide immagini e tanta passione, arriva a chi vi legge!
    E complimenti anche ai vincitori del contest che presentate.
    Buona serata a voi, a presto!

    • Beppeley says:

      Grazie infinite Miss.
      Qui sei sempre la benvenuta e spero un giorno di poter pubblicare un tuo scritto sulla montagna che so che ogni tanto frequenti. Magari facciamo uno scambio per una volta… io scrivo sul tuo blog e tu sul nostro. 😉

  2. Rebecca Antolini says:

    Ciao a tutti voi, vi auguro un felice weekend .. con amicizia Pif ❤

  3. Anonimo says:

    Grazie per l’attenzione e per aver apprezzato le opere dei vincitori. Aspettiamo “I camosci bianchi” alla prossima edizione del Blogger Contest. – red. altitudini.it

  4. serpillo1 says:

    Fotografare la bellezza e le stonature, raccontare l’incanto e la disarmonia. Due facce della stessa medaglia.

    • Beppeley says:

      Paolo Rumiz nell’anno 2008:

      [….] Negli anni seguenti ho raccontato l’Alpe come giornalista e scrittore, continuando a percorrerla in silenzio, e più la percorrevo, più aumentava la mia insofferenza per certo alpinismo – ginnico, narciso e dunque infantile – che puntava all’estremo ignorando tutto ciò che circondava lo strapiombante itinerario verso la vetta. Tutto, a partire dagli uomini. Essi non vedevano l’agonia dei ghiacciai, l’inselvatichirsi del territorio, la desertificazione dei villaggi, la requisizione delle sorgenti, l’aggressione agli ultimi spazi vergini, la cementificazione degli altopiani, la costruzione di impianti di risalita nel cuore di parchi naturali. Non reagivano allo smantellamento del paesaggio che la nostra Costituzione ci impone di tutelare. […]

    • martellot says:

      é vero, secondo me è un’opera di testimonianza il poter “raccontare l’incanto e la disarmonia” ed è anche uno strumento di testimonianza per valutare “come” passa il tempo. Oggi possiamo fotografare, registrare, divulgare eventi e situazioni per poter paragonare come è cambiata la montagna oggi rispetto al passato. E se è vero che ci sono molte novità positive attorno a noi è anche vero che la montagna subisce più o meno localmente delle “disarmonie” che mal si inseriscono in un contesto così fragile come appunto quello montano. Anche grazie ai blog oggi possiamo sottolineare il “bello” e denunciare il “brutto”.

  5. flaco says:

    Complimenti ai vincitori del contest e, ancora una volta, a questo blog che costruite ogni giorno con passione e dedizione. Ciao!

  6. ventefioca says:

    Complimenti per il cuore pronto, l’occhio attento e il dito da infilare nella piaga. Gp

  7. Natura-e says:

    Il contest, l’articolo di Beppe Leyduan che lo presenta ed in particolare il post di Mr Fre sul ‘fallimento dei fotografi di montagna, di natura e di paesaggio’ , hanno messo il dito nella piaga di una visione a volte ‘virtuale’ del paesaggio: vediamo ciò che ci piace e non vediamo ciò che non ci piace. Addirittura, a volte, trasformiamo con effetti particolari le immagini che vogliamo rendere ‘ancora più belle’. Tutto ciò toglie naturalità alla natura e aggiunge artificialità all’artificio con cui non prendiamo atto della realtà del paesaggio e dei problemi estetici ma anche funzionali che la mano dell’uomo vi ha determinato.
    Quando guardiamo la Natura ci comportiamo così perché, soffocati dalla sofferenza del vivere urbano, abbiamo un bisogno disperato di Bellezza al punto da ‘inventarla’ con le nostre immagini parziali o truccate. E’ comprensibile. Ma, preso riposo dalla sua visione, dovremmo amarla un po’ di più questa Natura di cui alla fine abbiamo bisogno, e compiere quindi un passo in più. Dovremmo, quindi, tentare una operazione coraggiosa: aprire gli occhi. Di fronte a tutti gli aspetti dell’ambiente, che a volte sono antiestetici ma non meno importanti per la sua esistenza.. Ma soprattutto di fronte alle brutture e ai danni ambientali che l’antropizzazione ha generato, e che non sono un costo necessario ed inevitabile dell’antropizzazione stessa, ma solo della ignoranza di chi l’ha realizzata senza seguire le linee estetiche e l’organizzazione funzionale della Natura stessa. Bene questo lavoro, quindi, che ritengo abbia un valore ancora inesplorato sul piano della psicologia sociale, della sociologia e della filosofia, valore che avverto straordinariamente e al quale sono particolarmente sensibile Grazie agli Autori.

    Francesco Paolo Mancini

    • Beppeley says:

      Forse più che compiere “un passo in più” dovremmo compiere un passo indietro, ovvero arretrare dalle nostre pretese che vorrebbero un mondo con crescita infinita (di consumi, di popolazione, di reddito – con le conseguenti crescenti diseguaglianze sociali – di spesa pubblica, ecc…) senza che questa crescita comporti costi a livello ambientale esorbitanti ed insostenibili (interessante a questo proposito il commento del camoscio martellot: https://camoscibianchi.wordpress.com/2014/08/29/30-km-di-piste-forestali-nelle-valli-di-lanzo/#comment-5733).

      In questo passo indietro tutti abbiamo paura di perdere (cosa molto comprensibile) le conquiste del XX secolo (liberazione dalla fatica fisica, welfare, sicurezze sociali, dominio della tecnologia, ecc…).

      Ma se è vero che “nessun pasto è gratis” anche il piatto del XX secolo ha un conto bello e salato.

      Peccato che le generazioni precedenti non si siano chieste chi poi l’avrebbe pagato.

      Tocca a noi decidere: meno certezze nel nostro orizzonte di vita (diciamo 70 anni?) e più futuro vivibile ed “assicurato” per le prossime generazioni (una prossimità molto vicina…).

      L’altra strada sarebbe quella di porre un termine all’umanità (100 anni?) e disinteressarsi completamente dell’ambiente: si monetizzano le porzioni di ambiente ancora “intatte” che ci rimangono a livello planetario (nessun limite alla deforestazione, all’inquinamento, alle trivellazioni, NESSUN LIMITE) e ci godiamo gli ultimi scampoli del mondo, prima che esso diventi un inferno per la vita umana.

      Il vero panorama naturale che non vogliamo assolutamente vedere (e tantomeno fotografare) è quello del Pianeta con i suoi limiti fisici, il pianeta Terra che ha inventato un essere (l’uomo) che ad un certo punto ha voluto sentirsi Dio e far finta che questi limiti non esistessero (pensa solo che ogni anno siamo 80 milioni in più sulla Terra, tanto per parlare di limiti…).

      Ti suggerisco nuovamente un libro importante (di Alan Weisman) per comprendere appieno i legami strettissimi tra crescita della popolazione mondiale e devastazione ambientale (il titolo è cinematografico ma il contenuto in verità trasuda di “cose che voi umani non potete immaginare”):

      “Conto alla rovescia”: http://www.einaudi.it/libri/libro/alan-weisman/conto-alla-rovescia/978880621815

      Grazie mille per i tuoi importanti interventi qui come su Twitter.

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