Colle della Crocetta

Verso il Colle

Utimi metri di salita prima del Colle

La partenza non è delle più rincuoranti: una leggera foschia mi aleggia intorno rendendo i colori più grigi e le forme più indefinite.

La cappella della Madonna della Visitazione dei Rivotti, avvolta da grigie nubi, guarda verso valle solitaria.

E’ umido, ma fin dai primi passi mi tolgo la maglia e rimango in maniche corte. La camminata in salita mi sta scaldando.

Osservando i primi alpeggi che incontro lungo il sentiero, mi accorgo di non essere la sola sveglia al mattino presto. I margari, come api laboriose, mungono nella stalla le loro bestie. I secchi in rame sono colmi di latte fresco: mi piacerebbe chiedere loro di berne un sorso ma non mi oso disturbarli, li saluto, scambio due parole veloci e proseguo.

Mi addentro nel bosco di latifoglie: è stranamente ancora verde. Solo qualche timido ramo di betulla, qua e là, è giallo paglierino. Alcuni tronchi di larici, vicini alle malghe, sono stati segati, altri rami solo potati in modo che ricrescano bene: si prepara la legna per il prossimo anno.

Noto, con piacere, che la segnaletica del sentiero è stata implementata e migliorata: bolli bianco-rossi verniciati da poco e paleria indicante il numero del sentiero a catasto, la località e il tempo di percorrenza.

Ora, a farla da padrone, sono le praterie alpine. Il cielo è ancora grigio ma verso il colle si intravede uno spicchio di sereno.

panoramaMi attardo a salire, rapita da maturi mirtilli e succosi lamponi lungo il sentiero. La temperatura nella notte è scesa e i frutti sono piacevolmente freddi… Ben presto le mie mani sono macchiate di viola.., che golosastra… Tra arbusti di mirtilli e rododendri, ciuffi di erbe che tendono all’arancione, all’amaranto, bacche rosse, al rosa violetto dell’erica. I larici sono ancora verdi.

Nel mio cammino i pensieri hanno come compagnia la musica lieta dei rudun.

Manze pascolano tranquille, alcune sono già sdraiate. Due vitellini, incuriositi ed intimiditi, mi osservano ma rimangono vicini ad una grossa pietra. Si sentono più protetti, forse.

Le foschie si diradano e finalmente arriva l’azzurro. L’erba è più secca. Sono in prossimità del Lago della Vercellina. Intorno i candidi ciuffetti bianchi degli eriofori.

Ultimo sforzo e sono al Colle (2641 m): mi affaccio sulla Valle Orco.

Rapita dalla bellezza del lago di Ceresole, e dalla catena montuosa di fronte a me, mi sono scordata del Lago della Vercellina e del pianoro alle mie spalle: non li ho neanche fotografati!

Il Colle non è un balcone o una finestra: non hai dietro di te il muro ma un panorama a 360 gradi che rimane indelebile nella mia memoria.

Vengo raggiunta da Markus, alpinista svizzero, in vacanza sulla GTA (Grande Traversata delle Alpi) da una settimana. Di fronte ad una tazza di caffè fumante vengo messa al corrente che è al termine del suo viaggio: partito a piedi da Susa sta raggiungendo Ceresole per poi, con corriera e treno, ritornare nella sua città natale dove ad aspettarlo ci sarà la moglie e i due figli.

E’ la prima volta che viene in Italia. L’ha colpito l’ambiente solitario e selvaggio delle nostre valli e la quasi assenza di escursionisti sui sentieri. Chiede anche spiegazioni sui bolli azzurri che la legenda della carta non menziona.

Gli auguro buona fortuna, un rapido scambio di indirizzi per le foto e sono pronta per la discesa.

Per gustarvi la presentazione delle foto su Flickr cliccate qui (il pulsante in basso a destra permette di vederle a schermo intero).

Nelle foto iniziali non si vedono ancora i segni lasciati dalla pista forestale perché l’escursione risale circa ad un anno fa.

***

Qualche vecchio della Val Grande di Lanzo narra di una leggendaria e sanguinosa rissa tra gli abitanti di Bonzo (frazione del Comune di Groscavallo) e di Ceresole Reale, in Valle Orco.

GTAProbabilmente questa ostilità risale a torti subiti nelle feste di paese o per litigi, frequenti in quel periodo, sorti in merito alla proprietà sopra un pascolo o sopra ad una cappella.

La leggenda non ci dice se il fattaccio si è svolto di notte o di giorno, ma è certo che il sacrestano della parrocchia, in un dì di festa, recatosi per suonare le campane, si ritrova con la fune sui piedi.

Alcuni abitanti di Ceresole (non si tratta però di uomini caritatevoli in pellegrinaggio bensì di ladri intenzionati a rubare le campane) attraversano il Colle della Crocetta, posto sullo spartiacque Val Grande di Lanzo – Valle Orco, per compiere il furto.

I rapinatori, il cui cammino è rallentato dal peso delle campane, vengono raggiunti da alcuni dei derubati e uccisi dopo una violenta lite, in prossimità di un pianoro che da allora si chiama “Pian dei Morti”.

Le campane sono riportate nel borgo ma senza canti e grida di vittoria perché sul Piano rimangono molti morti.

Per evitare ulteriori scorribande e tentazioni da entrambe le parti, tavole di legna chiudono la finestra del campanile della Chiesa.

Il fatto, narrato anche in Valle Orco, passando di bocca in bocca cambia di versione: i ladri arriverebbero dalla vicina Val Grande ed i derubati sarebbero in realtà quelli di Ceresole.

***

Colle della Crocetta (2640 m) – Val Grande di Lanzo
latte

Località di partenza: Rivotti  (1450 m – fraz. di Groscavallo)

Dislivello in salita: 1200 m circa

Tempo di salita: 3 h 30′

Difficoltà: E

Cartografia: Valli di Lanzo n. 8, scala 1:25000, edita da Fraternali editori

Segnavia: 321 – GTA (Gran Traversata delle Alpi) con bolli bianco-rossi

Info serpillo1
Frequento praticamente da sempre le Valli di Lanzo, mi piace "rallentare", nel mio tempo liberato, facendo escursionismo tutto l'anno. Sono accompagnatrice nel C.A.I.

8 Responses to Colle della Crocetta

  1. Anonimo says:

    Distante centinaia di km da voi, leggere qs post è stato un modo per conoscere ancora di più le valli di Lanzo. I suoi paesaggi ormai li riconosco, più o meno, a colpo d’occhio, merito dei tuoi tw e di quelli di Beppe. Ambienti montani che hanno ” qualcosa”di molto familiare.
    Seguendoti, è stata per me una bella ” escursione ideale ” durante la quale, passo dopo passo, nn ho fatto altro che ” masticare ” ( in senso buono ) la montagna. Gustare tutti i suoi ” sapori “, sentire i suoi ” odori , respirare a grandi boccate la sua ” aria “, osservare i suoi ” abitanti e contemplare il ” suo panorama ” lasciandomi avvolgere dalle emozioni, con I sensi e la mente liberi da condizionamenti e dalla frenesia di tutti I giorni e persino da preoccupazioni di salute.
    Ammirando le bellezze panoramiche delle foto si fa, prepotentemente, strada tra I miei pensieri un piacevole ricordo. . . quando giovanissima scelsi di lavorare in montagna ( appennini ) ignorando sguardi sbigottitie frasi ” chi te lo fa fare “. Realizzai uno dei miei sogni, purtroppo solo per un anno, di vivere a stretto contatto con la natura. . . avere rapporti con persone semplici e. . . seguire un ritmo di vita più naturale .
    Le goccioline di nebbia mi inumidiscono il viso interrompendo I miei ricordi. Mi riposo un po’ e poi proseguo fino alla meta…….GRAZIE!!!!!

    • Beppeley says:

      Ci fa tanto piacere sapere che grazie a quanto pubblichiamo qui tu possa fare “escursionismo”, uscire per un attimo dalla quotidianità e respirare gli ampi spazi delle Alpi ricchi di natura e di orizzonti di senso.

      Tutto questo ci sprona sicuramente a continuare a raccontarvi la montagna che amiamo e anche a migliorarci.

      Grazie tante!

  2. serpillo1 says:

    Grazie a te amica cara che ci segui.
    Sapere di rendere più lievi le giornate a chi sfoglia o si sofferma davanti alle nostre foto mi rende felice e mi conferma che credere nei sogni porta buoni frutti.
    Un abbraccio e a presto.

  3. martellot says:

    Bello Serpillo! Sembra veramente, come è già stato scritto, di sentire il sapore dei mirtilli e di sentire l’odore del latte appena munto! Tra l’altro, anche se non sono mai stato al Colle della Crocetta, so che quel versante è davvero incantevole. Già la chiesetta dei Rivotti è posta in un sito davvero carino…

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