Le meraviglie di Vonzo

VonzoFrequento il villaggio alpino di Vonzo (frazione del Comune di Chialamberto, in Val Grande di Lanzo) da molti anni ormai.

E’ una magnifica base di partenza delle mie escursioni ma anche una tappa molto gradevole per incontrare gli amici che proprio lì hanno casa.

Con lo zaino in spalla ho percepito il senso dell’immenso e dell’infinito al Santuario del Ciavanis, ho posato, in vetta, il mio sguardo su orizzonti sconfinati, disceso scalinate in pietra fabbricate dalla stupefacente abilità dei montanari, traversato colli e vallate, visto specchiarsi montagne nelle acque cristalline dei laghi…

Mi sono poi lasciata incantare dalla leggenda della Balma delle streghe (o meglio delle “fate”) ma anche scontrata dolorosamente con il progetto idroelettrico nel Vallone di Vassola.

Recentemente ho letto due testi che parlano di questa amena borgata: immaginare i luoghi descritti così bene dalle autrici mi ha commosso e mi ha permesso anche di focalizzare tanto i ricordi piacevoli ed idilliaci quanto i cupi episodi di guerra che, ovviamente, mi rappresento soprattutto grazie ai ricordi trasmessi dei miei cari.
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L’uomo intelligente

Gli alberi crescono molto lentamente, si infittiscono fino a

creare un bosco e il bosco a poco a poco si espande, occupa nuovi

spazi, scende inesorabilmente a valle finché non incontra

o si scontra con gli interessi dell’uomo.

L’uomo allevatore, l’uomo costruttore, l’uomo piromane,

l’uomo sciatore, l’uomo intelligente che spesso ne fa scempio.

Danilo Berton

Da “Agenda CAI 2007”

 alberi

Appello per la salvaguardia dei corsi d’acqua

Acque trasparentiL’acqua è fonte di vita preziosa ma – ahimé – bistrattata, dimenticata e lasciata indifesa dal nostro Paese. Siamo decisamente in ritardo nel recepire le direttive europee e nell’adeguamento della normativa nazionale sulla gestione delle acque.

Occorre rivedere e modificare il sistema degli incentivi (i certificati verdi) e le regole per salvaguardare e tutelare gli ultimi corsi d’acqua naturali e la loro biodiversità.

In Italia, l’energia idroelettrica ha un ruolo importante nella produzione delle fonti rinnovabili per ridurre le emissioni di CO2 ma è necessario ripensare con attenzione allo sfruttamento eccessivo dei corsi d’acqua prima che sia troppo tardi. In Piemonte la totalità dei corsi d’acqua con significativa portata sono già stati interessati da derivazioni, che spesso, lo ricordiamo, non essendoci controlli, non rilasciano assolutamente il deflusso minimo vitale previsto, con grave danno per gli ecosistemi fluviali.

E poi siamo sicuri che l’acqua, con il cambiamento climatico in corso, è un bene infinito?

A fronte di questa drammatica situazione, oltre cento tra comitati ed associazioni ambientaliste hanno firmato l’appello nazionale per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico (qui il documento in pdf ) promosso dal CIRF, Centro italiano per la riqualificazione fluviale.

Questo appello nazionale rivolto al Ministero dello Sviluppo Economico, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Parlamento, alle Regioni, alle Province Autonome di Trento e Bolzano e al Segretariato della Convenzione delle Alpi è stato presentato il 28 ottobre scorso alla Camera dei Deputati.

Tra le associazioni firmatarie anche il Club Alpino Italiano, nella persona del Presidente Generale Umberto Martini.

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Uscire da se stessi

2014-08-25 1561 (1024x768)Il mare impigrisce e involgarisce, l’alta montagna solleva e corrobora. Il mare è piatto, i monti fanno a gara nel sollevarsi al cielo. L’alta montagna ha qualche cosa di aristocratico e dispone la mente alla meditazione. Gli orizzonti sono sconfinati e anche il nostro orizzonte interiore si allarga. La pace e i grandi silenzi, i boschi a perdita d’occhio, i monti giganteschi e l’ampio cielo, verso il quale viene spontaneo di alzare gli occhi, danno ai nostri pensieri un indirizzo diverso. Si esce da se stessi e ci si immerge nei problemi generali, non individuali. Nel rumore e nel pigia-pigia della grande città, invece, la mente è come se si rattrappisse e si pensa solo a se stessi. Ciò dipende dal fatto che nelle città si è costretti a misurarsi solo con gli altri e non con gli spazi infiniti. A chi mai, camminando per le vie di una città, verrebbe in mente di fermarsi a contemplare il firmamento? In città si hanno solo scopi immediati e le nostre energie intellettuali vengono assorbite da cose che non hanno molto a che fare con la meditazione astratta. I saggi e gli asceti non hanno forse sempre cercato la solitudine o addirittura il deserto?

Anacleto Verrecchia (Diario del Gran Paradiso)

orizzonti

Una povera, grande bellezza

Monaviel (martellot) (1024x768)

Monaviel (1282 m) in Val d’Ala. Raggiungibile in un’ora di marcia con il sentiero n. 240 che parte da Chiampernotto. Foto di martellot

L’articolo che segue è stato scritto da Ariela Robetto, pubblicato sul bimestrale Panorami – Vallate alpine (n. 108 di maggio – giugno 2014), e si incastra perfettamente con il post Il Vallone di Crosiasse del 26 ottobre scorso. Tra l’altro su quel post potete anche vedere la cartografia dell’area alpina di cui si sta scrivendo. Una mappa del territorio ben fatta che va a braccetto con la mappa delle emozioni, intense e strabilianti, che emergono facendo un escursionismo davvero intelligente ed elegante. Come quello di Ariela Robetto.

Al termine di questo articolo cercherò di fare luce – grazie anche a Gian Piero Motti – sulle stupende interconnessioni che potrebbero innescarsi se solo si riuscisse a riaprire un antico sentieruzzo. E con esso, forse, anche il cuore.


Una povera, grande bellezza

Un’escursione sulle alture di Ceres all’insegna dell’essenzialità del vivere

Testo di Ariela Robetto

Per mia natura, non amo il superfluo e credo sia dovere di ogni uomo mantenersi sobrio ed essenziale nel suo stile di vita. Nessuna tra le creature che popolano la terra ricerca qualcosa non strettamente necessario al suo vivere: solamente la nostra specie, all’apice dell’evoluzione (ma ne siamo poi così sicuri?), desidera spasmodicamente circondarsi di oggetti perfettamente inutili e, a questo fine, è disposta a vendersi, prostituirsi, rubare, uccidere…

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