Gias Nuovo Fontane

2014-11-08 383 (1024x683)[…] Forno Alpi Graie, situato alla confluenza dei due valloni della Gura a NO e di Sea a SO (albergo). Dominato dal Bec Cerel a SO e dalle propaggini del Barrouard a N, con la frastagliata costiera del Mulinet a O, è posto in uno scenario alpestre di rara e selvaggia bellezza.[…] […] Sulla sinistra di chi giunge, allo sbocco del Vallone di Sea, tra frassini ed abeti, sorge il Santuario della Madonna di Forno, fondato nel secolo XVII e meta, specie nel passato, di numerosi pellegrinaggi.[…]

Alpi Graie meridionali – Giuda dei Monti d’ItaliaBerutto/Fornelli

Così la Guida dei Monti d’Italia – C.A.I./T.C.I. presenta Forno Alpi Graie (1219 m), frazione del Comune di Groscavallo (Val Grande di Lanzo) e base di partenza di svariati itinerari, sia escursionistici che alpinistici e sia di arrampicata sportiva.

Questa volta abbiamo camminato prima sul Sentiero Balcone e poi sul sentiero n. 320, per guadagnare così Gias Nuovo Fontane (1996 m), sublime punto di osservazione dove sprofondare letteralmente sui colossi di roccia che ci separano dall’Alta Moriana. Questo sentiero, percorso qualche settimana fa in occasione della prima spolverata di neve sulle alte cime, può essere considerato un’alternativa al Sentiero Balcone che ha come partenza il villaggio dei Rivotti.

Giulio Berutto e Lino Fornelli ci spiegano il significato del toponimo Gias, molto frequente sulle montagne delle Valli di Lanzo:

[…] Con Gias (diminutivo di giasset) si indica sia lo spazio racchiuso da una rete mobile in cui si raccoglie di notte il bestiame, sia il fabbricato, che consiste solitamente in una bassa costruzione di un solo locale di muri a secco, ricoperta da tetto di tavole e paglia, a cui si accede da una semplice apertura, e priva all’interno di qualsiasi attrezzatura […] […] E’ da notare come questi termini pastorizi abbiano tutti un radicale tratto della lingua latina; il che lascerebbe supporre che il sistema di conduzione alla montagna abbia avuto origine nei primi secoli dopo l’occupazione romana. […]

La prima cosa che viene in mente nel primo tratto di questo asciutto ed essenziale percorso è la sua verticalità, suggestivamente incassato in una gola, simile ad un volto temprato dalla montagna, un volto severo.  Un sentiero diretto, senza fronzoli e compromessi ma leale. La seconda – ahinoi – è l’abbandono a se stesso: ci si imbatte in alberi caduti, che mal sopportavano la pressione della neve e la forza del vento, in segnavia trascurati e sbiaditi, in bandierine invecchiate, rotte e scolorite dal sole e dalla pioggia. Solo rari ometti di pietra segnalano la via e le pietre arrotondate, che miglioravano la salita e permettevano ai piedi comode alzate, si trovano rotolate sul cammino. Si colgono, insomma, i segni e le tracce di una grazia ormai appassita. La terza, lasciato alle spalle il bosco, è la bellezza ed il senso di grandiosità che immediatamente ti abbracciano e ti rapiscono. Il tuo sguardo incontra a 360 gradi la catena montuosa delle Levanne, il Vallone di Sea, l’alta Val Grande che irrompe nell’anima… qui sembra di toccare tutto con un dito!

Lascio spazio alla galleria fotografica ed allo slideshow su Flickr. Le foto (bellissime) sono state scattate da Beppeley. 2014-11-08 193 (1024x683)

Info serpillo1
Frequento praticamente da sempre le Valli di Lanzo, mi piace "rallentare", nel mio tempo liberato, facendo escursionismo tutto l'anno. Sono accompagnatrice nel C.A.I.

11 Responses to Gias Nuovo Fontane

  1. Andrea says:

    Foto stupende, complimenti a Beppeley!
    La montagna dimenticata alle volte mette un po’ di tristezza, quei segnavia sbiaditi, le pietre degli ometti che rotolano scomposte lungo il pendio… Però vediamo anche il bicchiere mezzo pieno: la natura riprende ciò che le appartiene.
    Ciao e complimenti a tutti
    ANdrea

  2. martellot says:

    Non posso che commentare positivamente questo post, dal momento che si tratta di uno dei luoghi montani a me più cari (il mio nome “Martellot” è indicativo, no? :-)). Il panorama visibile dal Gias Nuovo Fontane è davvero un “concentrato” di quello che è la montagna alpina. Mi sembra però piuttosto impervia la salita dal vallone della Gura o sbaglio? Così mi sembra di vedere dalle foto…..

    • serpillo1 says:

      Ciao Martellot, se le foto ti piacciono, chissà di persona.. Questo è un sentiero escursionistico (E), alcuni tratti un pò più aerei ma molto belli.

    • Beppeley says:

      La parte del sentiero n. 320, che permette di superare la ripida bastionata rocciosa che sovrasta Forno Alpi Graie, è stupendamente verticale ed incassata. Ti risucchia, ti stringe, ti avvolge, quasi per farti diventare roccia, dura e severa come quella delle Alpi Graie. Poi però ti libera negli spazi sconfinati, appena uscito dal bosco.
      E’ un itinerario escursionistico formidabile e generoso per le diverse emozioni che sa donarti.
      Ma soprattutto è un sentiero, e non una pista forestale, quello che ti fa decollare dal fondovalle. Uno dei pochi itinerari superstiti delle Valli di Lanzo che nascono già dalla strada provinciale del fondovalle come sentiero, anziché come sterrata.
      Se provi ad osservare con attenzione una carta escursionistica recente delle Valli di Lanzo (immaginati poi le prossime…), puoi accorgerti facilmente come i sentieri che partono dal fondovalle (la viabilità pedonale storica dei montanari) stiano ormai scomparendo, così come le bellissime emozioni che si provano ad indossare gli scarponi sull’asfalto e muovere subito dopo il primo passo su di un sentiero.
      Le odiose ed inutili piste forestali, che spuntano come funghi nelle Valli di Lanzo, stanno sempre più banalizzando l’esperienza di un escursionismo autentico, visto soprattutto come stacco deciso dalla civiltà motorizzata (tempo liberato) che ha eletto strade, asfalto e petrolio a simbolo di prosperità e sviluppo e poi a decadenza dell’uomo occidentale.
      Tutte quelle sterrate, che disintegrano le esili tracce che si staccano dal fondovalle, sono la mortificazione dell’uomo che ama camminare.
      Fare escursionismo è anche una fantastica occasione per rendersi conto di quanto poco ci basti per essere felici, per vivere esperienze genuine ed autentiche nella natura delle montagne.
      L’escursionismo è anche e soprattutto un’esperienza di liberazione.
      E mai come in questa epoca violenta ed annichilente ne abbiamo così tanto bisogno.

  3. Ho lasciato per ultimo questo tweet per vedere le splendide foto prima di andare a dormire, in un momento di assoluta calma. Che posto fantastico! Complimenti per le foto che trasmettono tutta l’asperità e la dolcezza di quell’angolo nascosto di Paradiso.
    Forse è un bene che certi luoghi restino “nascosti” ai più perché mantengano quella pace e quell’incanto della montagna vera….e a volte non è mica vero che perdere per un attimo i segnavia e addentrarsi in un sentiero inventato da noi sia un’esperienza negativa..inventarsi un cammino, una deviazione, una scorciatoia…scoprire di potersi orientare solo coi propri sensi a volte soddisfa molto più che seguire la via conosciuta…anche se il sentiero rimane la guida di ogni percorso! Grazie di cuore e buon cammino! Lucia

  4. Lisasc says:

    …”emozioni” che ci fanno sentire “elemento ” della natura insieme agli altri elementi…non siamo più noi…siamo un solo essere con tutto ciò che ci circonda.
    Niente accade per caso. L’asprezza severa prima e l’apparente disordine e abbandono dopo, hanno fatto assaporare ancor meglio la visione estatica dell’immenso panorama finale.
    Attraverso ciò che tu hai scritto e le stupende foto, anche noi, abbiamo vissuto la tua esperienza.
    Grazie,Serpillo.

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