Il Larice, albero del sole

2014-05-11 164 (1024x768)Nessun essere vivente al mondo riesce ad ascoltarti come sa fare un Larice.
Quando la vita diventa confusa ed opaca, quando la mente ingrigisce e senti il bisogno di fermarti, per riflettere e “riprendere la giusta via”, la semplice compagnia di questa grande conifera infonde una serenità senza eguali. Un Larice non può parlarti, ma ti sospinge verso la verità che covi dentro te stesso e che la tua paura non ti fa ritrovare, ti aiuta ad alzare la testa, a delineare i contorni dei tuoi dubbi, a diradare la nebbie delle incertezze. E lo fa creando con la sua chioma, attorno a te, un ambiente magico, uno spazio di aria e luce che riempie, con lenti respiri, la tua anima esausta, dandone nuovo vigore. Quando, coricato ai suoi piedi, guardi verso il cielo, i tuoi occhi restano incantati dai continui, ritmici e tuttavia fievoli bagliori di luce che filtrano fra i suoi rami penduli, coronati da mille ciuffetti di foglie, mentre rametti lassù in alto danzano, creando una pioggia di stelle luccicanti che ti cadono dentro, scintille di luce che riverberano nella lanterna del tuo cuore. Quando poi ti alzi e te ne vai sommessamente, appena prima che sfugga alla tua vista, ti volgi verso il suo luminoso ed elegante profilo per un ultimo breve saluto, colmo di gratitudine, perché hai netta la percezione di essere migliore di prima. E’ questo che fa grande il Larice, è questa sua straordinaria capacità di infondere pace interiore e serenità. […]

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Rete Natura 2000

BessaneseL’uomo è la natura che prende coscienza di sé”.
Jacques Élisée Reclus

La rivista Piemonte Parchi non viene più stampata su carta ma la versione web offre contentuti sempre aggiornati e si possono consultare articoli molto interessanti e piacevoli per continuare a conoscere e a meravigliarci del nostro ambiente naturale (per poi, magari, provare a tutelarlo).
Qualche giorno fa ho scoperto che è stata messa online la guida Rete Natura 2000 che credo valga davvero la pena di conoscere per comprendere l’importanza dei sistemi ecologici, fondamentali per la nostra vita.
Riporto qui, a scopo introduttivo, la prima parte dell’articolo di apertura. Al termine trovate il link diretto al file in formato pdf (9 MB) della guida completa di Rete Natura 2000.


La passione e l’impegno di pochi per il bene di tutti

Vincenzo Maria Molinari
Responsabile del Settore Aree naturali protette della Regione Piemonte

L’uomo è il solo essere vivente che, pur dotato di un intelletto “superiore” e non solo di “istinti”, distrugge il proprio e l’altrui “habitat” con assoluta consapevolezza e disinvoltura.
Ancora oggi alcuni si divertono a scorrazzare in motocicletta a 2500 metri di quota “tagliando” e distruggendo sentieri che per millenni hanno consentito il transito delle “genti” sulle nostre montagne. Altri danneggiano un fungo velenoso o calpestano una salamandra, perché quel colore o quella forma non piacciono. Qualcuno abbandona i rifiuti lungo i sentieri o li nasconde in un anfratto sotto una roccia, rendendone così difficile anche il recupero. Questi e altri comportamenti simili risultano ancora ampiamente diffusi.

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La Luna di Baldissero

I Monti Pelati di Baldissero Canavese

Questo non è un post astronomico, come il titolo potrebbe lasciar supporre, ma è invece dedicato ad un luogo decisamente particolare, situtato indicativamente tra i paesi di Castellamonte, di Vidracco e di Baldissero Canavese, ovvero i Monti Pelati. Si tratta di fatto di una serie di rilievi molto modesti, che si sviluppano appunto nel Canavese, e molto conosciuti nell’ambito naturalistico piemontese. Come mai? Perché sono in sostanza piccole montagne prevalentemente “pelate” (come dice il nome) a causa della loro natura geologica che certamente non favorisce la crescita di una ricca e lussureggiante vegetazione.

Questo non vuol dire che non vi sia vegetazione, anzi, vi sono infatti alcune specie piuttosto interessanti dal punto di vista biogeografico, solo che le specie arboree sono decisamente scarse, sia per le caratteristiche del suolo e sia, occorre sottolinearlo, per l’azione dell’uomo che a più riprese, e a diversi livelli, ha interferito con le dinamiche ecologiche dell’area. Questa relativa mancanza di una flora lussureggiante rende i Monti Pelati immediatamente riconoscibili, tanto che spiccano con evidenza in mezzo alle aree boscate dei dintorni.

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Il Branlou di Mezzenile

L'AlpinoDomenica 15 febbraio ho assistito al Branlou, il Carnevale di Mezzenile, nelle Valli di Lanzo.

Il Branlou è anche una danza che rileva l’anima celtica e pagana oscurata e repressa dal clero fin dal Medioevo in quanto vedeva nel ballo la pericolosità e la promiscuità dei sessi.

E’ da molto tempo che non partecipavo ad una sfilata di Carnevale e mi ha colpito piacevolmente.

Bandita la musica a tutto volume dei carri allegorici, tra i quali da bambina ero solita sfilare con il mio bel costume da spagnola preparato da mia madrina, spazio invece alle maschere mute che camminano per il paese con un prestabilito ordine e che terminano il loro giro ballando in cerchio nella piazza.

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