La Luna di Baldissero

I Monti Pelati di Baldissero Canavese

Questo non è un post astronomico, come il titolo potrebbe lasciar supporre, ma è invece dedicato ad un luogo decisamente particolare, situtato indicativamente tra i paesi di Castellamonte, di Vidracco e di Baldissero Canavese, ovvero i Monti Pelati. Si tratta di fatto di una serie di rilievi molto modesti, che si sviluppano appunto nel Canavese, e molto conosciuti nell’ambito naturalistico piemontese. Come mai? Perché sono in sostanza piccole montagne prevalentemente “pelate” (come dice il nome) a causa della loro natura geologica che certamente non favorisce la crescita di una ricca e lussureggiante vegetazione.

Questo non vuol dire che non vi sia vegetazione, anzi, vi sono infatti alcune specie piuttosto interessanti dal punto di vista biogeografico, solo che le specie arboree sono decisamente scarse, sia per le caratteristiche del suolo e sia, occorre sottolinearlo, per l’azione dell’uomo che a più riprese, e a diversi livelli, ha interferito con le dinamiche ecologiche dell’area. Questa relativa mancanza di una flora lussureggiante rende i Monti Pelati immediatamente riconoscibili, tanto che spiccano con evidenza in mezzo alle aree boscate dei dintorni.

Per ciò che concerne le caratteristiche ambientali rimando comunque ad una pubblicazione che può senz’altro accontentare anche i palati più fini ed esigenti: si tratta del volume degli Atti del Convegno del 1989 “I Monti Pelati di Baldissero – importanza paesistica e scientifica”.

I Monti Pelati visti da Belmonte

Non entrando troppo nel dettaglio, in merito agli aspetti naturalistici, mi limito pertanto a raccontare come una passeggiata nei Monti Pelati possa rivelarsi molto interessante poiché permette di visitare un luogo inaspettato, visto il contesto circostante, perchè è nettamente differente dalle aree limitrofe. Dato che si sviluppano per soli 2,5 Km, i Monti Pelati sono visitabili in pochissimo tempo, tanto che in mezza giornata si riesce a percorrerli in lungo e in largo. Quelle che si possono effettuare non sono infatti neanche da considerare delle escursioni quanto piuttosto autentiche passeggiate. Quella più importante, e che percorre tutta la cresta dei monti in oggetto, è assolutamente priva di pericoli. Inoltre è praticamente impossibile perdersi, sia per il breve tragitto da percorrere, sia perché i larghi sentieri sono sempre chiaramente evidenziati.

I Monti Pelati: vista dalla parte meridionale verso Torre Cives

L’aspetto brullo e misterioso dei Monti Pelati

Altro scorcio sulla parte meridionale dei Monti Pelati

Questa semplice passeggiata può però riservare delle sorprese. Le già citate peculiarità paesaggistiche possono infatti vagamente suggerire, almeno in alcuni punti, il suolo lunare: con pochissimi alberi, massi accatastati qua e là e il suolo relativamente brullo, e localmente quasi privo di vegetazione, i Monti Pelati colpiscono proprio per queste evidenze. Ecco il motivo del titolo di questo post!

Da questo punto di vista, nonostante la loro estrema vicinanza ai paesi (le case sono infatti vicinissime) e il loro modesto sviluppo in senso sia verticale che orizzontale, i Monti Pelati sono veramente unici. Unici al punto che il territorio in cui si trovano venne protetto dalla Regione Piemonte la quale istituì nel 1993 la Riserva Naturale dei Monti Pelati e Torre Cives.

Angolo “lunare” dei Monti Pelati

Paesaggio spoglio ai Monti Pelati. Sullo sfondo le Alpi del Canavese

Inoltre, a parte le già citate caratteristiche di questo luogo meritevole indubbiamente di attenzione, si sottolinea come i Monti Pelati siano stati sfruttati nel tempo dall’uomo il quale, attraverso la realizzazione di cave, sventrò i fianchi di alcuni pendii per estrarre un minerale importante dal punto di vista della lavorazione industriale: il magnesio. Sono infatti visibili qua e là degli affioramenti di questo minerale a testimonianza che un tempo neanche tanto lontano i Monti Pelati erano forse conosciuti per motivi completamente differenti da quelli attuali.

Aldilà delle loro particolarità e della loro storia, i Monti Pelati sono indiscutibilmente affascinanti. Forse non piacciono a tutti e se cercate una zona con prati ricoperti di genziane o di narcisi, magari con un bel laghetto nei pressi, lasciate perdere, i Monti Pelati non fanno per voi! Se invece siete curiosi e desiderate visitare un luogo “alternativo” ai classici percorsi che, bene o male, tutti conoscono e se siete pronti per assaporare il senso di solitudine e di desolazione che sono in grado di trasmettere questi piccoli rilievi, allora i Monti Pelati fanno al caso vostro.

Il fascino “lunare” dei Monti Pelati

Come visitare questa interessante zona? Sviluppandosi in senso Nord-Sud, i Monti Pelati presentano una cresta esposta direttamente a Sud, al sole, pertanto occorre evitare accuratamente le calde giornate estive e, anzi, suggerisco una visita in inverno quando magari le nostre valli si trovano nella bufera o quando non si ha voglia di andare a pestare neve. Nella stagione fredda inoltre il colore marrone dell’erba secca aggiunge un ulteriore tocco di mistero ai Monti Pelati. Per visitarli fino in fondo e con attenzione, consiglio di lasciare l’automobile a San Rocco, piccola cappella nei pressi dell’agglomerato di case di Vespia, che si raggiunge dopo aver aggirato i monti in oggetto, una volta oltrepassato verso nord il paese di Baldissero Canavese. Lasciata l’auto in un piazzale nei pressi della cappella, potete percorrere a piedi la carrareccia che conduce, in una manciata di minuti, e attraverso un percorso lievemente in salita, al punto culminale dei Monti Pelati, ovvero alla piccola cima dove si trova la Torre Cives. Da qui inizia, in discesa, il percorso maggiormente panoramico e più caratteristico a causa della citata particolarità del luogo. In circa mezz’ora si può percorrere tutta la lunghezza di questi rilievi. Le diverse direzioni indicate sulle paline informative presso i sentieri lasciano intendere che i percorsi siano relativamente numerosi anche se molto brevi e permettono di supporre che la zona sia ben frequentata da escursionisti che vogliono visitare questo sito.

I Monti Pelati: vista verso Sud, a sinistra il paese di Baldissero Canavese

Probabile testimonianza di una piccola cava di magnesio

Torre Cives vista dal sentiero sulla cresta dei Monti Pelati

La Quinzeina e la Punta Verzel innevate e, in primo piano, i Monti Pelati

Le Alpi, con la Quinzeina e la Punta Verzel sullo sfondo, sono a poca distanza

Mi ha sempre incuriosito la ricerca di luoghi inaspettati, diversi dal solito e “classico” contesto e i Monti Pelati mi hanno accontentato da questo punto di vista. Trovandosi di fatto ai limiti della pianura, è piuttosto strano trovare paesaggi come quelli qui riscontrabili che invitano a pensare a lande anche molto lontane o situate magari a quote più elevate. Pur avendo, come detto, uno sviluppo modesto, e pur trovandosi molto vicini ai centri abitati, non manca la sensazione di isolamento che si prova, sia per le caratteristiche ambientali già citate, sia per il notevole silenzio (particolarmente evidente in inverno): i corsi d’acqua, “fonti” di rumori che ci accompagnano spesso nelle nostre escursioni, sono qui davvero modesti e presenti solo stagionalmente.

Un piccolo luogo che nasconde tante particolarità ed è proprio per questo il motivo per cui vi invito a visitarlo!

Info martellot
Appassionato di montagna, di fauna e di ambiente. Un frequentatore della montagna "di un tempo"

7 Responses to La Luna di Baldissero

  1. ventefioca says:

    Bellissimo post sul luogo magico in cui ho trascorso i sabati pomeriggi della mia infanzia. Abitando a Castellamonte in mezzora di bicicletta arrivavamo al Bettolino, e da lì si apriva un mondo magico. Aggiungendo la passione per rocce e minerali, passavamo le giornate a cercare opali,todorokite e magnesite – ebbene sì, erano una cava di magnesite, la mia prozia Anna portava le ceste di minerale fino alla teleferica che calava il minerale a baldissero. Ma il bello era l’aria di mistero e di avventura che si respirava a risalire i calanchi e scendere nei mille valloni segreti di questo universo a sé. Grazie per questa piccola vetrina sul canavese a me più caro!

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  2. martellot says:

    Immaginavo che il post non sarebbe passato inosservato ai tuoi occhi… So che sei originario di Castellamonte e immagino che questi luoghi tu li hai ben scolpiti nella memoria! Hai ragione, è proprio un (piccolo) mondo magico dove l’avventura e il mistero non mancano…. 🙂

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  3. serpillo1 says:

    Ciao Martellot, hai stuzzicato la mia curiosità già dal titolo del post.
    Questo luogo è descritto così bene che mi vien voglia di andarci subito!
    Grazie.

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  4. Lisasc says:

    Mi ricordano un po’ alcuni paesaggi degli appennini soprattutto d’estate quando,come dicono i contadini, “il sole brucia tutto”. Solo qua e là si vede qualche albero o cespuglio. Sarà poi la primavera a riportare la vita.
    Guardando le foto del post, è proprio il contrasto dei paesaggi ad attirare lo sguardo sui Monti Pelati. Nonostante siano così desolati, si provano delle dolci sensazioni e tanta pace.
    Forse è la magia del silenzio e del mistero che vi aleggia.

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    • martellot says:

      Sì, si prova proprio un mix di silenzio, isolamento e pace e credo sia decisamente facile assaporare questo mix di sensazioni… Ed è proprio per questo che suggerisco i Monti Pelati per una visita in inverno quando senza gli uccelli che cantano e con poca acqua il silenzio è davvero avvolgente! 🙂

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