Il Larice, albero del sole

2014-05-11 164 (1024x768)Nessun essere vivente al mondo riesce ad ascoltarti come sa fare un Larice.
Quando la vita diventa confusa ed opaca, quando la mente ingrigisce e senti il bisogno di fermarti, per riflettere e “riprendere la giusta via”, la semplice compagnia di questa grande conifera infonde una serenità senza eguali. Un Larice non può parlarti, ma ti sospinge verso la verità che covi dentro te stesso e che la tua paura non ti fa ritrovare, ti aiuta ad alzare la testa, a delineare i contorni dei tuoi dubbi, a diradare la nebbie delle incertezze. E lo fa creando con la sua chioma, attorno a te, un ambiente magico, uno spazio di aria e luce che riempie, con lenti respiri, la tua anima esausta, dandone nuovo vigore. Quando, coricato ai suoi piedi, guardi verso il cielo, i tuoi occhi restano incantati dai continui, ritmici e tuttavia fievoli bagliori di luce che filtrano fra i suoi rami penduli, coronati da mille ciuffetti di foglie, mentre rametti lassù in alto danzano, creando una pioggia di stelle luccicanti che ti cadono dentro, scintille di luce che riverberano nella lanterna del tuo cuore. Quando poi ti alzi e te ne vai sommessamente, appena prima che sfugga alla tua vista, ti volgi verso il suo luminoso ed elegante profilo per un ultimo breve saluto, colmo di gratitudine, perché hai netta la percezione di essere migliore di prima. E’ questo che fa grande il Larice, è questa sua straordinaria capacità di infondere pace interiore e serenità. […]

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[…] Questo grande albero trova sempre un posto dento al cuore degli uomini che abitano la montagna; quando i nostri emigranti tornano e ripercorrono il loro passato, mentre giovani, prima di lasciare il loro paese, aiutavano i propri genitori nei lavori boschivi o nella fienagione, affiorano i ricordi legati a questo loro Compagno (sugli erti pendii che venivano sfalciati il Larice era “sacro”), mentre non hanno parole per l’Abete rosso, “al pezuó“, pianta di grande utilità ma, evidentemente, priva di anima. Sul piano del paesaggio, la mutevolezza stagionale dell’abito del Larice ed il suo elegante portamento, conferiscono al paesaggio stesso ed all’ambiente una limpida bellezza. Camminare in un Lariceto, in autunno appena inoltrato, senza alcuna mèta, senza alcun bisogno di “tornare” è un’esperienza “mistica”, fors’anche “terapeutica” che ti resta dentro per sempre.

Tratto da “Alberi, le Colonne del Cielo” (Agenda CAI 2007)

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

9 Responses to Il Larice, albero del sole

  1. Grazie Beppe, adoro i larici e mi manca tanto la compagnia della loro anima silenziosa. Hai descritto benissimo la magia della loro presenza…proprio adesso in cui ne avrei davvero bisogno…
    Quando da bambina mi sdraiavo tra le pigne e l’erba del prato a guardare i rami più alti degli alberi mossi dal vento non sapevo se fossero pini, abeti o larici, ma mi godevo quel momento di riposo dopo aver corso o camminato e sentivo qualcosa che ancora oggi mi porto dentro.
    L’aria pura, il cielo,un disegno sottile e ogni volta diverso di rami in movimento,come piccole braccia ondeggianti…e quel suono leggero del vento che arrivava improvviso, un fruscio sottovoce, quasi come se mi volesse cullare dolcemente. In alto il vento, in basso la calma, mì sentivo al riparo, protetta tra le braccia di quel grande amico che poi ho saputo chiamarsi larice.
    Grazie a te e all’albero del sole!

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  2. Natura-e says:

    La Natura ci parla sempre, anche attraverso segni silenti che la tempesta mediatica della Modernità può offuscare: gli Alberi. Ma quanto spesso succede di alzare lo sguardo dallo smartphone, dal semaforo, dal computer e vedersi ‘d’improvviso’ davanti un albero… e sentirsi, d’improvviso’, sereni…!

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  3. Natura-e says:

    L’ha ribloggato su Natura-E e ha commentato:
    La Natura ci parla sempre, anche attraverso segni silenti che la tempesta mediatica della Modernità può offuscare: gli Alberi. Ma quanto spesso succede di alzare lo sguardo dallo smartphone, dal semaforo, dal computer e vedersi ‘d’improvviso’ davanti un albero… e sentirsi, d’improvviso’, sereni…

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  4. serpillo1 says:

    Del larice mi ha sempre colpito la sua maestosità e resistenza. Bello riposarsi sotto di essi con una leggera brezza che fa dondolare i lunghi rami.. sembra che ti accolga senza riserva.

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  5. omarut says:

    Hai colto nel segno! Io amo i larici, la mia taverna si chiama “la tana del larice” e quando nacque mio figlio indovina che albero ho piantato in suo onore…. Un larice! Bellissimi i tuoi pensieri, da oggi hai un follower in più! Buona montagna

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  6. ariela r. says:

    Il larice è veramente un albero particolare, diverso da tutti gli altri.
    E’ modesto, umile: si ammanta di piccole pigne discrete, poco appariscenti; in inverno sa mettersi a nudo, a differenza delle altre conifere; mostra la propria anima senza paura e senza ostentazione.
    La sua ombra è chiara, non desidera offuscare chi gli sta intorno; i suoi aghi in autunno assumono colori bellissimi, mai sfacciati però, di un’eleganza sobria e discreta.
    Il larice è maestro di vita: come sarebbe bello il mondo se gli uomini apprendessero da lui!

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