La processione del Giovedì Santo

Ricordi pasquali narrati dalla cara amica Lia (una delle ultime montanare delle Valli di Lanzo), appartenenti ad un mondo alpino dove la presenza divina era molto sentita ed era parte integrante della natura e della vita lavorativa.

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Tarabacole – Foto da Lou Bouletìn Ёd SérЁss

Il Giovedì Santo è una ricorrenza importantissima per tutti i credenti, perché è il giorno che precede la morte in croce di Gesù, la sua passione con le torture subite, il suo estremo sacrificio. Le nostre nonne ci ripetevano sempre: “Chi non partecipa alla processione del Giovedì Santo non è un buon cristiano”.
Verso le quattro del pomeriggio, un lungo corteo percorreva tutto il paese nel silenzio, le campane erano mute, qualsiasi musica era vietata, né feste né canti; le donne si vestivano di nero e tutti, a capo chino, camminavamo lungo la strada pregando in silenzio. A Ceres qualcuno ricorda che apriva la processione il Parroco con la croce; lo affiancavano i chierichetti e lo seguivano tre donne rappresentanti la Madonna, la Maddalena e la Veronica che reggeva un telo bianco con l’immagine del volto di Cristo. Leggi il resto dell’articolo