SOS sentieri

20110827-138 (1024x768)Andrea e Carlo partono per il Tour della Bessanese (TB), bellissimo trekking tra le Valli di Lanzo e la Savoia, che hanno scoperto sui social network, durante il lungo inverno milanese. Prima tappa rifugio Gastaldi, poi rifugio Cibrario, rifugio dell’Averole e ritorno al Pian della Mussa.

“Ci sentiamo al ritorno appena siamo al Pian della Mussa: ti avviso e così ci vediamo prima di rientrare in città!”, mi informa Andrea.

Le previsioni meteo sembrano favorevoli, con un peggioramento per sabato, l’ultima tappa. Basterà partire presto dal rifugio dell’Averole e togliersi il prima possibile dal Passo del Collerin, per lasciarsi in alto i temporali.
Mercoledì pomeriggio salgono al Gastaldi. Guardo l’aggiornamento del meteo di Nimbus. Ok, tutto confermato e tutto come immaginato.
Andrea mi contatta dal Rifugio chiedendomi se per caso le previsioni sono peggiori di quanto previsto. Gli dico che non sembra dal bollettino meteo. Il brutto, quello serio, dovrebbe arrivare da Ferragosto, quando ormai saranno sulla via del ritorno.
Il 14 agosto alle 9.20, appena acceso il cellulare, ricevo un sms da Andrea, quando li immaginavo impegnati nella lunga tappa verso il Rifugio dell’Averole. Leggi il resto dell’articolo

Monte Rosso

Monte Rosso d'AlaIn verità si chiama Monte Rosso d’Ala (2764 m) quello che il Cai di Lanzo ha raggiunto nella sociale di fine luglio. La distinzione è doverosa visto che nei pressi esiste un altro monte con lo stesso nome ma meno importante dal punto di vista orografico, quantomeno per quanto riguarda l’altezza.
Se all’imbocco della Val d’Ala è l’Uja di Mondrone, e poi subito dopo la Bessanese, a dominare l’orizzonte, allora presto vi accorgerete, inoltrandovi verso Ala di Stura, che il vostro sguardo verrà progressivamente riempito da un’altra montagna che è impossibile da non notare. Il Monte Rosso si trova all’inverso e il suo elegante profilo – la cresta Nord – precipita decisamente verso il fondovalle invitandovi a contemplare la sua mole. Se poi farete due passi nel grazioso villaggio alpino di Ala, allora vi accorgerete molto facilmente della sua presenza, sebbene l’Uja sia sempre pronta a dominare la scena alpestre.
Quest’escursione, lunga e faticosa, conduce sicuramente in uno degli ambienti più selvaggi ed insoliti del versante nord della Val d’Ala dove il prepotente colore rosso, sintomo della presenza di ferro, contrasta decisamente con gli altri colori, come il verde dei pascoli, l’azzurro cosmico del cielo e le sfumature del grigio delle rocce circostanti. Mettiamoci anche qualche chiazza di bianco e le cromature dei laghetti ed ecco che gli occhi saranno totalmente ripagati dell’energia spesa. A proposito, partendo da Martassina (frazione di Ala) sono 1600 metri di dislivello, 10 chilometri di lunghezza (per la sola andata) e 13 ore il tempo complessivo dell’escursione classificata “EE” (una tabella di marcia sicuramente molto rilassata ma normale trattandosi di un’uscita sociale). Ad ogni modo, toccare soltanto il meraviglioso Alpe Radis (2153 m) ripaga completamente del sudore liberato nell’ambiente. Peccato che questi sentieri, a parte qualche rara bandierina rosso-bianco-rosso posizionata sugli alberi e una manciata di ometti, siano completamente privi di segnaletica. Si può comunque raggiungere l’Alpe Radis, e poi la vetta, partendo dalla località “la Fabbrica” del Comune di Ala di Stura seguendo il sentiero 211 e poi il 211A. Leggi il resto dell’articolo

La Rocca è nuda!

Cresta Sud Rocca Patanua

La cresta Sud di Rocca Patanua (2409 m)

Affianchiamo le Valli di Lanzo per raggiungere la confinante Valle di Susa: la meta della nostra escursione è Rocca Patanua (2409 m).

Patanù in piemontese significa svestito, nudo. Il versante orientale, che è più ripido ed esposto al sole, anche in inverno inoltrato, fa in fretta a rimanere senza neve.

E’ un’escursione che inizia dalla Cappella di Prarotto (1450 m – Comune di Condove) e termina in cima alla Rocca con la possibilità di scegliere un percorso su facile e divertente cresta di 100 metri circa di dislivello (se si evita il filo di cresta; in caso contrario si affrontano passaggi di III) oppure su un sentiero evidente d’erba e detriti (EE).

La primavera ci ha donato un’altra esplosione di colori, di profumi e di bellezza. Leggi il resto dell’articolo