Meteora alpina

057-pietrasanta

Ninì Pietrasanta

“..Se la salita era stata difficile e pericolosa, la discesa m’appariva impossibile. Il valligiano che ci accompagnava, passata la corda ad un grosso anello infisso nella parete, la gettò nel vuoto, incitandomi a scendere. Dapprima mi rifiutai, tanto la cosa m’apparve pazzesca, e mi decisi solamente, quando vidi la mia fedele guida avvolgersi la corda attorno alla gamba destra, facendola poi scorrere su la spalla sinistra, creando così una specie di carrucola frenabile, che gli permetteva di scivolare lento giù per la fune. Con misurati colpi di piedi contro la parete, si staccò dalla roccia ed iniziò la discesa.
Mi accorsi allora che la cosa era assennata e anche assai divertente. Mi ci provai e ci presi gusto. Scendevo lentamente, senza scosse, senza rumore: librata così nello spazio, senza alcun contatto con le rupi del monte, mi pareva di essere un ragno, sospeso al proprio filo, intento a tesser la sua tela.
Quando la mia trasvolata ebbe termine, mi trovai su una piccola cengetta, dove mi liberai dal groviglio dei cordami. Per ultimo discese il valligiano, che tirò a sè la corda.
Così, un po’ coi mezzi soliti, un po’ con l’aiuto provvidenziale della corda, ci ritrovammo in breve ai piedi del Campanile.
Lo contemplai lieta e commossa. Mi rispose il sorriso della vetta baciata dal sole.
(Pellegrina delle Alpi – Ninì Pietrasanta che racconta “..La prima volta che sperimentai le precipiti pareti rocciose delle Dolomiti, fu nella scalata del Campanile Basso di Brenta, fantastico obelisco che si eleva, per trecento metri dal punto d’attacco, in linea arditamente verticale; slanciato, severo, è una delle Dolomiti più audaci, più eleganti, più classiche..”)

La curiosità e la passione nel leggere libri di montagna mi hanno portato ad incontrare Ninì Pietrasanta.

“Questa gentile fanciulla” si racconta in diversi articoli e relazioni pubblicati sulla Rivista Mensile del CAI, scrive “Pellegrina delle Alpi” e si occupa della pubblicazione, uscita postuma nel 1939, del diario di suo marito – Gabriele Boccalatte – “Piccole e grandi ore alpine”.

Nei suoi scritti emergono ricordi di dettagliate imprese alpinistiche inframezzate da commenti e delicate sensazioni poetiche. La retorica fascista della “lotta con l’Alpe”, tanto presente in quegli anni con sfide epiche e miti sulla montagna, non si percepisce. Emerge, invece, il suo essere se stessa e la determinata volontà nel muoversi in verticale in un “regno ancora prettamente maschile”.

Ninì è il diminutivo di Ortensia e mi è, da subito, risultato simpatico. Provengo da una famiglia, da parte di mamma, il cui bisnonno era floricoltore. I miei zii avevano nomi di fiori: Camelia, Giglio, Ortensia, Verbena. Da lì nasce la mia colorata e profumata passione..

La nostra protagonista è, dopo “l’eccezionale scalatrice” Mary Varale  e la campionessa di sci alpino Paula Wiesinger, una tra le prime donne italiane che si confrontano con l’Alpe.

Nasce nel 1909 in Francia, dove il padre Riccardo risiede per lavoro, e poi si trasferisce giovinetta a Milano.

Gli anni in cui esplora la montagna partono già dalla sua gioventù.

All’inizio in compagnia di guide alpine del calibro di Giuseppe Chiara di Alagna e di Tita Piaz della Val di Fassa e poi compagna di cordata e di vita di Gabriele Boccalatte (considerato il più elegante arrampicatore tra gli “occidentalisti” diviso tra il pianoforte e la montagna).

Ninì_Pietrasanta da wikipedia

Ninì Pietrasanta nel 1933

Ragazza della buona borghesia milanese, la si vede, negli anni Trenta del Novecento guidare la Balilla e praticare con gli amici lo sci d’acqua nei Navigli.

Prende lezioni di pittura, studia violino e violoncello, impara ad usare la cinepresa da 16 mm e la macchina fotografica.

Grazie a quest’ultima sua “arte” ci lascia un patrimonio immenso di fotografie e filmati che documentano ogni suo istante in montagna: dalle discese con sci alle ascensioni, dai momenti felici con amici nei rifugi alla vita famigliare.

E’ un’antesignana dei documentari: prima di lei nessuno ha mai prodotto filmati tantomeno durante le scalate anche le più ardite.

Lei stessa è “Pellegrina delle Alpi”, dal titolo del suo diario-avvicinamento alla montagna, scritto nel 1934, e dedicato a suo papà Riccardo “Che m’ha insegnato a guardare alto e lontano”.

Spazia tra le vette del Monte Rosa (Lyskamm, Punta Straling), del massiccio del Monte Bianco (Aiguille Noire de Peuterey, Aiguilles de Leschaux, ghiacciaio del Triolet, Pic Adolphe Rey, Dente del Gigante, Pointe Ninì), del Cervino (Cime Bianche), delle Dolomiti (Campanile Basso di Brenta), del gruppo del Gran Sasso effettuando traversate con gli sci, del gruppo dell’Ortles, insomma instancabile e curiosa.

Sua è la prima ascensione femminile nel gruppo del Rosa della nord del Lyskamm orientale il 26 agosto 1929, come pure la nord-ovest della Punta Zumstein il 10 agosto 1930, e, nel massiccio dell’Ortles la Punta Thurwieser per la cresta sud, il 7 agosto 1929.

A lei, dopo l’ascensione di un “bel gendarme di 40 metri” nella catena delle Périades (Massiccio del Monte Bianco in alta Savoia) i suoi compagni le dedicano la punta:

[..] Sulla vetta non troviamo tracce di precedenti salitori, quindi riteniamo d’aver fatta la prima ascensione di questa punta, che battezziamo “Pointe Nini’ in onore della nostra compagna [..] ”

“Piccole e grandi ore alpine” dai diari di G.Boccalatte.

Nel luglio 1932 la nostra giovane amica è a Chamonix con il papà per una breve vacanza. Lì conosce Gabriele Boccalatte.

Ninì e Gabriele

Gabriele e Ninì davanti al rifugio della Noire. Sono le dieci del 3 agosto 1935, al ritorno della parete ovest dell’ Aiguille Noire.

Sentiamo dalle loro parole il fatidico incontro riportato su “Piccole e grandi ore alpine” dai diari di Boccalatte:

Gabriele: [..] «17 luglio 1932 – Tempo brutto. Andiamo tutti (Ghiglione, Zanetti e Gervasutti n.d.r.) sulle prime rocce della Pierre Joseph, per fare qualche passaggio come allenamento. Mentre sto superando un passaggio, si stacca un appiglio che avevo preso con una mano, e cado all’indietro. Zanetti mi tiene. Dopo una lunga sosta, ridiscendiamo al rifugio (la Capanna Leschaux n.d.r.). Sono ferito al capo. Non essendoci il necessario per la disinfezione della ferita, scendo a Montenvers con Gervasutti, alla ricerca di un dottore. Sono leggermente stordito. Al Montenvers trovo invece la signorina Pietrasanta, infermiera, che subito mi fa salire in camera sua e mi disinfetta molto bene le ferite. Mi sento un po’ meglio, ma mi corico subito». [..]

Ninì: [..] «Lo avevo conosciuto qualche giorno prima. Quel giorno ero al Montenvers, lui è arrivato e mi ha chiesto di medicarlo. lo gli fasciavo la testa, e intanto gli accarezzavo i capelli perché mi piaceva, quel ragazzo. Dopo voleva tornare alla Leschaux. Mio padre mi disse che forse era meglio accompagnarlo, e così feci. Ricordo che ci siamo fermati sotto un gran masso, e lui mi parlava del suo piano (era infatti valente pianista), io di casa mia. Poi abbiamo proseguito verso la capanna, sempre raccontandocela».[..]

Si frequentano ed in montagna, da soli o con amici, tra gli anni 1932 e 1936, compiono leggendarie imprese. Una tra le tante quella della selvaggia e severa Parete ovest e la Cresta sud della Punta Bich dell’Aiguille Noire de Peutérey o quella della parete Est e cresta Sud-Est dell’Aiguille de la Brenva entrambe nel massiccio del Monte Bianco

Ritratto Ninì

Ninì Pietrasanta in un ritratto  della mamma di Gabriele, Evelina Alciati.

Si sposano nell’autunno 1936. La loro vita, l’anno dopo, viene allietata dalla nascita del loro “pupettino” chiamato Lorenzo.

Il gramo destino, però, bussa alla loro porta.

Gabriele Boccalatte e Mario Piolti, compagno di cordata in quell’occasione, vengono travolti da una frana di sassi sulla parete Sud dell’Aiguille de Triolet e i loro corpi ritrovati sul ghiacciaio del Triolet qualche giorno dopo.

Leggiamo il delicato commiato di Ninì pubblicato nei diari di suo marito “Piccole e grandi ore alpine”:

[..] Dopo quattro giorni da questa straordinaria vittoria (spigolo S.O. del Picco Gugliermina con Giusto Gervasutti n.d.r.), si recava con M. Piolti al rifugio del Triolet, per poter meglio vedere, salendo all’Aig. Du Triolet, le condizioni di una nuova prima ascensione che gli stava a cuore.
Il giorno dopo, 24 agosto 1938, la montagna spense, con terribile violenza, ogni suo sogno. Ma il suo spirito, liberato dalla schiavitù della carne, ritorna là ove fu più volte; torna alle cose che amò, e che furono parte della sua nobile vita. E gli alpinisti che saliranno quelle montagne, lo sentiranno vicino, come lo sento io, accanto a me, accanto al suo bambino” [..]

Rimane vedova e con il figliolo in fasce. Non ci pensa due volte e, con grande senso di responsabilità ed abnegazione, decide di abbandonare definitivamente l’alpinismo estremo.

Considerata una delle maggiori alpiniste di tutti i tempi, Ninì Pietrasanta ha ricevuto numerose attestazioni di merito, tra cui la medaglia d’oro al valore atletico nel 1937. Muore nel 2000 ad Arese.

E’ socio benemerito della Sezione di Milano del CAI e dal 1998 socio ad honorem del Club Alpino Accademico Italiano.

Lorenzo cresce senza aver conosciuto il padre ma anche, forse per senso di protezione, senza sapere della bellissima passione che ha legato i suoi genitori alla montagna ed all’alpinismo. Del padre apprende solamente che era un abile pianista.

Il figlio, dopo qualche anno, recupera un baule impolverato e dimenticato in soffitta.  L’apre e con stupore trova l’archivio fotografico “alpino” ben catalogato dalla mamma e pizze da film da 16 mm.

Eccolo nella sua intervista:

Il materiale, storico ed inedito che copre il periodo 1932-1936, è messo a disposizione ai registi Gigi Giustiniani e Raffele Rezzonico.

Nel 2014, esce il film ”Ninì” prodotto da La Fournaise.

Ninì e Gabriele rivivono “la loro  bella storia d’amore dell’alpinismo di tutti i tempi”.

Non è stato semplice produrre questo documentario ma grazie al sostegno della Valle d’Aosta Doc-FF Film Fund e ai “sostenitori dal basso” con la campagna fondi lanciata come un SOS sul web si è riusciti.

Qui il trailer:

Il film, a maggio 2015, è presentato al Concorso Internazionale alla 63° edizione del Trento Film Festival, e gli viene assegnato la Genziana d’oro per il Miglior film di alpinismo.

Vince il premio Città di Imola per il Miglior film italiano presente al Festival, il premio speciale della giuria al Festiva di Zakopane (Polonia) e diversi riconoscimenti all’ Euganea Film Festival, al Cervino Cinemountain, al Sestriere Film Festival, al Nuovi mondi festival di Valloriate, al Swiss Mountain Film Festival, al Gran Sasso Mountain Film Festival, al Sole Luna Festival di Palermo, allo Spazio Oberdan Cineteca Milano e al Festival Les Mots di Aosta.

Interessante l’intervista dello storico Stefano Morosini che ci racconta della breve ma intensa attività alpinistica di Ninì Pietrasanta:

Info serpillo1
Frequento praticamente da sempre le Valli di Lanzo, mi piace "rallentare", nel mio tempo liberato, facendo escursionismo tutto l'anno. Sono accompagnatrice nel C.A.I.

3 Responses to Meteora alpina

  1. flaco says:

    Molto interessante. Ho letto “le piccole e grandi ore alpine”, lo consiglio. Chi non ha mai salito una via di Boccalatte, in montagna o anche “solo” ai Denti di Cumiana? A partire dalla mitica Brik, il nome del suo cane!
    Ogni tanto me li immagino, lui e il Palozzi – quello del famoso tetto – che arriva in moto e via!
    Ed estati senza fine sul Bianco, montagna e pianoforte per una vita troppo breve!

  2. serpillo1 says:

    Grazie Flaco. Due grandi personaggi.. anche io, ogni tanto, me li immagino scorazzare nella “loro” zona del Bianco..

  3. serpillo1 says:

    Segnalo che il film “Ninì” è in programmazione a Chivasso alle ore 21. Qui la locandina:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: