Il giro delle 5 “roye”

royi d’li Lac

Royi d’li Lac nei pressi dei Laghi di Sumiana (1165 m)

“Leggere” il paesaggio, nel nostro caso quello montano, può arricchire molto le nostre escursioni. A seguito della mostra sull’argomento allestita nell’agosto 2015 presso il castello Francesetti di Mezzenile (Valli di Lanzo, provincia di Torino), abbiamo cercato di mettere in pratica questo concetto sabato 24 ottobre, alla scoperta degli antichi canali irrigui artificiali (“roye” nel locale patois francoprovenzale) nella zona compresa tra la frazione Monti di Mezzenile e i laghetti di Sumiana.
Sentiero di riferimento è il numero 204 C, che parte esattamente ai piedi della cappella di Monti 1124 m., dedicata all’Assunta. Già sul vicino versante esposto a Nord, su cui affaccia l’aprico Pian Genin, funzionavano in passato, a quote diverse, almeno 5 roye dall’andamento grosso modo parallelo: all’altezza di circa 1000 m. quella della Trucci, sui 1100 quella del Mount, 80 m. sopra quella della Benna o di Saccona (che il nostro sentiero fiancheggia quasi per intero), più a monte, a circa 1250 m., la royi doou Truqueut e infine, sui 1350-1400 m., al servizio dei pascoli, la royi d’Falbèrt. Leggi il resto dell’articolo

Punta del Lago

Dalla cima di Punta del Lago SudA fine settembre l’aria fresca ed il cielo terso ci hanno sospinto in Val Sangone, alle falde delle Alpi Cozie, per percorrere un delizioso giro ad anello, reso ancora più piacevole dalle chiome mutevoli degli alberi che si preparano all’autunno, da un valzer di cielo blu genziana – per dirla alla Robetto – , da pascoli arsi dal sole estivo e da mosaici di mondi di pietra disseminati su ampi valloni. La mano e il lavorio d’erosione delle glaciazioni del Periodo Quaternario è evidente.

Ho trovato alcuni paralleli con le nostre amate Valli di Lanzo.

Le popolazione celto-liguri la scelsero per la tranquillità e la sicurezza. Rispetto alle adiacenti Val Chisone e Val di Susa, questa non è una valle di transito. Anche le Valli di Lanzo sono “valli chiuse” perché i suoi valichi confinanti con la Savoia (tutti sopra i 3000 metri) non hanno facilitato i passaggi di commercianti, pellegrini, eserciti, ecc. Certo, contrabbandieri, cacciatori e pastori che valicavano i passi ad alta quota ci sono sempre stati ma questi attraversamenti avvenivano a piedi ed in condizioni ambientali estremamente disagevoli e pericolose, sicuramente non di massa. Leggi il resto dell’articolo