Gran Serin

Io avevo voglia di stare da solo, perché soltanto solo, sperduto, muto, a piedi, riesco a riconoscere le cose.

Pier Paolo Pasolini.

panorama03L’ultima settimana di ora legale, le giornate che si vanno accorciando e le prime nevicate in quota fanno venire voglia di un’ultima escursione in configurazione estiva (niente ghette, ciaspole, ecc.) sopra i 2500 metri.

La giornata infrasettimanale e la stagione quasi invernale suggeriscono la possibilità di fare un giro sulle strade militari dell’Assietta senza incontrare auto o moto.

Parto, da solo, dal Frais di Chiomonte (To), purtroppo uno dei tanti scempi perpetrati sulle nostre montagne in nome dello sci di discesa, in una zona tra l’altro al confine con il parco del Gran Bosco di Salbertrand e quello Orsiera-Rocciavrè. A parte gli orrrori edilizi, il Frais, a quota 1500m, si trova in una zona paesaggisticamente stupenda, immerso in foreste di larici, abeti e pini cembri, sulla strada che da Meana di Susa e Chiomonte sale verso il Colle dell’Assietta.

Cappella all'Alpe Arguel

Cappella all’Alpe Arguel

La strada, asfaltata fino al Frais, prosegue poi sterrata, ma aperta al traffico, purtroppo, fino oltre l’Alpe Arguel. Circa un chilometro dopo l’Alpe finalmente si trova una sbarra che impedisce il transito, in quanto si entra nell’area protetta del Gran Bosco.

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Oggi però non c’è nessuno, né auto, né moto né umani! Il Frais sembra un villaggio fantasma, il senso di solitudine straniante. Percorro ancora un chilometro di sterrato, fino ad una bella piazzola nel bosco, giusto per non cominciare a camminare in mezzo ai condomini. Da questo punto sono 7-8 Km di strada e 1000 m di dislivello, prima in mezzo ai boschi, fino all’Alpe Arguel, posta su un ampio e panoramico poggio (in estate si possono acquistare direttamente dal margaro ottimi formaggi), e poi su terreno aperto, per arrivare fino in vetta al Gran Serin.

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Camminare sulla strada, anche se meno piacevole del sentiero, offre alcuni vantaggi: la pendenza sempre costante ed il fondo liscio consentono di lasciare che siano le gambe a prendere il giusto ritmo senza pensarci, non bisogna stare particolarmente attenti al percorso e si può godere il panorama senza smettere di camminare; così come le gambe anche la mente può muoversi liberamente e dopo poco, i pensieri rotolano senza sforzo, lasciandosi alle spalle stress e ricordi spiacevoli. Dopo l’Alpe Arguel, siamo verso i 2000 metri, il bosco si dirada e la vista si apre da un lato verso il versante opposto della valle, splendida vista su Rocciamelone, Quattro denti di Chiomonte, gruppo d’Ambin, Vallonetto ecc. ecc. ecc. e dall’altro verso Ciantiplagna-Gran Serin.

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neveInizio anche a calpestare qualche residuo di neve caduta la settimana scorsa, sottile ma bella ghiacciata; la crosta di neve che si rompe sotto gli scarponi è l’unico rumore, non si sente nemmeno il traffico di fondovalle. A circa 2500m si incontra il Gran Lac, quasi completamente ghiacciato, dominato dalle fortificazioni ben visibili sul colle. Ancora una mezz’oretta di cammino e si giunge all’amplissima insellatura dove è stata costruita la caserma, e con altri 10-15 minuti si arriva alla batteria in cima al Gran Serin. La temperatura è prossima allo zero, la solitudine assoluta. Le uniche presenze vive, oltre a me, sono un paio di camosci che si affacciano dietro la cresta mentre salgo verso la batteria di vetta.

Gran Lac

Gran Lac

La caserma in lontananza

La caserma in lontananza

qualcuno in giro c'è!

qualcuno in giro c’è!

In cima il panorama si apre a 360°. Oltre a questo, meritano senz’altro di essere osservate tutte le fortificazioni, le costruzioni varie, i bunker che formano questo complesso militare. Si può apprezzare la perizia dei costruttori e vedere di cosa è capace l’uomo quando si pone un obiettivo: peccato che non sempre gli obiettivi siano positivi e condivisibili. Tutto il complesso è stato realizzato tra il 1890 ed il 1900, compresa la strada di accesso ancora in ottime condizioni, trasportando i materiali a dorso di mulo, e costruito totalmente a mano. Un lavoro colossale, come tanti altri sull’arco alpino, utilizzato per pochi anni e per scopi tutt’altro che nobili.

La caserma

La caserma

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La batteria di vetta

La batteria di vetta

Interno della minuscola cappella (in vetta)

Interno della minuscola cappella.

Per chi è interessato, una breve nota storica

Il Gran Serin fa parte del grande complesso fortificato dell’Assietta che va dal Colle dell’Assietta al Colle delle Finestre, ad una quota media di 2500 metri.

La nascita di questo immenso sistema difensivo è conseguente alla firma della triplice Allenza tra Germania, Austria e Italia, per cui la Francia torna ad essere un nemico e la cresta e gli altopiani dell’Assietta sono una zona strategica per la difesa ed il controllo del fronte occidentale.

Le fortificazioni del Gran Serin sono formate da due blocchi principali:

la caserma, costruita nel 1890 sul colle a quota 2540 m, e la batteria, costruita 7 anni dopo in cima alla montagna, a quota 2589 m.

La caserma comprendeva un edificio con scuderie e magazzini e la caserma vera e propria, protetta da un fossato asciutto, che ospitava alloggiamenti per 800 uomini e infermeria.

La batteria era armata con due linee di cannoni, verso ovest e verso est, banchine di tiro per fucilieri, muri divensivi ed una polveriera alle spalle della batteria, raggiungibile con galleria sotterranea.

A quota 2410 m, presso il Lago Grande, si trovava un piccolo edificio adibito a stazione ottica di comunicazione.

Tutto il complesso è stato disarmato nel 1915 e dismesso nel 1928.

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Muri difensivi della batteria

Muri difensivi della batteria

Info paologiac
Amo la montagna, i boschi, gli alberi ed il...legno. Mi piace anche la montagna"minore", quella oggi meno frequentata ma che reca i segni della storia e delle genti che ci hanno vissuto.

3 Responses to Gran Serin

  1. Paolo Astrua says:

    Bellissimi luoghi abbandonati sulle montagne. La natura piano piano se li riprende.

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  2. serpillo1 says:

    A volte si ha bisogno di stare da soli per riordinare i propri pensieri e niente è più salutare che immergersi nella natura..

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  3. Anonimo says:

    Gran Serin…ricordi di tante gite a piedi ed in mountain bike. Solitarie, come tutte le più belle ed intense avventure (Souleiado).

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