Se bastano i viandanti a tracciare una strada

2015-11-07 590 (1024x683)Voglio vivere in un Paese dove chi cammina non è un’anomalia. Un Paese dove un individuo non si giudica dalla cilindrata dell’automobile e dove chi arriva a piedi in un albergo o B&B viene accolto anche meglio degli altri. Come in Francia, Spagna o Germania. Un Paese dove il “pedone” non è il figlio di un dio minore, ma qualcuno che ha la precedenza sulle macchine, non accetta di ritirarsi nelle riserve indiane gentilmente concesse dai gommati e si ostina a rivendicare la completa percorribilità della sua terra. Un Paese dove i sentieri e le corsie preferenziali per chi va a piedi o in bicicletta in modo non competitivo entrano a pieno diritto nel novero delle infrastrutture vitali del Paese.
C’è un solo modo perché questo avvenga: aprire sentieri con le nostre gambe, mettere le Istituzioni di fronte al fatto compiuto, inserirci a pieno titolo in Europa portando a termine una rivoluzione che apra a tutti, dai vecchi ai bambini, una rete efficiente di mobilità “dolce”. Perché le strade fatte con i piedi hanno una caratteristica: si fanno da sé. Non servono grandi spese o piani complicati gestiti dal centro. Basta la certezza di una linea, una cartografia aggiornata, l’indicazione di una rete di supporto logistico, e la via si fa, a furor di popolo. Cento viandanti all’anno, all’inizio, bastano a segnare una strada. I tempi sono cambiati. Gli italiani lo vogliono e ce la faranno, ne sono certo.
Sono stufo di farmi interpellare in lingua inglese quando attraverso l’Italia con lo zaino. Sono italiano, perdio, mi tocca rispondere un po’ piccato. Anche i nostri sono capaci di camminare. L’amico Riccardo Carnovalini, che quest’estate mi ha guidato con l’efficienza di un bracco alla riscoperta della via Appia, è uno che ha attraversato per lungo la Norvegia fino a Capo Nord.
Riprendersi il territorio. Nuove strade per viandanti si aprono, di pellegrinaggio o di viandanza laica poco importa. Certo, i cammini incontrano il Giubileo, ma non è solo questo. Questa è una rivolta contro l’oblio, contro l’abbandono dei territori, una riconquista delle radici perdute.
La Spagna ha il Camino de Santiago?
L’Italia può averne dieci. La storia l’hanno scritta le migrazioni. Il futuro è di chi cammina. Il mondo è di chi lo controlla a piedi, non di chi pretende di tenerlo d’occhio con i droni e le bombe intelligenti.
Una diga si sta rompendo. Si parte. L’homo erectus, da troppo tempo chino sui tablet, ha bisogno di uscire dal virtuale.

Paolo Rumiz


Articolo pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 21 ottobre 2015.

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

7 Responses to Se bastano i viandanti a tracciare una strada

  1. fulvialuna1 says:

    Ci siamo seduti. E’ vero.

  2. Andrea says:

    Gli italiani sono pigri, triste ma vero. In un recente giro che ho fatto in bici in Alto Adige (https://pensierisottolaneve.wordpress.com/2015/11/01/giornate-da-favola/#more-1602) ho constatato tristemente che mentre in cima alla montagna c’erano solo tedeschi (io unico italiano), in basso il rifugio Pratopiazza (raggiungibile in auto!) era pieno di italiani che si rimpinzavano di canederli e gulash.
    Sob 😦

  3. Anonimo says:

    Il settembre scorso, percorrendo un tratto francese del cammino di Santiago, abbiamo incontrato una coppia non più giovanissima con cane, anch’esso munito di zaino. Dopo aver conversato per circa un quarto d’ora in francese, l’uomo dice, rivolto al cane: “Ades ‘ndoma ch’a ven tard”. Erano due biellesi che stavano percorrendo il tratto dal Monginevro sino ad Arles.
    Ci siamo stupiti tutti e quattro e finanche il cane: gli italiani li trovi solamente a bordo piscina o seduti al ristorante, pronti a criticare la cucina estera e a pretendere le tagliatelle al ragù!
    ariela

  4. Anonimo says:

    Italiani che camminino già ce ne sono pochi, ed all’estero in certi contesti sono rari…a parte il cammino di Santiago, dove ne ho incontrati tanti, ci sono stati luoghi in Francia dove mi han guardato con ammirazione perchè lì, di italiani, non ne avevano visti da tempi inenarrabili. E non credo perchè tendo a scegliere posti selvaggi ed isolati con determinate peculiarità…
    Molti italiani che ho incontrato in Franica, per esempio, si lamentavano degli spaghetti collosi e della stronzaggine dei francesi che parlano solo francese. Noi italiani siamo visti come delle cenerentole all’estero … Souleiado

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: