La libertà delle scimmie

gara

Vi propongo due percorsi che conducono fra montagne bellissime e ovviamente – visto che siamo nati in un Paese che ama la libertà – voi sarete liberi di scegliere quale preferite: uno è stato creato dall’uomo che cammina, l’altro dall’uomo gommato. Visioni differenti ma, per fortuna, non viviamo come quelli dell’Isis e quindi possiamo scegliere dove posare i nostri piedi, soprattutto se cerchiamo la bellezza camminando.

Torniamo con i piedi per terra (quello di prima era un mondo fantastico): vi propongo due percorsi che vi conducono fra montagne bellissme: uno era stato creato dall’uomo che cammina – e ora non esiste più – l’altro è diventato una frazione, tutto sommato molto piccola, dei 30 km di piste forestali del PSR create nelle Valli di Lanzo che hanno spianato antichi sentieri, come quello che vedete in questa prima tornata di foto (subito qui sotto). L’altra carrellata vi mostrerà cosa è rimasto dopo la massima espressione di amore per la libertà dei comuni delle Valli di Lanzo, sponsorizzati, a suon di milioni, dall’Unione Europea (se non sapete di cosa parlo, leggete prima questo post).


Sentiero Benne – Mea (n. 323), sul versante a solatio della Val Grande di Lanzo (provincia di Torino), percorso il 4 aprile 2015. Un meraviglioso ordine disordinato, per dirla alla Tiziano Fratus:


Il medesimo tratto di sentiero percorso il 18 ottobre 2015 dopo il passaggio di ruspa selvaggia; di questo passo i sentieri storici superstiti delle Valli di Lanzo diventeranno davvero delle riserve indiane gentilmente concesse dai gommati (Paolo Rumiz):


Difficile credere che si tratti del medesimo percorso, vero?

Qui sotto potete osservare una carta escursionistica in formato digitale (gentilmente concessa da Mario Fraternali) che vi mostra il tratto di sentiero che avete appena osservato in foto. Il tratto documentato in questo post l’ho evidenziato con un rettangolo nero (cliccate sulla foto per ingrandirla).

sentiero 323

Il rettangolo evidenzia il percorso documentato con le foto prima e dopo il passaggio delle ruspe. A monte si nota il tratteggio bianco delle nuove piste.

Quando Mario Fraternali ha mappato la zona con il GPS, la pista che avete appena visto nelle foto non era ancora stata realizzata. Su questa carta quindi risulta segnato ancora un sentiero, tracciato con il colore rosso (quello nel quadrato). All’epoca (siamo a cavallo degli anni 2014-2015) però alcuni lunghi tratti della pista Pera Berghina-Pian delle Riane erano già sorti: potete notarli facilmente, tratteggiati di colore bianco, osservando la zona altimetrica compresa tra i 1500 e i 2000 metri di quota. Ora anche quel bellissimo tratto di sentiero, che affondava in boschi strepitosi, per poi riemergere improvvisamente a Mea, è stato soppresso.
Salendo da Bonzo (975 m) in direzione di Alboni (1384 m; sentiero 322), si poteva fare un meraviglioso giro ad anello, praticamente quasi tutto su sentiero (ci sono solo pochi metri di strada asfaltata che attraversano l’abitato degli Alboni).

Perché liberi come scimmie? Leggete questo post e vi renderete conto facilmente come anche sui sentieri delle montagne italiane, spianati e soppressi definitivamente, si possa incontrare quell’odiosa ed insopportabile mancanza di amore per la libertà che contraddistingue da sempre questo Paese, a tutti i livelli.

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

One Response to La libertà delle scimmie

  1. serpillo1 says:

    Le foto sono esaustive. Trasmettono scorci di paesaggio che non c’è più e mi dispiace.

    Spero vivamente che dopo il passaggio delle ruspe il sentiero venga ripristinato. (non solo in questo caso ma ogni qual volta una pista agro-silvo-pastorale compare in valle).

    Almeno ci rimane la libertà di scegliere se camminare su un viottolo o su una banale strada.

    "Mi piace"

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